venerdì 17 giugno 2016

Di metallo e stelle. L'apprendista di Leonardo

Luca Tarenzi

Titolo: Di metallo e stelle. L'apprendista di Leonardo
Autore: Luca Tarenzi
Editore: Gainsworth Publishing
Prima edizione: 12 giugno 2016
Pagine: 255
Prezzo: Ebook - € 3,99; Rigida - € 20,00 (scontato sullo store Gainsworth)
Link d'acquisto


Se bazzicate questo blog saprete perfettamente che sto per parlarvi di un autore che adoro (in realtà, lo adoriamo tutte e tre, ma questa è la mia recensione e quindi anche la dichiarazione d'amore è solo mia). Lasciando da parte i deliri, avevo in mente di leggerlo molto prima, ma sapete com'è quando si ha una TBR lunga da qui al Giappone: il tempo scappa.
E dopo averlo terminato sono riuscita solo a pensare: ne voglio ancora. Che è più o meno quello che mi succede ogni volta che finisco un romanzo di Luca Tarenzi. Altro che hiatus per le serie tv. E a quel punto il tempo non scappa più, ma scorre lentamente. Insomma, non ha rispetto per i poveri lettori che vogliono altri libri prima di subito.
Ma mi sto perdendo, torniamo sui binari.

A 'sto giro salto la trama, se volete leggerla andate qui, ve ne parlerò nel corso della recensione, ma ho deciso che non vi dedicherò il paragrafo standard all'inizio. Perché? Perché sì. Perché devo partire immediatamente a dirvi cosa ho amato di questo libro.
L'ambientazione. Italiana. Italianissima. Siamo nel 1499 a Milano, nel Castello Sforzesco, alla corte di Ludovico il Moro, Duca di Milano, nei giorni precedenti all'assedio francese. Ho un debole per le ambientazioni storiche, in particolare quando si tratta di fantasy. Inoltre, avevo già avuto modo di apprezzare una Milano palcoscenico in un altro romanzo di Tarenzi (Demon Hunter Severian. La signora dei cancelli della notte), anche se di epoca romana. Sapevo che ciò che avrei letto mi sarebbe piaciuto, che l'ambientazione sarebbe stata un quadro dettagliato e ben strutturato, quasi personaggio anch'essa. E se a ciò aggiungete Leonardo da Vinci... capirete che l'entusiasmo sale. Oh, e non dimentichiamo anche le invenzioni di da Vinci. Dopotutto non si può inserirlo come personaggio e non sfruttare il suo genio.
E, per questi motivi, il romanzo si può classificare, ho scoperto (tramite una conferenza proprio tenuta dall'autore e l'immancabile google), come clockpunk, ovvero un libro in cui l'ambientazione storica risale all'epoca pre-industriale, in particolare al Rinascimento (ma non solo), e in cui si immagina una tecnologia che sia perfettamente inserita nel contesto storico (quindi niente vapore, elettricità o altro, ma in cui rientrano le invenzioni di Leonardo).

Il protagonista del romanzo è Giacomo, apprendista di Leonardo (anche nella realtà), e innamorato di Cecilia Gallerani, amante del Duca (e soggetto del famoso dipinto La dama con l'ermellino). Come se non fosse già abbastanza problematico il perseguire un amore proibito, Giacomo si ritroverà a dover affrontare un nemico sconosciuto. Diciamo che il giovane apprendista ha l'innata capacità dei protagonisti di attirare guai, o di esserne già immerso fino al collo senza saperlo, ed è facile provare simpatia. È curioso e ribelle, come solo un diciassettenne riesce a essere, ma anche coraggioso e determinato. E ho davvero apprezzato il rapporto tra Leonardo e Giacomo, che oscilla tra quello di maestro-apprendista e quello di padre-figlio, e che nel corso del romanzo verrà messo alla prova. A tutto ciò si aggiunge un pizzico di giallo: un misterioso assassino sta mietendo vittime e nessuno sa quale sia la ragione. Toccherà proprio a Giacomo andare in fondo alla questione.
E quasi dimenticavo l'ingrediente finale, l'alchimia. Insomma, non mancano gli elementi da sfruttare e Tarenzi se li è giocati abilmente tanto che contribuiscono a rendere questo romanzo davvero imperdibile.
Altro punto fondamentale è che non mancano poi gli spunti di riflessione, proprio dovuti allo sviluppo delle vicende: quali sono i limiti oltre i quali l’uomo può spingersi? La conoscenza è davvero così importante da non preoccuparsi delle conseguenze di certe scoperte?

«Perché lo avete fatto?»
«Perché si poteva fare!»


Non voglio scendere nel dettaglio per non spoilerare, ma è un altro aspetto che ho apprezzato particolarmente.
Voglio concludere con l’edizione: l’adoro. Guardate. Quanto. È. Bella. Una splendida confezione per un contenuto altrettanto bello.

Cosa fate ancora qui? Leggetelo!

Non ci sono solo domande senza risposta: le risposte che non troviamo, possiamo crearle noi, con le nostre mani.

Il mio voto

4 specchi e mezzo

Angharad

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