venerdì 26 gennaio 2018

Un sacchetto di biglie

Recensione di Un sacchetto di biglie di Vincent Bailly e Kris

Vincent Bailly e Kris

copertina Un sacchetto di biglie graphic novel

Titolo: Un sacchetto di biglie
Titolo originale: Un sac de billes #1-2
Autore: Vincent Bailly e Kris
Traduttore: Giovanni Zucca
Prima edizione: Rizzoli Lizard - 23 gennaio 2013
Prima edizione italiana: Rizzoli Lizard - 23 gennaio 2013
Pagine: 128
Prezzo: cartaceo - € 15,00
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Liberté, Égalité, Fraternité. Finché queste tre parole rimarranno sulle facciate dei municipi francesi, saranno al sicuro. Il padre di Joseph ne è sinceramente convinto, ma quando agli ebrei viene imposto di portare una stella gialla che ne permetta l’identificazione, le sue certezze iniziano a incrinarsi. Si infrangono del tutto quando Joseph e Maurice ritornano da scuola malconci a causa delle ritorsioni dei compagni che improvvisamente li vedono diversi.
Non si può più restare a Parigi ed è qui che inizia il viaggio di Joseph e Maurice verso la Francia libera, verso la libertà.

Quando mi sono decisa a rileggere Un sacchetto di biglie, ho scoperto che ne è stata tratta una graphic novel e mi ha incuriosita l’opportunità di valutarne la trasposizione. D’altra parte mi sarebbe impossibile, avendo letto da poco il romanzo, evitare ogni confronto.
La graphic novel è molto fedele al racconto di Joffo: l’impressione è che gli autori lo abbiano studiato attentamente e che lo stesso Joffo sia stato coinvolto nella preparazione dell’opera.
Il fumetto è diviso in due parti, ciascuna delle quali è introdotta da un breve estratto dal romanzo; un espediente che fa da collante tra le parti e riesce a suggerire l’intonazione della voce narrante, che il lettore ritrova nelle didascalie.

un sacchetto di biglie graphic novel

A conferire un’atmosfera particolare alla narrazione è la tecnica di colorazione scelta da Bailly. Le illustrazioni ad acquerello, infatti, contribuiscono a evocare la dimensione del ricordo che caratterizza il racconto di Joseph. Le variazioni di colore, dai toni più luminosi a quelli più cupi, riescono a trasmettere le diverse sensazioni provate dal protagonista.
Inevitabilmente molti dettagli che nel romanzo danno spessore a ciascuna delle persone incontrate sono stati omessi. La trasposizione grafica richiede dei piccoli tagli e adattamenti che non danneggiano la linearità della narrazione, ma che sono evidenti a chi ha letto il libro. un sacchetto di biglie graphic novelNondimeno allo stesso lettore non sfuggiranno i particolari inseriti all’interno delle vignette: potrebbero apparire trascurabili e, invece rivelano la cura che ha permesso agli autori di operare delle scelte.
Più rilevante è proprio la dispersione della voce di Jo, con il coinvolgimento emotivo che rivelava e l’innocenza dello sguardo che dà al suo romanzo una patina avventurosa. Il fumetto edulcora la gravità delle diverse situazioni che i due fratelli Joffo si trovano ad affrontare. Il terrore e la tensione, persino il malessere, che nel romanzo si percepiscono al di là dei momenti spensierati che Joseph riesce a vivere, mi sono sembrati alleggeriti.
Per quanto, da un punto di vista estetico, sia davvero bella e restituisca efficacemente la storia di Joseph e di suo fratello, la graphic novel perde la prospettiva sulla drammatica realtà circostante che, invece, Joffo riesce a raccontare.
un sacchetto di biglie graphic novel L’edizione italiana è accompagnata da una breve prefazione di Walter Veltroni, che ho davvero apprezzato per la capacità di introdurre al contesto storico, invitando a cogliere i sintomi che si ripropongono nella nostra contemporaneità.
Anche nella versione di Bailly e Kris, Un sacchetto di biglie è una lettura consigliata e potrebbe essere un primo passo per avvicinare all’argomento della persecuzione nazista e sensibilizzare alla solidarietà attiva.


È successo. Molte volte nella storia. È successo che si dovesse fuggire dalla propria terra, lasciare la propria casa, i propri amori, i propri amici. La fuga è il contrario del viaggio. È una decisone obbligata è figlia di scelte altrui, quasi sempre prodotto dell’odio e della discriminazione.
Ogni tanto, nella storia, qualcuno decide di essere superiore ad altri. Si convince, e convince il prossimo, che la propria etnia, la propria tradizione culturale o le proprie idee politiche, il colore della propria pelle e la propria religione non siano comparabili ad altre. E che “gli altri”, quelli diversi, siano esseri inferiori, sgorbi della storia o persino della natura, pericoli e ostacoli da rimuovere.
Allora l’inferno si materializza in terra.

Il mio voto

4 specchi


I libri della serie:
Un sacchetto di biglie (Un sac de billes #1-2)
Baby-Foot (Un sac de billes #3)
inedito in Italia e tratto dal romanzo di Joseph Joffo Le vetrine illuminate

Amaranth

2 commenti:

  1. Mi piacerebbe leggere il romanzo, le graphic novel in generale non mi convincono molto, anche se so che molte sono fatte davvero bene.

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    1. Se anche ti interessasse provare a leggerne la graphic novel, ti consiglierei comunque di partire dal romanzo: il punto di vista è particolare e merita indubbiamente attenzione. ^^

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