venerdì 20 settembre 2013

The Indigo Spell

Richelle Mead

Titolo: The Indigo Spell
Autore: Richelle Mead
Editore: Razorbill
Prima edizione: 12 febbraio 2013
Pagine: 401
Prezzo: Formato Kindle - 5,49

Ebbene sì, non mi sono ancora stancata di parlarvi di questa serie e, se vi fidate di me, fareste bene a leggerla anche voi solo per arrivare a questo libro che è l’apice di tutti i libri di Richelle Mead letti finora.
In The Indigo Spell non manca proprio nulla: romanticismo, azione, magia e scene divertentissime che mi hanno fatto ridere per metà del tempo si mescolano per dare vita a un vortice da cui sarà difficile scappare.
Ecco i link delle altre recensioni, nel caso non sappiate nulla di Bloodlines:

Bloodlines
Bloodlines – The Golden Lily

Come sempre, se non avete letto gli altri libri, questa recensione è a RISCHIO SPOILER.

Avevamo lasciato i nostri due eroi, Sydney e Adrian, alle prese con un problema spinoso: Adrian si è dichiarato alla giovane Alchimista e lei ha dovuto respingerlo. Adrian infatti è un nobile Moroi, un vampiro “buono”, e lei fa invece parte degli Alchimisti, coloro che devono tenere nascosto il mondo del sovrannaturale al resto del mondo. Cresciuta con i dogmi della sua fede, che ritengono i vampiri come Adrian dei mostri innaturali e quindi un male da nascondere e da evitare il più possibile, Sydney ha già avuto modo di scoprire che i Moroi non sono così terribili come gli Alchimisti li dipingono. Col tempo si è affezionata a Jill, Eddie e Angeline, ma non può concedersi di cedere all’attrazione che prova per Adrian. Le relazioni tra le due razze sono infatti viste come perverse e moralmente sbagliate.
Ma Adrian non si arrende così facilmente, non sarebbe da lui, no?
All’inizio del libro Sydney viene svegliata nel cuore della notte dalla sua insegnante, Ms. Terwilliger, che la trascina nel deserto per uno strano rituale di magia. Già nei primi libri avevamo scoperto che la donna è una sorta di strega e pratica una magia diversa da quella dei Moroi. Nonostante le proteste iniziali, Sydney ha finito per imparare, suo malgrado, a praticare diversi incantesimi.
Il motivo della scampagnata notturna è però più inquietante di quanto potesse aspettarsi: Ms Terwilliger sta cercando la sorella, colpevole di praticare la magia nera e di mandare in coma giovani ragazze per appropriarsi dei loro poteri. Secondo la sua insegnate, Sydney e molte altre potrebbero essere in pericolo e chiede perciò l’aiuto della ragazza. Ovviamente anche Adrian verrà coinvolto nel piano per avvertire le ragazze in pericolo e, da bravo gentiluomo, sarà compagno e protettore di Sydney… senza dimenticare le sue avances e le sue dichiarazioni d’amore estemporanee.
Come sempre, però, la Mead non si accontenta di mettere un solo mistero e alla caccia alla strega (letteralmente), aggiunge un altro fuggiasco da trovare: Marcus. Ne avevamo sentito parlare nei primi libri e questa volta Sydney è determinata a trovarlo, ma quando lo farà, scoprirà cose che metteranno in dubbio tutte le sue sicurezze.
Non dico di più, ma sappiate che i colpi di scena e i problemi da affrontare sono solo all’inizio.

Come ho già scritto all’inizio, le scene esilaranti sono una costante e in questo libro ho trovato particolarmente ben riuscito il rapporto tra Adrian e Sydney e i loro continui battibecchi. Ecco la reazione di Sydney quando si trova a dover passare cinque ore di volo seduta accanto a lui:

There was nowhere to go, nowhere to escape since even first-class passengers weren’t allowed parachutes.

Non c’era nessun posto dove andare, nessuna via di fuga, perché anche i passeggeri della prima classe non erano dotati di paracadute.


E questa è una scena in cui i due vengono sorpresi da soli a passeggiare in una notte di luna piena…

A terrible thought came to me. “Oh God. She probably thinks we were off doing – you know – romantic type, um, things-“.
That amused Adrian far more than it should have.
“See, there you go again. That’s the first thought that comes to your mind” He shook his head melodramatically. “I can’t believe you keep accusing me of being the obsessed one”.

Fui colta da un pensiero tremendo.
“Oddio. Probabilmente pensa che fossimo fuori a fare, sai, cose, uhm, romantiche”.
Questo divertì Adrian molto più di quanto avrebbe dovuto.
“Visto, eccoti di nuovo. È il primo pensiero che ti viene in mente” scosse la testa con aria melodrammatica. “Non posso credere che continui ad accusarmi di essere quello ossessionato”.


E per adesso mi fermo qui, ma avrei così tante citazioni da sommergervi.
Come avrete capito, il rapporto tra i due è piuttosto conflittuale, almeno all’inizio. Sydney è ancora legata alle sue credenze e quindi nega ciò che prova per il nostro bel Moroi. Adrian invece non si fa certi problemi (non sarebbe Adrian, altrimenti), ma allo stesso tempo non è così certo di ciò che prova Sydney, e questo lo rende, a modo suo, più cauto.
Ma abbandoniamo i risvolti romantici della vicenda e passiamo piuttosto agli intrecci della trama.
Anche questo libro è un concentrato di azione e colpi di scena. Sydney non fa in tempo a imparare un incantesimo per proteggersi dalla sorella di Ms Terwilliger, che Marcus la assolda per una missione di spionaggio.
Non mancano nemmeno le vicende personali degli altri personaggi che in questo libro crescono e maturano. Sydney, infatti, non è solo una apprendista strega, ma è il punto di riferimento del gruppo e si trova spesso a fare da mediatrice tra i drammi adolescenziali degli altri, senza dimenticare i propri.
In The Indigo Spell ritroviamo inoltre personaggi della serie di Vampire Academy, cosa che non manca mai di farmi battere il cuore, soprattutto quando suddetti personaggi comprendono il bel dhampir Dimitri Belikov. In questo caso si tratta di una comparsata che non mi ha soddisfatto del tutto, ma continuo a sperare di rivederlo presto in tutto il suo splendore.
Nonostante l’assenza dei personaggi principali della prima serie, Sydney e Adrian compensano ampiamente. Con il cambio di coppia, secondo me la Mead ha fatto la cosa giusta. È riuscita a mantenere i legami con la storia originale – stesso mondo, personaggi che ritornano- ma allo stesso tempo ha creato qualcosa di nuovo, fuori dagli schemi degli altri libri. In questo modo è davvero difficile annoiarsi ed è ancora più difficile intuire dove ci porterà la mente geniale di Richelle Mead. Ciò che apprezzo di più di questa autrice è proprio la sua capacità di cogliermi totalmente di sorpresa, con risvolti imprevisti che non avrei mai immaginato; cosa che, al nono libro di una serie, è sicuramente notevole.
Allora, vi ho convinti?

Il mio voto

5 specchi

Alaisse
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

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