lunedì 7 novembre 2016

Gocce di magia| Il gabbiano Jonathan Livingston

Ogni libro è una successione di immagini e parole. Spesso alcune di queste colpiscono più di altre, lasciandoci del libro quei ricordi che poi restano anche a distanza di anni. Questi piccoli frammenti di storie possono ricreare atmosfere ed emozioni.
Per questo condivideremo con voi un piccolo frammento di storia, nella speranza che lasci qualcosa anche in chi non l’ha ancora letta.

Vi propongo un estratto tratto da Il gabbiano Jonathan Livingston che ho trovato molto bello. Davanti all'ennesimo fallimento, Jonathan si convince che sarebbe molto meglio per lui comportarsi come gli altri gabbiani dello stormo. È un proposito che lo rasserena subito finché...

Il gabbiano Jonathan Livingston, Richard Bach

Si sentì meglio, dopo aver preso quella decisione di comportarsi come un gabbiano qualsiasi. Basta! non avrebbe dovuto dar più retta a quel demone che l'istigava a imparare nuove cose. Basta d'ora in poi con le sfide, basta coi fallimenti. Ah, era bello smettere di pensare, e volare tranquilli nel buio, verso le luci occhieggianti della costa.
Nel buio! La voce cavernosa suonò chioccia di paura. Ma i gabbiani non volano al buio! mai!
Però Jonathan, distratto, non le badò. Com'è bello, ripeteva fra sé. La luna col suo strascico d'argento, e le luci della riva che disegnano tremule scie sull'acqua, nella note, così calma e tranquilla...
Posati! I gabbiani non volano al buio! Se eri nato anche tu per volare di notte, avresti gli occhi come una civetta! Una bussola avresti, per cervello! Avresti l'ala corta del falcone!
Librato nelle tenebre, lassù, il gabbiano Jonathan, a questo punto, batté gli occhi. La fatica svanì, svanì il dolore e anche i buoni propositi svanirono.
L'ala corta. Le ali corte di un falco!
Ecco la soluzione. Che sciocco, a non averci pensato prima! Quello che occorre è solo un'ala corta: e, allora, basterà che io tenga raccolte le mie ali, che le tenga ritirate, quasi del tutto, e che ne adoperi soltanto le estremità. Ali corte!
[...]
Il giuramento di poc'anzi era dimenticato, l'ebbrezza del volo l'aveva spazzato via. Eppure non si sentiva in colpa, anche se non aveva mantenuto la promessa fatta a se stesso. Promesse di quel genere impegnano soltanto quei gabbiani che s'appagano dell'ordinario tran-tran. Ma uno che aspira a una sempre maggiore perfezione, non sa proprio che farsene di simili promesse!

Se non avete letto questo romanzo o volete conoscere la mia opinione, potete leggere la mia recensione!

Amaranth

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