lunedì 19 dicembre 2016

Tutte le volte che ho scritto ti amo

Jenny Han

Titolo: Tutte le volte che ho scritto ti amo
Titolo originale: To all the Boys I've loved before
Autore: Jenny Han
Traduttore: Annalisa Biasci
Editore: Piemme Freeway
Prima edizione italiana: 1 settembre 2015
Prima edizione: Simon & Schuster Books for Young Readers - 15 settembre 2014
Pagine: 365
Prezzo: ebook - € 6,99; cartaceo - € 16,00
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Lara Jean ha sedici anni e sta per iniziare il terzo anno delle superiori. Un anno tanto importante e impegnativo che, secondo sua sorella Margot, potrebbe influenzare la sua intera vita. (Giusto per stare tranquilli e non avere troppa ansia).
Inoltre, Margot si è trasferita in Irlanda lasciando a Lara Jean la responsabilità di prendersi cura della sorellina Kitty e del padre. Da quando la madre è morta, Margot si è sempre occupata delle sorelle minori e della gestione familiare. Il padre, infatti, è un medico e trascorre molte ore fuori casa impegnato nei turni in ospedale.
Prima di partire Margot ha anche deciso di rompere con Josh, il ragazzo e vicino di casa che tutta la famiglia adora. E, in effetti, Josh continua a frequentare la casa delle sorelle Song anche dopo la partenza di Margot.
Durante una serata trascorsa insieme a Josh, Lara Jean punzecchia Kitty alludendo a un ragazzo per il quale la sorellina avrebbe una cotta. Pessima idea: da quel momento cercare di ottenere il suo perdono sarà una delle principali preoccupazioni di Lara Jean.
Poco dopo, tutti i ragazzi di cui Lara Jean è stata innamorata ricevono le lettere che lei aveva scritto negli anni confessando il suo amore e che non aveva mai spedito, conservandole nella sua cappelliera. Tra questi ragazzi c'è anche Josh e, forse, la cotta per lui non è mai passata.

Non sono lettere d'amore in senso stretto. Io le scrivo quando non voglio più essere innamorata. Servono a dire addio. Perché dopo che ho scritto la lettera smetto di essere presa da quell'amore struggente. […] Se l'amore è una possessione, forse le mie lettere sono un esorcismo. Le lettere mi liberano. O quanto meno dovrebbero.

L'idea di un'adolescente che scrive lettere d'amore per liberarsi dell'amore stesso mi sembrava carina: ricordo bene come le cotte che prendevo a quell'età mi sembrassero amori impossibili, struggenti e destinati a non finire.
La trama nel risvolto di copertina non ci permette di sapere che uno dei ragazzi di cui Lara Jean si è innamorata è proprio l'ex fidanzato della sorella, ma le premesse erano buone. In ogni caso è un particolare che salta fuori prestissimo e, anche se posso immaginare che per qualcuno subentrino considerazioni morali, non mi ha creato alcuna perplessità perché, purtroppo, non possiamo decidere di chi innamorarci e, quindi, ho pensato che la complicazione fosse interessante.
La verità, purtroppo, è che questo romanzo non è emozionante e tutti gli spunti di originalità si esauriscono nelle lettere lasciando che ogni evento sia prevedibile.
Avete letto la trama così come ve l'ho proposta io? Allora ditemi: chi avrà mai spedito le lettere di Lara Jean? Un mistero davvero irrisolvibile e lo so che state pensando tutti alla fata madrina ubriaca. Davvero, se avete una sorella o un fratello dovreste avere dei sospetti e sarebbero ben fondati, anche se il vostro familiare in questione non vi farebbe mai un dispetto del genere. Ebbene, Lara Jean non sospetta nemmeno per un secondo di Kitty.
Facciamo finta che sia del tutto irrilevante e che, invece, sia una prova dell'idiozia innocenza della protagonista. Ci torneremo.
Davvero difficile da ignorare è lo stile piatto e infantile. Come capita spesso nei romanzi young adult, l'autrice adotta un tono molto simile al parlato e, sebbene non sia un difetto, lo diventa quando è accompagnato da un lessico scarno. Solo per questo avrei chiuso il libro all'inizio del primo capitolo, dopo aver letto Josh ben sei volte in tre paragrafi.
Al di là di frasi come Gli piace Josh perché Josh […], che credo di aver smesso di formulare già all'asilo con la scoperta dei pronomi e dei sostitutivi, frasi e concetti ripetitivi caratterizzano il romanzo. E irritano me, dal momento che ho l'impressione che questo stile sia scelto proprio per rendere estremamente (troppo!) semplice la lettura.
I personaggi non riescono a risollevare le sorti del romanzo e contribuiscono con la banalità della loro caratterizzazione alla generale impressione di prevedibilità.
D'altra parte è sufficiente la protagonista per smontare ogni entusiasmo. È la stessa Lara Jean a raccontare la sua storia, ma entrare in sintonia con lei per me è stato impossibile. Ne salvo soltanto il nome: mi piace molto.
Lara Jean ha la pretesa di essere la "classica" protagonista impacciata e imbranata. Probabilmente il tentativo di restituire queste caratteristiche l'ha invece trasformata in una ragazza sciocca, le cui reazioni e comportamenti sono ai limiti della stupidità.

