venerdì 27 gennaio 2017

Il lato positivo del blog

Negli ultimi tempi ci sono state diverse occasioni in cui avrei voluto prendere le distanze dalla blogosfera, poter dire: «Io non ci sto» e un generico stop a invidie, polemiche e auto-elezioni a fulgidi esempi. Molte volte mi sono sentita disgustata da un certo modo di essere o sentirsi blogger.
Credo che, in parte, l'idea di pensare e scrivere quali benefici mi abbia portato il blog sia un po' un riscatto da queste sensazioni. Per il resto, invece, ho ricevuto stimoli positivi, ho raccolto delle belle esperienze e mi sembrava giusto raccontarlo. Perché non è tutto marcio in Danimarca.

1. CONSAPEVOLEZZA

Un blog chiede tempo, energie e attenzione anche quando non si è online, non si sta scrivendo un post o condividendo una notizia. Spesso mi sono ritrovata alle strette, costretta a fare un passo indietro per ritrovare un equilibrio ed evitare di trascurare il blog o altri aspetti della mia vita.
Non ho capito ancora quali siano i miei limiti - sono il tipo che tende a spostare sempre un po' più in là l'asticella-, ma ho imparato a rimanere focalizzata, a riconoscere i miei punti di forza e a farne tesoro e a fermarmi per resettare o riprendere fiato.
Ho capito quanto sia determinante la volontà e la capacità di organizzarsi per riuscire. E se non è merito soltanto del blog, sicuramente ha avuto una grande influenza.

2. ASPIRAZIONI

Sta ormai avvicinandosi il quinto anniversario de La Bella e il Cavaliere e non vi posso nascondere che non è sempre facile ricordarsi quali erano i sogni che hanno portato me e le altre Belle ad aprire un blog. A volte mi sono sentita troppo stanca per farlo, altre volte mi sono fatta prendere dalla foga di crescere e ampliare gli orizzonti ed è stato un errore che riconosco; ha fatto più danni a me che altro.
Fortunatamente se non riesco a rimanere (o a riportarmi) con i piedi per terra, c'è chi lo fa per me e c'è chi mi ricorda con limpidezza perché il mio blog esiste (nda Mi riferisco alla persona che ha scritto questo post).
Farei rientrare in questa categoria le mie aspirazioni personali. Se non avessi avuto il blog, forse non avrei compreso quali fossero i miei reali interessi e quale strada desiderassi prendere per il mio futuro. Avrei avuto altri interessi, avrei fatto altre scelte o magari no.
Ho scelto di iscrivermi a Editoria perché era diventato il mio sogno e ora… studio.

3. DESIDERIO DI MIGLIORARSI

E questo non so proprio come spiegarvelo. È uno degli aspetti che sono venuti in mente per primi e che sento benissimo anche ora perché il desiderio di migliorarsi è questo: una sensazione costante che mi spinge a impegnarmi sempre di più, a tirare fuori il mio lato migliore, a migliorarlo e a metterci tutta me stessa.
Il desiderio di migliorarsi è qualcosa che a voce e per iscritto non fa rima, ma dovrebbe con la volontà di fare la differenza e imparare perché ciascun punto è separato, ma in realtà è un tutt'uno.

4. FARE LA DIFFERENZA: IDEALI e RESPONSABILITÀ

Non so se l'ho ripetuto tanto spesso anche nei miei momenti di riflessione sul blog o se l'ho detto così tante volte a me stessa da renderlo quasi scontato: essere blogger per me significa avere anche delle responsabilità. Non era un aspetto che avevo considerato quando è nato il blog, ma l'ho capito mentre mi sorprendevo che ci fosse qualcuno che, pur non essendo mia madre o mia sorella, leggeva quello che pubblicavamo; l'ho capito mentre imparavo a conoscere parte della blogosfera, mentre scoprivo alcuni meccanismi editoriali. Ho deciso che volevo fare la differenza quando ho iniziato a pensare che certe cose si potevano cambiare.
A quel punto la responsabilità è diventata molto più che esprimere con sincerità e attenzione le mie opinioni. Responsabilità è anche questo, ma non solo. È essere coerenti nelle scelte e nelle azioni e comprendere che hanno un significato e un valore. Scegliere di leggere (o di non leggere) autori italiani, di escludere un genere o una casa editrice, di sostenerne un'altra sono prese di posizione che non possono essere eluse con una scrollata di spalle ed ecco perché è importante essere informarsi il più possibile e ampliare i propri orizzonti.
Gli ideali, qui, si perdono tra le righe e determinano lo spessore e la direzione del senso di responsabilità che ognuno ha.

5. CURIOSARE e INCURIOSIRSI

Paradossalmente ho realizzato di essere diventata più curiosa e attenta a ciò che accade intorno a me da poco. Mi sono accorta di aver scoperto festival annuali e iniziative a due passi da casa o dall'altra parte dell'Italia che fino a qualche tempo fa mi erano sconosciuti.
Il blog, il desiderio di tener aggiornati i miei lettori, di aiutarli a scoprire gli incontri letterari a loro più vicini o altre novità ha fatto di me una persona più informata e ho imparato molto.
Essere curiosa è positivo per la mia attività di blogging, ma mi è utile anche nella vita di tutti i giorni: rende la vita più interessante e ricca, indirizza verso le novità e porta quasi sempre nuove conoscenze.




