mercoledì 14 dicembre 2016

Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi

a cura di Marina Lenti

Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi non è un romanzo, ma una raccolta di saggi su alcune delle saghe fantasy di maggior successo. Desideravo leggerla, ma ho rimandato finché non ho preso in prestito alcuni libri per l'università in biblioteca e casualmente ci è finito in mezzo.
Inizialmente ero piuttosto preoccupata perché non ho letto molte delle serie in analisi e temevo di trovare difficoltà nella comprensione o qualche sgradita anticipazione. In realtà, come Emanuele Manco (Fantasymagazine) spiega nella prefazione, i saggi sono godibilissimi sia da chi ha letto i romanzi in questione sia da chi non li ha letti. Mentre per alcune delle serie ho uno scarso o nullo interesse e ho letto i saggi senza preoccupazione, nella lettura di quelli riguardanti i libri che voglio recuperare ho proceduto con cautela.
Non ho riportato traumi da spoiler comunque e, dato che sono ipersensibile a essi, è un buon segno.

Titolo: Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi. Luci e ombre di 10 serie di successo
Autori: Silvana De Mari, Paolo Gulisano, Marina Lenti, Chiara Valentina Segré, Marina Frammartino, Maria Cristina Calabrese, Pia Ferrara, Laura Costantini, Amneris Di Cesare, Cristina Lattaro
Editore: Runa Editrice
Prima edizione: 24 giugno 2016
Pagine: 180
Prezzo: cartaceo - € 14,00
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Perché può essere interessante leggere la raccolta?

Sempre che non si abbia un interesse personale per il genere, per la narrativa per ragazzi o, più in generale, per i fenomeni editoriali, credo sia difficile che un libro di questo tipo attiri l'attenzione. Eppure penso che possa essere una lettura interessante per tutti sotto diversi aspetti.
Ciascun saggio offre, infatti, un punto di vista più o meno personale sulle serie permettendo al lettore di confrontarsi con opinioni differenti dalle proprie e di cogliere così sfumature o nessi nuovi nelle storie probabilmente più amate al mondo.
Salvo alcuni casi, i brevi saggi hanno il pregio di approfondire proprio la letteratura, le altre opere o la cultura di riferimento dell'autore e spiegare in modo efficace e sintetico i relativi spunti.
Se questo discorso può valere in linea generale, mi sembra doveroso e corretto soffermarmi sui diversi testi che compongono la raccolta. A partire dalla prefazione di Manco che ho apprezzato molto soprattutto per la sintetica e imparziale disamina della raccolta. Inoltre, chiarisce subito i principali intenti dell'opera e ne esplicita la portata sottolineando la brevità dei saggi.

Il confronto tra lettori è un altro dei piaceri della lettura. La naturale inclinazione a discutere con altri di quanto abbiamo apprezzato (o non gradito) di un'opera, scambiandosi pareri.

Infine, Manco offre anche qualche spunto di riflessione su cui spero di tornare in futuro e che nel frattempo condivido e annoto.

[…] è inutile negare che all'epoca si leggevano forse più volentieri, anche forzandosi, opere in realtà destinate ai più adulti, forse per sentirsi grandi, ma forse perché alla fine la distinzione non era così importante.
Le esigenze e le aspettative da lettori cambiano con il tempo.
[…]

Passando ai saggi veri e propri, non ho apprezzato tutti allo stesso modo e, anzi, alcuni proprio non mi sono piaciuti. In particolare, ho trovato un eccesso di buonismo nonché una cieca parzialità nel saggio Io combatto per vincere e combatto con quello che ho, dedicato alla saga de L'Ultimo Elfo e scritto da Marina Lenti.
Non nascondo che il mio punto di vista possa essere stato un po' intaccato da alcune affermazioni di Silvana De Mari che, oltre a essere criticabili, mi è impossibile condividere. Allo stesso modo non posso apprezzare un'analisi che si concentra a difendere l'autrice da accuse che, mi dispiace ammetterlo, hanno qualche fondamento. Ho amato la serie de L'Ultimo Elfo, cogliendovi le tematiche importanti che anche la Lenti espone. Eppure non riesco a non leggere derive pericolose nelle metafore sociali, culturali e politiche di cui è intrisa l'opera. Ancora di più, mi ha instillato molti dubbi la spiegazione delle ragioni del passaggio editoriale da Salani a Fanucci.

