giovedì 29 marzo 2018

Quando il libro diventa film: Ready Player One

Recensione di Ready Player One (film)

È passato un trilione di anni dall’ultima volta in cui ho parlato di una trasposizione cinematografica, ma il romanzo di Cline continua ad entusiasmarmi ogni volta che ci penso e vedere il film... Be’, andrei a rivederlo. In breve, voglio ammorbarvi con la mia opinione perché sì.

poster ready player one italia

Wade Watts vive con la zia e il fidanzato violento e idiota di turno in una delle case mobili che, ammucchiate le une sulle altre, compongono le cataste di Columbus. Trascorre la maggior parte del tempo in una discarica all’interno di un’auto che ha trasformato in un rifugio e da lì si collega a OASIS.

«La gente viene su OASIS per tutto quello che si può fare, ma ci rimane per tutto quello che può essere»..

OASIS, la realtà virtuale ideata da Halliday, elimina i limiti del proprio corpo, dello spazio e di un pianeta ridotto ai minimi termini, povero e inquinato. Alla sua morte, però, Halliday ha lanciato ai giocatori una sfida: chi riuscirà a trovare le tre chiavi che ha nascosto in OASIS diventerà suo erede, ottenendo il controllo sull’universo virtuale e un patrimonio davvero ingente.
La prima chiave si trova alla fine di una folle corsa automobilistica a cui tutti partecipano da tempo, ma nessuno è mai riuscito a portarla a termine. Almeno finora.
Tutti sognano di vincere la sfida di Halliday, anche la IOI, una società che potrebbe decretare la fine di OASIS e della libertà che garantisce.

gigante di ferro ready player one scena

Credo che siano sufficienti poche scene per capire che, rispetto al libro, c’è qualche differenza significativa. Al lettore salta immediatamente all’occhio che, nel romanzo, la sfida lanciata da Halliday è più complessa e gli ostacoli da superare sono diversi e, per certi aspetti, meno spettacolari.
Non voglio, però, soffermarmi su tutti i particolari che sono stati riaccomodati: non avrebbe molto senso, anche perché mi è sembrato che la riscrittura operata dal film di Spielberg abbia lasciato inalterata la superficie della storia di Cline. Mi ha così spinta a riflettere sulla necessità (o meno) di un’assoluta fedeltà nella trasposizione quando la resa non stravolge il romanzo da cui è tratta e, soprattutto, è piacevole e coinvolgente.
Il film rispetta a grandi linee la trama del romanzo e omaggia su più livelli la cultura degli anni Ottanta con il pregio, forse, di scegliere citazioni più immediate e conosciute. Ciò non toglie che varrebbe la pena di riguardarlo un paio di volte per coglierle davvero tutte. Ammesso di esserne in grado.

poster omaggio breakfast club ready player one

D’altra parte, l’adattamento semplifica molto le vicende e i temi che in Cline sono portanti passano, a mio avviso, troppo lievi. In alcuni casi, inoltre, ho avuto l’impressione che la mancanza delle spiegazioni di cui si può beneficiare nel romanzo abbia trasformato alcuni espedienti in deus ex machina o in qualcosa di simile.
La computer grafica è una delle chicche del film: soprattutto nelle scene su OASIS sembra di aver indossato i visori ottici a disposizione dei protagonisti, tanto che probabilmente meriterebbe la visione in 3D.
Un’altra perla è la colonna sonora. Io sono andata totalmente in visibilio: sarà che mio padre è un grande cultore musicale e abbiamo una collezione di album anni ottanta, ma avrei saltellato sulla poltroncina del cinema. Ok, forse l’ho fatto.
Quello che mi è dispiaciuto di più è rendermi conto di quanto, nella promozione del film, Cline e il suo romanzo siano passati in secondo piano e molto, non ultima la vena citazionistica, venga attribuito a Spielberg. Non voglio togliere alcun merito al regista, al contrario riconosco che l’adattamento cinematografico è a tutti gli effetti una sua creatura, ma mi sembra che si sia un po’ dimenticata la penna che ha dato vita a Wade e, fin dei conti, anche a OASIS.
In conclusione, il film mi è piaciuto nonostante non sia il libro e non ne abbia la profondità. Credo davvero che, sebbene abbia avuto l’impressione che si trovi costantemente in bilico tra la banalizzazione e la spettacolarizzazione, il Ready Player One di Spielberg sia una buona riscrittura: sceglie percorso e soluzioni diverse, cambia imprese e ruoli, ma il risultato finale è apprezzabile.
Quindi, se volete un consiglio, guardate il film e leggete il romanzo. Non necessariamente in quest’ordine.
Che la caccia agli Easter Egg abbia inizio!

Amaranth

10 commenti:

  1. Ho intravisto il trailer, ma pensavo fosse una scemata. Però se lo consigli tu... non sapevo nemmeno fosse tratto da un libro!
    Vorrà dire che darò un'occhiata, grazie! :3

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    1. Sì, il romanzo era stato già pubblicato ma io l'ho notato solo con la nuova edizione. Credo che meriti, quanto meno il romanzo: non posso dire che il film sia indispensabile. ^^

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  2. Ammetto di non aver letto attentamente tutto il post per paura di incorrere in qualche spoiler, ma sono contenta di vedere che ti sia piaciuto! Prima di vedere il film io credo aspetterò di leggere il romanzo, anche se purtroppo non penso che riuscirò a farlo a breve :/

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    1. Hai fatto bene, anche se ci sono per lo più mie impressioni. Approvo l'idea di dare la precedenza al romanzo: di solito è la prassi che preferisco. :)

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  3. Credo che, alla fine, vedrò prima il film rispetto al libro, perché credo sia uno di quei casi in cui il grande schermo è un valore aggiunto.
    Cmq il lato più scemo di me non può non notare le somiglianze con Tutti gli uomini del deficiente (il film della Gialappa's Band del 1999), in cui un magnate dei videogiochi decide di lasciare la sua azienda a chi - tra i suoi omonimi - supererà determinate prove. E c'era pure la multinazionale giapponese che voleva truccare la gara per acquisirla XD

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    1. Di base la storia potrebbe essere la stessa, ma ti devo dire che la computer grafica è davvero ben fatta e cogliere le citazioni sullo schermo è decisamente diverso rispetto a leggerle.

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  4. Ho il libro nella vecchia edizione da diversi anni, ma ancora non mi sono decisa a leggerlo, però cercherò di essere brava e di leggerlo prima di guaradare il film! Buona Pasqua!

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    1. Pensa che io non lo avevo notato nella prima edizione... Mi chiedo su che pianeta fossi. Comunque anch'io ho libri comprati da anni ancora da leggere: arriverà il momento. Ti mando un piccolo incoraggiamento per mantenere il tuo proposito di leggerlo prima di guardare il film! Grazie e buona Pasqua anche a te!

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  5. Ho scoperto il libro solo dopo aver saputo dell'esistenza del film. Quest'ultimo non mi ispirava molto, ma dopo la tua recensione potrei dare una possibilità sia al libro che al film.

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    1. Sono felice di averti spinta a dare una possibilità a entrambi, soprattutto per il romanzo. Fammi sapere la tua opinione, quando lo leggerai/vedrai!

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