6. BLOGOSFERA: RIVALITA, COMPETIZIONE STIMA E AMICIZIA

Nella blogosfera, per ragioni che possono essere difficili da comprendere (io stessa, a volte, faccio fatica a capire), la competizione ha iniziato a far rima con rivalità, a innescare tensioni e rendere l'ambiente pesante. Resta da chiedersi il senso di tutto questo e ancora se non sia molto meglio guardare al proprio operato, scegliere come agire e andare avanti per la propria strada invece di alzarsi in piedi e giudicare, mostrandosi come anime candide che mai hanno sbagliato.
Questo è uno dei motivi per il quale ce ne stiamo un po' sulle nostre in certe situazioni, ma vi assicuriamo che ci guardiamo intorno e impariamo dagli altri. Osservare il lavoro di altri blogger è spesso stimolante e utile anche per capire errori che commettiamo in prima persona.
Se dalle collaborazioni non abbiamo raccolto solo esperienze positive, abbiamo comunque imparato molto e nella maggior parte delle occasioni abbiamo conosciuto blog che ammiriamo. Alcune volte la stima ha portato all'amicizia.
Il blog mi ha dato anche questo: amiche lontane e vicine, con cui mi sento più o meno spesso, e blogger che stimo moltissimo e sono diventate dei modelli di riferimento.

Gestire un blog, tenerlo aggiornato, me ne accorgo soprattutto nei periodi di maggiore stress, sembra facile ma richiede molto tempo ed energie. Non sono rari i malumori e i fastidi, che vanno dalle mail inopportune alla mancanza di serietà da parte delle persone con cui veniamo in contatto. Non voglio prendermi troppo sul serio, ma nell'ultimo anno è stato davvero stancante leggere polemiche, notare comportamenti che intaccano la figura del blogger o atteggiamenti genericamente spiacevoli. Da mesi volevo scrivere questo post spinta dall'idea e dal bisogno di fare un passo indietro, o forse uno in avanti.
Ciò che non ci piace si può cambiare, ma ogni tanto bisognerebbe ricordare che c'è anche del bello e c'è un motivo se ancora abbiamo un blog.
A coloro che hanno letto ma non scrivono su un blog spero di aver offerto uno spaccato interessante, qualcosa che possa essere di incentivo in altri ambienti e situazioni. Ho voluto condividere con voi alcune sensazioni personali riferendomi anche ad aspetti sommersi della blogosfera: mi auguro di non avervi annoiato e di riuscire a farvi arrivare sempre il mio lato positivo.

Amaranth

8 commenti:

  1. ciao Amaranth, davvero un bellissimo post, sono d'accordo con te e hai fatto bene a scrivere cose piacevoli perché basta questa assurda rivalità, follower commenti per avere più libri... qualità e parole scelte con cura sono sempre più apprezzate di blog tour finti.. meglio un post in meno ma con qualcosa di vero da dire!♥ Complimenti!

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    1. Ciao! Ti ringrazio ♥ Sono contenta che l'intento del post sia arrivato chiaro e davvero meglio la qualità!

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  2. Io ormai sono fuori dal giro da un po', prima ero attiva sui social e programmavo sempre nuove cose... dopo quasi sette anni di blog e dopo aver visto parecchie cose, il mio entusiasmo è scemato anche se continuo a tenere vivo il mio spazietto. Forse tornerò quella di prima oppure inizierà una nuova fase della mia vita senza il blog... In un modo o nell'altro bisogna sempre ricordare che lo stare in rete è un piacere e non un lavoro (nonostante tutto l'impegno che c'è dietro) ^^

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    1. Anch'io ho iniziato a sentire l'entusiasmo scemare e non voglio dire che sia tutto giusto quel che penso o faccio qui sul blog, solo che mi sono un po' stancata di certe situazioni. L'idea, perciò, era proprio quella ricordarmi di viverla in modo diverso, più distaccato se vogliamo, perché per quanto impegno e serietà richieda un blog, non c'è assolutamente bisogno di rendere sgradevole anche questa attività ^^

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  3. Lascio solo un cuoricino perché non saprei che altro aggiungere a quello che hai scritto. ♥

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  4. Avere un blog ha tanti lati positivi, e credo che in questa "fase" della community (diciamo pure l'ultimo anno) forse ce ne siamo un po' dimenticati tutti. Tenere un blog non è un lavoro, non è una corsa a chi pubblica più post o a chi organizza più eventi: è un bellissimo hobby, che dovrebbe risparmiarci dallo stress che invece sembra aver investito anche questo spazio delle nostre vite.
    Grazie per aver scritto questo post - e scusa per il ritardo cosmico con cui sto passando a commentarlo ♥

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    1. Hai ragione: sembra che ormai siamo diventati portabandiera dello stress. E come si suol dire "ma anche no". Certo, è difficile cambiare rotta, ma pur di non rovinare la nostra passione vale la pena provarci.
      Grazie di cuore per essere passata ♥

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