La ragione dello strappo è stata raccontata dalla scrittrice nel suo blog, dove ella ha denunciato un editing invasivo, colpevole di aver snaturato alcuni personaggi, privandola del diritto di esprimere le proprie idee politiche, religiose e sociologiche..

Ripeto: potrei avere una visione ormai distorta dall'immagine pubblica che la De Mari si è costruita, in particolare su facebook. Mi rimane il dubbio che la presenza di un saggio della De Mari stessa nell'opera possa avere avuto una certa influenza.
Al contrario, ho trovato molto più interessante L'ultimo nemico che sarà sconfitto è la morte, la riflessione della De Mari sulla serie di Harry Potter.

Sono esistite civiltà che non hanno avuto la ruota, ma non possono esistere civiltà che non raccontano storie.

Ho trovato, però, che fosse troppo insistita la ricerca di riferimenti religiosi per quanto la stessa Rowling li ammetta e mi ha infastidito che la De Mari abbia colto l'occasione per esporre i suoi personali pensieri politici e sociali e legarli a Harry Potter. È pur vero che, leggendo, ognuno coglie quel che vuole.
Tra gli altri saggi ho trovato un po' deludenti Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi sulla trilogia delle Cronache del Mondo Emerso (Licia Troisi, Mondadori) e Non lasciare che gli altri decidano chi sei, decidilo da sola sulla serie Shadowhunters (Cassandra Clare, Mondadori).
Sono una dei pochi al mondo a non aver letto la Troisi e a esserne solo minimamente incuriosita. Il suo successo si dovrà pur a qualcosa… Il saggio ha il pregio di non nascondere (o di cogliere?) i limiti delle Cronache, ma mi aspettavo che mi facesse venire il desiderio di leggerle e non è stato così.
Per quanto riguarda Shadowhunters, il saggio di Amneris Di Cesare mi è sembrato molto più un riassunto della serie. Ammetto che non sono una fan della Clare. Ho letto la prima trilogia durante gli anni del liceo e mi era piaciuta tanto da impegnarmi con mezzi inesistenti a modificare immagini che mi ricordavano Jace e Clary. Circa un anno fa ho riletto il primo libro e mi sono stupita che mi fosse piaciuto quello stile. Da allora ho salutato i libri della Clare. Non me ne vogliate.
In entrambi i casi, dunque, è evidente che il mio apprezzamento sia determinato da fattori molto personali e devo, invece, riconoscere che ci sono spunti da tenere in considerazione nella lettura dei romanzi.
Con grande sorpresa, dal momento che ho preso un po' le distanze da Twilight, serie di cui sono stata fan, ho trovato bello il saggio di Laura Costantini. In Ogni giorno deve finire, anche il più perfetto, dopo aver ammesso di essere una twilighter, la Costantini si dedica all'analisi delle ragioni del successo della tetralogia della Meyer, aspetto che un po' manca negli altri testi della raccolta. La difesa, ben articolata, dalle critiche mi ha fatto venir voglia di rileggere Twilight. Tranquilli, per il momento non ne sono così tentata.
Prima di concludere con le due analisi che più sono piaciute, vorrei scusarmi se, per ragioni di spazio e totale incapacità di sintesi non mi sono soffermata su tutti i testi della raccolta. In particolare, ho scelto di trascurare Se siete qui significa che già sapete salire e scendere da un treno in corsa di Cristina Lattaro e dedicato alla trilogia di Divergent, Essere dei mezzosangue è pericoloso, ma non si corre il rischio di annoiarsi sulla saga di Percy Jackson e scritto da Martina Frammartino e Un giorno sarai abbastanza vecchio per ricominciare a leggere le fiabe, riflessione d Paolo Gulisano su Le Cronache di Narnia. Sono tutte considerazioni attente e complete, tant'è che ho capito una volta di più di dover colmare l'enorme lacuna di non aver mai toccato l'opera di Lewis.
Allo stesso modo, l'analisi che Pia Ferrara dedica alla tetralogia di Bartimeus mi ha ricordato tutte le raccomandazioni che ho ricevuto. La Ferrara è puntuale e precisa nell'esposizione dei precedenti e dei riferimenti dei romanzi di Stroud: mi avrebbe comunque trasmesso il desiderio di leggerli, se non altro perché ne evidenzia efficacemente pregi e originalità.
Infine, mi ha molto entusiasmato il saggio che Chiara Valentina Segré ha scritto sulla trilogia di Hunger Games. Probabilmente l'attesa del treno e la mia passione per la serie hanno contribuito, ma la Segré si sofferma su aspetti che io non avevo considerato durante le mie letture, non ultima la scelta dell'età dei Tributi.

