Recensione: “Alla fine del libro (Amori nella nebbia #2)” di Francesca Baraldi

Non è un romanzo che consiglierei a tutti e nemmeno posso dire che sia il mio preferito tra quelli di Baraldi, ma mi ha fregato perché mi ha scoperto, ha messo a nudo qualcosa di me e l’ha fatto a tradimento. È quello che fanno un po’ tutti i libri ma non così, non quando non mi sto cercando. E allora, scusatemi, forse non riuscirò a parlare soltanto del romanzo, di Alessandra, di Angelo e di Chiara e Leonardo, forse parlerò un po’ di me e non sarò obiettiva. Io so cosa avete fatto: avete letto quel 2 e vi siete allarmati o disinteressati (dipende dal vostro rapporto con gli spoiler, credo) perché non avete letto Di carne e di carta . A parte che siete sempre in tempo a rimediare , ma non sono convintissima che sia necessario . Se inizierete da qui, poi, quasi matematicamente vorrete chiarirvi le idee sulle supposte e allora dovrete per forza leggere il primo libro della duologia; se opterete per la lettura ordinata, allora vi godrete semplicemente di più il giro sulle montagne r

Pelle di foca

Recensione di Pelle di Foca di Melania D'Alessandro

Melania D'Alessandro

Mi aspettavo di essere sorpresa da questo romanzo: intuivo un’energia nuova da parte dell’autrice che seguo fin dal suo esordio. E vi dirò, ha saputo stupirmi anche se in un modo diverso da quello che immaginavo. Mi ero fatta un’idea della storia che la lettura è riuscita ad alimentare fino al momento in cui ha proposto una nuova prospettiva, fornendomi occhiali nuovi con cui interpretarla.

copertina di Pelle di foca di Melania D'Alessandro

Titolo: Pelle di foca
Autore: Melania D'Alessandro
Prima edizione: Autopubblicato - 16 novembre 2018
Pagine: 400
Prezzo: ebook - € 3,49; cartaceo - € 16,49
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Trovata sulla spiaggia nella notte di Samhain, quando tutti avrebbero dovuto trovarsi nelle proprie abitazioni protetti dagli spiriti che in quelle ore avrebbero vagato sulla terra, Brennalyn non è una bambina come le altre. Fergus, il padre adottivo, non glielo ha mai nascosto e, anzi, le ha insegnato ad accettare la sua natura raccontandole favole e storie legate al popolo dei sidhe.
Se il carattere selvaggio e indomito e la fame di libertà sono un indizio abbastanza forte, i capelli e gli occhi scuri e ancora di più le mani palmate non hanno lasciato spazio a dubbi fin dal suo ritrovamento: Brenna è una selkie, destinata a tornare al mare.
In paese tutti sperano che questo avvenga quanto prima, timorosi che la piccola selkie possa attirare sciagure; Fergus, dal canto suo, spera di poter godere ancora a lungo della compagnia della bambina che gli ha ridato una ragione per vivere.

D’Alessandro sceglie per Pelle di foca un’intonazione che fa del suo romanzo una fiaba che, senza tempo e senza età, può intrattenere sia lettori giovani che maturi. Sono sincera: proprio questa peculiarità mi ha destabilizzata molto in un primo momento e ho continuato a domandarmi a quale lettore si stesse idealmente rivolgendo l’autrice. D’altra parte, ne risulta uno stile piacevole e attento alle parole che lascia emergere gli elementi di forza del romanzo.
L’ambientazione irlandese ne è esempio perché non è relegata sullo sfondo né è sfruttata per poter rendere plausibile che una selkie sia protagonista. I personaggi sono, infatti, calati all’interno della loro cultura: omaggiano ricorrenze e seguono tradizioni (anche gastronomiche) che rivelano la conoscenza dell’autrice stessa.

Interessanti i riferimenti alle leggende, ai miti e alle favole irlandesi che, tutti esplicitati in una nota bibliografica finale, sono inseriti nella narrazione attraverso l’espediente del racconto orale e della storia della buonanotte. Sebbene, talvolta, mi sia sembrato che la narrazione subisse così uno stacco troppo forte, alcuni racconti mi sono piaciuti e in particolare quello della Strega del mare.
Il romanzo segue la crescita di Brennalyn, soffermandosi sulle esperienze uniche che la bambina vive grazie alla sua indole e su quelle più comuni, dall’inserimento scolastico ai nuovi incontri. Non è difficile intuire che, temuta e respinta, Brenna colleziona per lo più piccole e grandi cattiverie: le è fondamentale l’affetto di Fergus che, pur con i suoi limiti, la spinge ad alimentare la sua fantasia e ad aspirare alla libertà.
Forse la necessità di far cogliere le sfumature dell’educazione di Brenna, del suo carattere e di quello di Fergus, crea uno sbilanciamento tra le parti che acquistano un ritmo più incalzante verso la conclusione. Rovescio (positivo) della medaglia è un’accurata e particolareggiata costruzione dei personaggi principali. Inoltre, il narratore denuncia anche le ombre che oscurano l’animo della bambina e del pescatore e, cercando una posizione neutrale, cerca di mostrarli anche nella loro imperfezione.
Il libro è piacevolmente arricchito dai disegni dell’autrice, che aggiungono poesia alla suggestione delle parole e permettono di soffermarsi su episodi specifici della storia.
Pelle di foca trae dai miti e dalle leggende irlandesi vigore, ma non ne condivide la sospensione per guardare l’essere umano e le sue debolezze da molto più vicino di quanto ci si potrebbe aspettare.

Il mio voto

4 specchi


Amaranth

Commenti

  1. Sembra davvero bello, mi ricorda molto vagamente La canzone del mare (stessa creatura mitologica, sviluppo decisamente diverso da quanto ho potuto capire). Inserito subito nella lista dei desideri di amazon ^^

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    1. Sì, confermo che lo sviluppo è molto diverso, anche se probabilmente parte del messaggio di fondo può essere accostato. Spero che piaccia anche a te: in ogni caso, buona lettura :)

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  2. Grazie mille per questa recensione, Am! Mi auguro che l'aspettativa di stupore che nutrivi prima di leggerlo non sia stata tradita, seppur lo abbia fatto in modo differente da come pensavi. Grazie ancora!

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    1. Grazie a te! Puoi stare certa che mi ha stupita positivamente ♥

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