«Aspetta un attimo. Hai detto "lettere"? A quanti ragazzi hai scritto?»
«Cinque. E ne ha ricevuta una anche il ragazzo che mi piace…»
Peter si acciglia. «Chi è?»
Per quale ragione dovrei confidarglielo? «È… una cosa personale.»
«Ehi, io ho il diritto di saperlo, visto che mi hai coinvolto in questo piccolo dramma» esclama Peter. Io mi succhio il labbro e scuoto il capo e lui aggiunge: «Sempre che questo ragazzo esista davvero».


La frase magica. Voi penserete che non sia così ingenua da capitolare e, invece, spiattella tutto.
La scena si ripete con un interlocutore diverso e altre parole qualche capitolo dopo. Se accettate un consiglio, non confidatevi con Lara Jean.
Un altro aspetto del carattere della protagonista che non ho sopportato e mi ha sconvolta è la perfidia.

Questa è la bugia più grossa che gli abbia mai detto, perfino più grande di quella sulla mia cosiddetta sorella gemella morta, Marcella. Fino a un paio di anni fa, Josh pensava che io avessi una sorella gemella di nome Marcella, morta di leucemia.

Anche questo pezzo sarebbe ottimo per sottolineare la bellezza dello stile (inserire ironia), ma io voglio soffermarmi sul contenuto. Credo sia incommentabile: si può lasciar credere a un amico una cosa del genere? Per non parlare della frivolezza con cui è raccontato questo particolare.
Se nutrite speranze di una maturazione o una qualsivoglia crescita nel corso del romanzo, abbandonatele. Ci saranno un po' di lacrime di disperazione, sentimenti feriti, ma nulla di più. Josh è il giusto contrappeso sulla bilancia e, a dispetto le prime impressioni, si rivela addirittura più immaturo della protagonista. Non posso scendere nei dettagli per evitare spoiler, ma sappiate che mi sto ancora chiedendo che cosa mai abbia di speciale questo ragazzo per sconvolgere tutte le sorelle Song.
A sorpresa si è rivelato molto più interessante Peter. Non mi aspettavo che avesse un ruolo tanto importante, ma capitolo dopo capitolo emergono particolari e indizi intriganti e ho riposto in lui tutte le mie speranze sull'evolversi della storia. Speranze deluse, ma non gliene faccio una colpa: è il personaggio più riuscito del romanzo.
Tutte le volte che ho scritto ti amo è stata una lettura noiosa e insapore, infarcita di stereotipi e cliché mal gestiti, con due soli pregi: essere molto veloce e facile da dimenticare.

Il mio voto

1 specchio

Amaranth

6 commenti:

  1. Mi spiace che non ti sia piaciuto! Io lo avevo trovato molto carino (per una volta ho letto il libro senza pretese!) :)

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    1. Mi aspettavo qualcosa di più, anche se ero in cerca di una lettura leggera... >_<

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  2. Ho visto questo libro su siti stranieri, mi aveva abbastanza incuriosita, certo per una lettura leggera e frivola, ma non noiosa! La recensione che ne fai è molto precisa, anche se non fai nessuno spoiler. A questo punto mi viene ancora più curiosità nel leggerlo! Quando leggo diversi pareri contrastanti, ho proprio voglia di farmene una mia idea e vedere da che parte sto! :) Se mi capita sotto le mani lo acquisto!
    xoxo Connor

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    1. Cercavo proprio una lettura leggera e so che a molti è piaciuto. Ti ringrazio per aver apprezzato la mia opinione: sono curiosa di conoscere la tua! ^^

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  3. Ok, io avevo dato per scontato che fosse stata la sorella. Davvero la protagonista non ci arriva? Neanche Piccole Donne prova a rendere un mistero la vendetta tra sorelle O_O
    Lo stile è incommentabile: quella paginetta mi ha procurato dolore fisico ç_ç

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    1. No, la protagonista non ci pensa minimamente e purtroppo non è l'aspetto che mi ha sconvolta di più.
      p.s. Mi dispiace per la sofferenza, ma da una parte sono lieta di non essere l'unica ad aver notato qualche... problema XD

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