martedì 11 novembre 2014

#Scrivimi ancora

Cecelia Ahern

Titolo: #Scrivimi ancora
Titolo originale: Where Rainbows End
Autore: Cecelia Ahern
Traduttore: Ombretta Marchetti
Editore: Rizzoli - ottobre 2014
Prima edizione italiana: Sonzogno - 2005
Prima edizione: HarperCollins - 8 novembre 2004
Pagine: 432
Prezzo: Brossura - € 9,90

Rosie e Alex si sono conosciuti sui banchi di scuola. E proprio a scuola i due bambini iniziano a scambiarsi bigliettini (inutili i richiami della signorina Alito Pesante Casey).
Rosie e Alex sono migliori amici: tra loro non ci sono segreti e il loro rapporto è talmente forte da rendere inevitabile il pensiero che, forse, un giorno, l’amicizia diventerà qualcosa di più.
Crescendo, però, arrivano le prime cotte e Alex inizia a uscire con Bethany, dimenticandosi della allontanandosi dalla sua migliore amica. Quando i due riescono a ritornare gli amici di un tempo, giunge la mazzata (una delle tante): la famiglia di Alex si trasferisce a Boston.
Questo sembra essere uno degli eventi decisivi nella vita dei due ragazzi: diventeranno adulti in due città diverse, in due continenti diversi. Nonostante l’avversità del destino, la loro corrispondenza continua e con essa, tra alti e bassi, la loro amicizia. Finché…

Quando la mia amica mi ha messo il libro in mano e mi ha detto di leggerlo, non avevo capito le sue reali intenzioni: aveva bisogno che qualcuno soffrisse con lei e comprendesse l’impulso di saggiare la testa dell’autrice con il suo stesso romanzo perché non si può far patire tanto ai propri personaggi… o forse sì? Sorvoliamo.

Scrivimi ancora è un romanzo epistolare e raccoglie i bigliettini, le lettere, le cartoline, le mail e persino i messaggi scambiati via chat di Rosie, Alex e delle persone che li circondano.
Attraverso questo espediente, il lettore riesce a prendere familiarità con la sorella di Rosie e il fratello di Alex, con i genitori e Ruby, l’eccentrica amica di Rosie. Pagina dopo pagina, si scoprono aspetti diversi dei due protagonisti, una sfumatura del carattere, un sogno o un’aspirazione e si viene messi a parte dei piccoli e grandi imprevisti che toccano le loro vite e le rivoluzionano.
Era almeno un decennio che non leggevo un romanzo epistolare e non sapevo se avrei apprezzato il genere. Invece, la Ahern mi ha sorpresa: le prime pagine sono volate via, una dietro l’altra, senza che potessi fermarmi. Mentre Rosie e Alex crescevano, io diventavo sempre più curiosa.
C’è sentimento nel romanzo della Ahern, inevitabile e prevedibile, ma anche frustrazione. La mia.
Ogni evento, ogni contrattempo che separa Rosie e Alex è commentato e guidato dai familiari dei due protagonisti: tutti sembrano sapere perfettamente cosa dovrebbero fare e non fanno altro che sperticarsi in consigli spingendo ora in una direzione e ora nell’altra.
Peccato che Rosie e Alex siano già piuttosto confusi e non riescano a opporsi minimamente alle disavventure. Probabilmente è per questo che a un certo punto non ne potevo proprio più: mi ero stufata di leggere e, se non fossi tanto curiosa, avrei abbandonato il libro.
Leggere Scrivimi ancora è stato come salire sulle montagne russe. L’inizio era promettente, lo stile scorrevole e incalzante; la Ahern ha saputo dare una voce a tutti i suoi personaggi, dando a ciascuno uno spazio e definendolo attraverso le proprie parole e quelle degli altri. Tuttavia, la salita che precede la discesa più ripida ed emozionante è stata davvero troppo lunga e noiosa per me.
Avrebbe potuto essere una lettura piacevole e carina, se solo avesse avuto qualche pagina in meno.

Il mio voto

2 specchi e mezzo

Amaranth

8 commenti:

  1. Mi ispirava poco, ora sono proprio decisa a lasciarlo sugli scaffali :/

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    1. Non mi metterei a consigliarlo a chi ha gusti simili ai miei, ma devo dire che ogni tanto mi piace leggere qualcosa di più leggero e romantico. Scrivimi ancora rientra nella categoria, peccato che il feeling che avevo all'inizio si sia perso.

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  2. Noo che peccato! L'ho finito da poco (tra l'altro sto scrivendo la recensione proprio ora xD), e inaspettatamente mi è piaciuto tanto, c'è un sentimento grande, il grande amore che si sogna tutta la vita, ma che si ritrova a fare i conti con gli imprevisti della vita... solo il finale mi ha lasciato un pò così così, ma sicuramente è un romanzo che consiglio .3

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    1. Lo so! Sono un bel po' strana! Mi è piaciuto lo stile e ho trovato che la Ahern sia stata molto abile nel tenere l'intreccio e differenziare i personaggi (fondamentale in un romanzo epistolare). Riconosco il grande sentimento e anche a me sarebbe piaciuto il libro (finale compreso), se non avessi iniziato a sbuffare...
      Insomma, non gliene capiteranno un po' troppe? E sì, la vita è complicata e non si può fermare come e quando vogliamo, ma... Penso sia più un mio limite che altro XD

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  3. Oddio sul serio ti ha fatto così schifo? O.o io lho letto inglese e lho adorato *---*

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    1. No! Non mi ha fatto schifo! >.< Non volevo trasmettere questa idea.
      Semplicemente, dopo un po' è diventato scontato che ci sarebbero stati nuovi intoppi "insormontabili" e l'entusiasmo iniziale è scemato.
      Mi sono annoiata, ma so bene che è un mio limite: qualche imprevisto in meno e avrei apprezzato di più il romanzo.

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  4. Peccato, a me è piaciuto tantissimo!

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    1. Per certe cose è proprio questione di gusti. Personalmente non amo le tragedie/disavventure in serie... >.<

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