Recensione: "Chiudo gli occhi e il mondo muore" di Francesca Zappia

italian edition made you up francesca zappia

Ti ho trovato fra le stelle è uno di quei libri che amo consigliare ogni volta che ne ho l’occasione perché, quando l’ho letto, mi ha folgorata. Il nodo da sciogliere era scoprire se mi sarebbe piaciuto anche un altro romanzo di Francesca Zappia e Anncleire è intervenuta prestandomi Made you up.

copertina chiudo gli occhi e il mondo muore

Titolo: Chiudo gli occhi e il mondo muore
Titolo originale: Made you up
Autore: Francesca Zappia
Traduttore: Claudia Valentini
Prima edizione italiana: Giunti Editore - 2 ottobre 2019
Prima edizione: Greenwillow Books - 19 maggio 2015
Pagine: 384
Prezzo: cartaceo - € 14,00; ebook - € 8,99
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A sette anni Alex ha contemporaneamente liberato gli astici del supermercato e trovato un amico, il primo che abbia avuto e suo alleato nell’impresa. A dieci anni ha scoperto che la sua percezione della realtà è imperfetta e che, forse, l’episodio del salvataggio dei crostacei è stato frutto di un’allucinazione.
I medicinali aiutano, ma non sono infallibili e a volte qualcosa del mondo di Alex incontra quello che per gli altri è reale. Per questo motivo preferisce affidarsi alla macchina fotografica (le cose irreali tendono a scomparire dalle fotografie) e cerca di mostrarsi indifferente a tutto ciò che le sembra troppo strano.
Iniziare l’ultimo anno di superiori in una scuola nuova, però, è uno stress non da poco soprattutto per una persona che ha i capelli troppo rossi e bisogno di controllare il perimetro di ogni ambiente per tenere a freno la paranoia. E se nella sua classe capita Miles, un ragazzo davvero strano e misterioso, temuto e sospettato da tutti, va da sé che l’anno sarà particolarmente movimentato.

Un libro che ha cercato di farmi fare le ore piccole, quando già dormivo poco. Un libro che rileggerei subito. È così che descriverei Chiudo gli occhi e il mondo muore, ma sono certa che tutti possano trovarvi un crescendo di tenerezza e suspense e una buona dose di stravaganza, che ricorda quanto il mondo possa essere lontano da ciò che siamo abituati a chiamare normalità.
Nelle pagine del romanzo di Zappia, uno young adult così fresco e genuino da poter sembrare spensierato, si può leggere d’amore, di ansie, di soprusi e misteri che oscillano tra il complotto e il soprannaturale, ma soprattutto si legge dell’influenza della malattia mentale nella vita della protagonista. Alex, infatti, soffre di schizofrenia paranoide e sì, credo che “soffre” sia un termine appropriato di fronte al disagio di non potersi fidare dei propri occhi, delle proprie orecchie e del proprio istinto.
Eppure la sua è una malattia che le dà qualcosa di più: è come un filtro colorato che arricchisce il mondo, definisce la sua realtà.

Niente mi faceva stare bene, niente aveva più sapore, niente aveva più bellezza.
Impossibile dire se dipendesse da me oppure dai nuovi farmaci.

«Se nulla è reale, allora che differenza fa?» mi domandò.
«Tu ci vivi in questo mondo. Questo non lo rende abbastanza reale?»

La narrazione in prima persona contribuisce a rendere più intensa e, a tratti, drammaticamente vicina la voce della protagonista. Inoltre, il suo punto di vista funziona da filtro e falsa la percezione del lettore che si deve affidare ad Alex, deve vivere nel suo mondo e accettarlo.
Potreste credere che con una protagonista schizofrenica vi sia una quantità sufficiente di particolarità, ma anche gli altri personaggi sono piuttosto eccentrici, a partire dalla famiglia di Alex che, tanto per fare un esempio, deve il suo nome ad Alessandro Magno.
Se da un lato si deve rilevare che la tendenza a una caratterizzazione anticonformista è così diffusa da annullare la normalità e apparire quasi come una piaga un cliché, dall’altro sono convinta che sia una scelta consapevole dell’autrice e che, all’interno di questo romanzo, svolga una duplice e importante funzione. Mentre continua a ricordarci che la realtà di Alex è soggetta ai capricci della malattia, mette in dubbio la nostra definizione di normale e ci invita a guardare meglio, a fare attenzione anche a ciò che ci sembra banale. Dare meno per scontata la realtà potrebbe fare la differenza?
Poiché un bel libro è un risultato complesso, influenzato da moltissime variabili, voglio spendere due parole sui dettagli grafici interni al libro. Sono discreti, non prevaricano il testo, ma contribuiscono a restituire le emozioni della protagonista e aiutano a focalizzare l’attenzione su tre elementi importanti.
Ecco perché questa volta ruberò ad Anncleire di Please Another Book il particolare indimenticabile, una chicca che dà sempre qualcosa di più alle sue bellissime recensioni (qui per leggere quella di Made you up). Scelgo la Magic 8 Ball: a voi scoprire perché vorrei averne una.
Per questo e per mille altri motivi grazie, Ann.

Il mio voto

5 specchi


Commenti

  1. Ciao Amaranth!
    Lo devo proprio leggere, eh si. "Ti ho Trovato fra le Stelle" mi era piaciuto moltissimo e non vedo l'ora di inoltrarmi in quest'altro libro dell'autrice. Posso fare un piccolo appunto sul titolo italiano? Non mi piace proprio, capisco che possa avere senso e che sia collegato alla visione della protagonista, ma mi suona proprio male. Quello inglese mi piace molto di più.

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    Risposte
    1. Ciao! Ovviamente sì, lo devi leggere. Il titolo italiano è, in effetti, anche troppo lungo e non aiuta a capire molto della storia, non che sia necessario chiarire subito tutto, però... sì, quello inglese funziona meglio.

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