venerdì 23 settembre 2016

Libri che ho letto, ma non ho (ancora) recensito - minirecensioni

Ben lontana dall'essere una blogger perfetta, ho deciso di farvi una confessione: ci sono libri che ho letto e non ho recensito e, per ora, non ho in programma di farlo.
A questo punto, sganciata la bomba che vi toglierà il sonno per giorni, io potrei salutarvi e sparire per un po', almeno fino alla prossima confessione o al clock rewinders di domenica. Ma non sono tanto sadica da lasciarvi torturare dalla curiosità.
I titoli non sono molti e tutti, con l'esclusione di un solo romanzo, attendevano una recensione a quattro mani con Ang che, per motivi di tempo e sfiga sfortuna non è arrivata.


Maze Runner. La rivelazione

Credo che la recensione del romanzo conclusivo della trilogia di Maze Runner sia rimasta in standby semplicemente perché La rivelazione è il peggiore libro della serie.
E sì, ho letto di peggio.
Se considerate che Il labirinto non mi aveva fatto impazzire per lo stile di Dashner e che i difetti si moltiplicano, benché mitigati dal picco adrenalico, ne La fuga, capirete che leggere un romanzo ancora più trascurato da quel punto di vista (ripetizioni, frasi stentate e altro) non poteva rivelarsi positivo. Aggiungeteci una caratterizzazione dei personaggi pressoché inesistente, un intreccio confuso e una risoluzione non solo banale, ma davvero poco incisiva e avrete il quadro completo.
No, davvero. Secondo me, Dashner non aveva idea di quale fosse la rivelazione e dove volesse arrivare con la sua trilogia.



Cinder

A me e Ang Cinder era piaciuto e avevamo persino iniziato a scriverne la recensione: avevamo discusso, approfondito e fangirlato. L'inizio della recensione era brillante e nel documento c'erano anche appunti che ci avrebbero permesso di proseguire la stesura senza intoppi.
Il documento si è perso da qualche parte tra il mio pc e il suo.
Non è mai più stato ritrovato, ma Ang e io abbiamo provato a riscriverlo. È stato difficile e non abbiamo ottenuto dei bei risultati. Non abbiamo mai finito quella recensione e ora è passato davvero troppo tempo.







Il cavaliere d'inverno

Se c'è un romanzo capace di tenerti incollato alle pagine e di straziarti, di farti sentire i morsi della fame e persino gli odori, di farti venire voglia di un abbraccio stretto, è questo.
Anche per Il cavaliere d'inverno Ang e io abbiamo dibattuto a lungo e ci siamo trovate d'accordo su due aspetti rilevanti nel romanzo e probabilmente anche nei seguiti.
Da una parte c'è la storia d'amore tra Tatiana e Alexander, così forte da trascinare il lettore e da superare più di una difficoltà. Tra i due si instaura da subito un rapporto complicato e travagliato, ma nessuno ha notato le reazioni accese di Alexander? Quegli scatti d'ira e la possessività che spazzano via ogni romanticismo?
Onestamente non mi dice bene e se continuo a rimandare la lettura del seguito, è anche per il timore di scoprire di aver avuto ragione.
L'ambientazione, tuttavia, e la ricostruzione storica, imparziale e dettagliata, restituiscono non solo gli orrori e il terrore della guerra, ma anche il particolare clima culturale della società russa di Stalin. La concretezza assunta dalle dimensioni spaziali e temporali nella prosa della Simons sono il punto di forza e la bellezza de Il cavaliere d'inverno.

Noi siamo grandi come la vita

Come gli altri libri di questa lista (con l'esclusione del romanzo di Dashner), avevamo letto Noi siamo grandi come la vita in occasione di quel folle, complicato e un po' fallimentare progetto che era stato Leggiamo insieme.
L'aspetto più bello dell'iniziativa era senza dubbio la chat room finale, in cui discutevamo del libro letto con i partecipanti.
Di Noi siamo grandi come la vita sinceramente non ho altri ricordi se non la discussione e solo per i suoi risvolti.
Il romanzo della Dellaira mi era piaciuto, ma man mano che ne approfondivamo gli aspetti principali nel dibattito, ne emergevano i difetti. Chiusa la chat room, non ero più molto convinta da questo libro e vi assicuro che sarebbe accaduto anche nel momento in cui avessi iniziato a scrivere la recensione.





Per l'@more basta un click

È un po' una vergogna per noi adoratrici di Rainbow Rowell non aver ancora recensito il suo romanzo d'esordio.
A entrambe (c'è un libro per cui non ho nominato Ang? Credo che sia tutto il pomeriggio che le fischiano le orecchie…) è piaciuto molto e, a differenza di quanto è successo ad alcuni, non lo abbiamo trovato sottotono rispetto agli altri romanzi della Rowell.
Il plus è stato rivedersi nei problemi e nei dubbi esistenziali dei protagonisti, ai quali iniziamo a essere vicine per età, anche se non vogliamo ammetterlo. Il futuro per Lincoln, proprio come per noi, rappresenta una grossa incognita e lo vede diviso tra la volontà di costruire una propria vita, di inseguire le proprie aspirazioni e la cruda e dura realtà, che lo ancora alle familiari mura domestiche e al passato.
E poi ci sono Beth e Jennifer, nelle quali era impossibile non rivedere un po' di noi e dei nostri dialoghi deliranti su Messenger.
Impossibile non adorarle e non adorare Lincoln.

Voi avete letto questi romanzi?
Vi rivedete nei miei brevi commenti o vorreste che mi/ci decidessimo
ad approfondirli in una recensione?

Amaranth

2 commenti:

  1. Ciao Am! Anche io ho alcuni libri letti e non recensiti, ma non me ne faccio un cruccio a dir la verità ^^. Di questi sto leggendo proprio ora Cinder, anche se lo sto trovando parecchio facile e intuitivo, e non so se lo terminerò U.U Il cavaliere d'inverno è un best forever, però anche io ho paura per i seguiti... Mi manca da leggere quello della Rowell e la trilogia di Dashner (e dopo la tua opinione, ho qualche dubbio in proposito >-<).
    Oh, a proposito, ma ritornerà primo o poi l'iniziativa Leggiamo Insieme? Perchè io adoravo le chat finali!!! :D

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    1. Rosaaa! ♥ Ciao! Io non so perché sia un problema non averli recensiti, in realtà. XD Cinder, in effetti, ha dei meccanismi molto facili da intuire, anche perché è un retelling e basta avere un'idea della fiaba per immaginare cosa accadrà. Devo dire, però, che il finale non è così scontato e, anzi, fa venire voglia di leggere anche Scarlet. A me la curiosità sui seguiti è rimasta.
      Io temo di leggere qualcosa che potrebbe non piacermi oppure di soffrire nei seguiti del Cavaliere.
      Della trilogia di Dashner ho apprezzato, per ora, la trasposizione cinematografica: nulla di eccezionale, ma gli attori mi piacciono abbastanza da andare oltre. Onestamente mi preoccupa il finale della trilogia: a livello cartaceo c'è un vuoto che non so come potranno colmare. La Rowell è da leggere perché è un pasticcino!
      Leggiamo insieme potremmo farla ripartire solo per te ♥ Leggendo il tuo commento, lo avremmo fatto subito, ma prometto che ci penseremo e magari arriverà una versione migliorata. ^^

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