Non è una scelta casuale: nella quasi totalità delle saghe fantasy e fantastiche l'eroe inizia il suo viaggio proprio alla soglia del passaggio tra l'età dell'innocenza e quella della maturità.

Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi è una raccolta di testi brevi, adombrati da una inevitabile soggettività, ma in ogni caso stimolanti. La riflessione sul Fantasy, genere ampiamente sottovalutato, è posta al centro del libro: seppure l'immaginazione sia il motore di tante storie, la complessità e i significati veicolati da molti romanzi fantastici rimangono in grado di intrigare lettori di ogni età.

Amaranth

6 commenti:

  1. Non sono una grande fan dei saggi, devo ammetterlo. In generale non mi piace proprio leggere la non-narrativa, ma per i saggi nel corso del tempo devo ammettere di aver sviluppato un vero e proprio astio. credo sia successo semplicemente perché non ho mai guardato ai saggi giusti, come questa raccolta che sembra proprio interessante.
    E' inevitabile che il parere espresso dagli autori dei vari testi sia soggettivo -d'altronde, ciascuno di noi può testimoniare un'esperienza di lettura diversa delle saghe prese in considerazione -, ma in fin dei conti sono sicura che anch'io la troverei una lettura stimolante.

    A presto, cara ♥

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    1. Credo proprio che il punto sia più trovare i saggi giusti: anche se dubito che ne leggerò mai molti, l'argomento interessante è un buon stimolo.
      Questa raccolta, in particolare, è perfetta per i lettori secondo me e spero di trovarne altre. ♥♥♥

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  2. Non conoscevo questa raccolta di saggi e, in un primo momento ero curiosa, ma dopo aver letto il tuo commento sono indecisa, un po' perché alcuni libri di cui trattano non li ho letti - e, lo so che potrei leggere comunque il saggio, ma prima preferirei dedicarmi al libro - e un po' per quei saggi che non ti hanno convinto :\

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    1. Trovo più che legittimo voler leggere i romanzi che li hanno ispirato prima dei saggi stessi. Per quanto riguarda i testi che non mi sono piaciuti o comunque mi sono piaciuti di meno, ti assicuro che è soggettivo e in ogni caso il confronto anche negativo può portare una buona riflessione. Se ti capita, quindi, non lasciarti frenare dalla mia opinione ^^

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  3. Ho letto questo libro, una raccolta molto interessante che mi ha fatto avvicinare al fantasy. Ora leggo fantasy grazie a questo saggio

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    1. È una cosa davvero molto bella: è proprio quello che spero accada anche ad altri leggendo questo libro. Ti auguro molte belle letture ♥

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