Recensione in anteprima: “La rabbia” di Paolo Giuseppe Alessio

Avevo una professoressa di italiano che, accanto alle parole “fare” e “cosa, cose”, ci aveva vietato l’uso di “rabbia” per indicare lo stato di emozione intensa che tende ad acciecare e, eventualmente, a esplodere. Quindi, i miei compagni di classe e io non provavamo rabbia, non ci arrabbiavamo perché la rabbia, ci diceva l’insegnante, è una malattia ed è propria degli animali.

Nel romanzo di Paolo Giuseppe Alessio, la rabbia è un morbo che si insinua, dilaga fino a travalicare ogni possibilità di controllo. Forse, come ho fatto io per settimane dalla prima lettura, vi siete trovati a pensare alla celebre ira funesta di Achille.
Ripercorretene le tappe. Agamennone priva l’eroe acheo del suo bottino di guerra, la schiava Briseide, provocando l’ira e la vendetta di Achille che si ritira dalla guerra. Nell’Iliade è raccontato bene lo scoppio di una furia cieca, che spinge Achille a mettere mano alla spada, ma l’intervento della Ragione, la dea Atena, trasforma la rabbia in un freddo calcolo.
Diversa è la sorte di Aiace, che subisce un’ingiustizia simile a quella di Achille, del quale si aspettava di ricevere le armi. Il premio va, invece, a Ulisse e Aiace cade in preda alla rabbia. Nel cuore della notte, esce dalla sua tenda per sterminare i guerrieri achei. Acciecato da Atena, massacra un gregge di pecore.
La letteratura greca ci fornisce alcune coordinate.

Titolo: La rabbia
Autorə: Paolo Giuseppe Alessio
Prima edizione: Scatole Parlanti - febbraio 2022
Pagine: 70
Prezzo: cartaceo - € 12,00
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È difficile stabilire quale sia, tra romanzo breve e racconto lungo, la definizione che più si confà alla Rabbia, se non applicando una regola rigorosa che adotta per parametro il numero di parole. D’altra parte, per ə lettorə è forse sufficiente sapere che la lettura impegna per il tempo di un viaggio in treno da Torino a Milano.
Per questo motivo e per non intaccare il piacere della scoperta, preferisco condensare la trama in poche righe che, certamente, non rendono giustizia allo sviluppo della storia.

Due omicidi nell’arco della stessa notte: apparentemente nulla collega il clochard all’anziana signora benestante, ma l’ispettore Morganti ha intuito che si tratta di duplice delitto. Insieme all’identità dell’assassino, però, rimane un mistero anche quale sia il suo movente.
Al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare intuendo il genere del romanzo, alle indagini e alle analisi forensi la narrazione preferisce svilupparsi intorno ai personaggi, in particolare all’ispettore Morganti e all’assassino, senza tuttavia disdegnare l’opportunità di esplorare i pensieri e il vissuto di personaggi secondari.
Sebbene non vi sia alcun dubbio che Manfredo Morganti sia il protagonista del romanzo o, come direbbe lui, della sua storia esistenzial poliziesca, l’assassino assume un ruolo rilevante. Al lettorə è dato di seguirne il punto di vista, di percepire il malessere che lo attraversa fino a provare una sorta di sympatheia, la simpatia che nel greco antico indicava la condivisione di patimento ed emozioni.
Ammetto di provare già affetto per Morganti e per le sue flânerie per la città: Torino, immediatamente riconoscibile, diventa l’ambientazione di elezione, capace di accogliere con le sue peculiarità e contraddizioni non solo le vicende del romanzo, ma anche i ragionamenti più sprezzanti dell’ispettore.
Caratteristica del romanzo, è una scrittura esteticamente gradevole ma incisiva: l’autorə ha l’abilità di descrivere e raccontare con una prosa breve e non asciutta. Ne risulta una lettura scorrevole e portatrice di idee.
Chi è abituato a leggere le mie recensioni o ha la (s)fortuna di parlare con me di libri sa quanto ami le citazioni e la metanarrativa. Trovarli nella Rabbia ha senza dubbio aumentato l’appeal che il romanzo ha avuto su di me.
In effetti, l’elemento noir è contaminato dalla volontà di indagare altre dimensioni, aspetto che arricchisce il romanzo e lo rende adatto ai miei gusti: La rabbia è un romanzo adatto sia a una lettura fugace e disimpegnata sia a una aperta alla possibilità di confronto e riflessione.

Mai fidarsi troppo delle proprie sensazioni e mai sottovalutare la rabbia in agguato.

Il mio voto

4 specchi


Ringrazio l’autore per la fiducia accordatami nel propormi la lettura in anteprima del suo romanzo.


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Venerdì 25 febbraio avrò l’onore di dialogare con Paolo Alessio durante la presentazione del suo romanzo, La rabbia.
L’appuntamento è alle 18 al Via Baltea 3, il Community Hub di via Baltea 3 a Torino.
Fatemi sapere se ci sarete. Vi aspetto!

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