Postmortem (Kay Scarpetta #1)

Recensione di Postmortem (Kay Scarpetta #1) di Patricia Cornwell

Patricia Cornwell

Un intero ripiano della libreria è destinato ai romanzi di Patricia Cornwell, ma fino allo scorso mese ci avevo girato attorno con la vaga idea di un prima o poi. Quando la Ikigai Reading Challenge mi ha messa all’angolo con l’obiettivo di un libro fuori dalla propria confort zone, ho pensato che fosse giunto il momento di fare la conoscenza di zia Kay.

Titolo: Postmortem (Kay Scarpetta #1)
Titolo originale: Post-Mortem (Kay Scarpetta #1)
Autore: Patricia Cornwell
Traduttore: Marco Amante
Prima edizione: Scribner Book Company - 9 gennaio 1990
Prima edizione italiana: Mondadori - 1994
Pagine: 322
Prezzo: flessibile - € 12,00; ebook - € 7,99
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Quando il telefono squilla nel cuore della notte, Kay sa di cosa si tratta prima ancora di averne conferma: il serial killer ha colpito ancora e un’altra donna è morta, violentata e strangolata nel suo letto. La scena, questa volta, appare più violenta dei casi precedenti, ma nulla sembra rivelare qualcosa sull’assassino. Le sue vittime, infatti, non si assomigliano né erano legate da altri fattori.
Mentre la polizia brancola nel buio, la dottoressa Kay, a capo del dipartimento di medicina legale, vive un periodo di intesa frustrazione, pungolata dalla costante minaccia del pluriomicida e pressioni che possono insidiare la sua posizione professionale e mettere a repentaglio le indagini.

Kay Scarpetta mi è piaciuta dalla prima pagina. Voce narrante e protagonista, Kay è una donna brillante, indipendente e sicura di sé. Questo non le consente di lasciare nelle sale del dipartimento i casi di cui è responsabile, in particolare quello del serial killer.
Il livello di stress, inoltre, è accresciuto dalla rilevanza politica assunta dal caso, dalle ingerenze e dalla violazione del suo pc. Inoltre, da quando è arrivata Lucy, la figlia di sua sorella, non è riuscita a dar valore al tempo trascorso insieme a lei. Kay è impegnata sul caso e Lucy passa gran parte delle sue giornate chiusa nello studio della zia, cercando di capire come funzioni il pc e riuscendo in effetti a comprendere molto più di quello che sarebbe normale aspettarsi.
Lucy è indubbiamente un personaggio importante all’interno del romanzo, se non altro per il rapporto affettivo che la lega alla protagonista e per la spontanea simpatia che suscita. Trascurata dalla madre che, ironia della sorte, scrive libri di successo per bambini, Lucy trova nella zia l’adulto capace di rivolgerle attenzioni. Per questo, e forse per la somiglianza intellettiva, Lucy la ammira moltissimo.
Naturalmente Lucy, come gli altri personaggi, è filtrata dal punto di vista della protagonista. Poiché la narrazione si svolge in prima persona, infatti, il lettore non ha altro modo di conoscere i colleghi della dottoressa, il detective Marino e Abby Turnbull, la reporter che riesce in qualche modo ad avere informazioni riservate sul caso, se non affidandosi alle impressioni, alle simpatie e alle antipatie della protagonista.
Nonostante si trovi nella testa di Kay Scarpetta, però, il lettore più intraprendente è libero di sviluppare ipotesi personali, scontrandosi virtualmente con quelle della dottoressa o dell’investigatore. Io ci ho provato, tentando di mettere assieme gli elementi disponibili per risolvere il caso.
La lettura è scorrevole e l’uso di termini medici non diventa un ostacolo. Inoltre, è interessante anche scoprire l’approccio a tecniche che erano considerate innovative per gli anni in cui è ambientato il romanzo e che oggi, certo, non troviamo sorprendenti. L’aspetto più positivo per me è stato proprio lo stile della Cornwell: l’ho trovato fresco e mi ha permesso di entrare in sintonia con Kay. Ho apprezzato anche l’intonazione poetica di alcune descrizioni, che rispecchiano gli stati d’animo della protagonista senza risultare eccessive nella ricerca del dettaglio.
Amante delle storie di real crime e delle serie televisive crime, non mi ero ancora approcciata al corrispettivo genere letterario. Non credevo avrei trovato tanto avvincente un medical thriller e temevo, a dirla tutta, di non riuscire ad arrivare alla fine. Ammetto di aver impiegato molto più tempo di quanto non fosse necessario, ma sono convinta che sia molto più dovuto al periodo della mia vita che non al libro in sé.
Il caso mi è sembrato ben congegnato (io ero del tutto fuori strada con le mie supposizioni) e soprattutto mi è piaciuta la protagonista. In conclusione? Voglio leggere un’altra indagine con Kay Scarpetta, grazie.

Il mio voto

4 specchi


I libri della serie:
Postmortem (Kay Scarpetta #1)
Oggetti di reato (Kay Scarpetta #2)
Quel che rimane (Kay Scarpetta #3)
Insolito e crudele (Kay Scarpetta #4)
La fabbrica dei corpi (Kay Scarpetta #5)
Il cimitero dei senza nome (Kay Scarpetta #6)
Causa di morte (Kay Scarpetta #7)
Morte innaturale (Kay Scarpetta #8)
Punto di origine (Kay Scarpetta #9)
Cadavere non identificato (Kay Scarpetta #10)
L'ultimo distretto (Kay Scarpetta #11)
Calliphora (Kay Scarpetta #12)
La traccia (Kay Scarpetta #13)
Predatore (Kay Scarpetta #14)
Il libro dei morti (Kay Scarpetta #15)
Kay Scarpetta (Kay Scarpetta #16)
Il fattore Scarpetta (Kay Scarpetta #17)
Autopsia virtuale (Kay Scarpetta #18)
Nebbia rossa (Kay Scarpetta #19)
Letto di ossa (Kay Scarpetta #20)
Polvere (Kay Scarpetta #21)
Carne e sangue (Kay Scarpetta #22)
Cuore depravato (Kay Scarpetta #23)
Caos (Kay Scarpetta #24)

Amaranth

Commenti

  1. Sono davvero contenta che ti sia piaciuto! Io ho iniziato questa serie una vita fa (mamma mia come vola il tempo!) e anche se gli ultimi libri li sto evitando perché non sono più all'altezza dei primi (a mio parere c'è un abisso) questa serie è una delle mie preferite, quando si tratta di thriller!

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    1. Spero di leggere presto il secondo libro ♥

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