venerdì 27 maggio 2016

#SalTo16 (doveva essere un racconto breve)

Lo sappiamo, non ne potete più di leggere resoconti sul Salone e, a distanza di una settimana dalla fine, speravate di esservi liberati del flagello, ma noi non vi abbiamo ancora raccontato la nostra esperienza ed è il caso di rimediare.
Tranquilli, non ci soffermeremo sui diversi incontri ed eventi (per i quali abbiamo in mente ben altro *risata malefica*): vogliamo, invece, condividere le emozioni e i momenti più significativi del Salone perché da quando sappiamo leggere ci siamo state ogni anno, ma non abbiamo ancora finito di scoprirne tutti i segreti.
Volete saperne uno? Magari voi ci siete arrivati da molto tempo, quindi cercate di non rimanere delusi se la nostra non sarà una rivelazione. Il Salone del Libro si articola in quattro padiglioni (1,2,3 e 5), in ciascuno dei quali si trova una sala contrassegnata da un colore specifico e così ci sono la Sala Rossa, la Sala Gialla, la Sala Azzurra e altre. Ebbene, anche ai padiglioni è assegnato un colore e il colore coincide con la principale sala che ospita; in questo modo è possibile orientarsi un po' di più senza impazzire.
Noi ci siamo arrivate ora. Dopo anni. Meglio tardi che mai, dicono.
Rimane ancora da risolvere, ma ci stiamo lavorando, il problema della stanchezza. Che sia per la confusione (la gente è sempre tanta) o che sia colpa vostra perché volete strafare, il Salone stanca: non credete a chi vi racconterà una storia diversa.
È già il terzo anno che facciamo l'abbonamento ed entriamo cinque giorni su cinque. Pazze, direte voi. Pazze furiose, se considerate che Am ha trascorso quasi un anno di reclusione durante il quale si è dimenticata che esiste la gente. E, invece, ci siamo accorte che gran parte della sopravvivenza è determinata dal primo giorno: superatelo, resistete e crollate solo quando sarete davanti al letto. Non ricorderete come lo avete raggiunto, ma nei giorni successivi non arriverete più a sentire una stanchezza simile.
Poi, consentiteci un altro consiglio: evitate di vagare senza meta. Sì, un giro perlustrativo ci vuole, curiosare tra gli stand è l'essenza stessa del Salone, ma cercate anche di assistere a qualche presentazione, dibattito o conferenza. A parte le buone probabilità di stare seduti, ci sono sempre incontri interessanti e coinvolgenti che vi stancheranno molto meno del peregrinare. Sempre che non vi capiti di voler assistere a un dibattito affollato e allora resterete in piedi. Quello potrebbe essere il colpo di grazia (Anncleire, Lily e Annie ne sanno qualcosa…)
Infine, sarebbe bene evitare le code e dal momento che non le eviterete, c'è sempre la possibilità di accamparsi sulla lustrissima moquette del Salone. Noi lo abbiamo fatto quando, una mattina, ci siamo date appuntamento presso l'enorme e inquietante coniglio viola. Sì, potevamo scegliere luoghi di ritrovo più edificanti, dal Terzo Paradiso di Pistoletto a uno stand a caso (il Libraccio o Gainsworth, entrambi ci hanno viste tornare più volte), ma volete mettere un enorme coniglio viola?
Naturalmente non sono mancati gli stimoli positivi. Siamo, infatti, rimaste molto colpite da una proposta della casa editrice Safarà che esponeva tra le sue ultime pubblicazioni edizioni dal taglio davvero particolare: di solito i libri hanno una forma più o meno rettangolare, quelli di Safarà sfoggiano una linea nuova che li rende immediatamente riconoscibili. Speriamo che dalle nostre foto sia possibile notare la diagonale dei margini superiore e inferiore. Inutile dire che Amaranth ne è rimasta estasiata.
Il Salone è la terra delle possibilità, delle opportunità e dei sogni che non avete avuto il coraggio di fare. Così potreste incontrare (del tutto inaspettatamente!) l'autrice di un libro che avete amato e, spinta dalle amiche, riuscire a fare con lei una foto ricordo. A noi è capitato con Gisella Laterza, l'autrice di Di me diranno che ho ucciso un angelo, e Amaranth non ha ancora ringraziato Ang per averle fatto coraggio.
E dopotutto Ang l'ha spinta a chiedere la foto memore del suo mancato coraggio, quando l'anno scorso ha incontrato Aislinn e Luca Tarenzi e non ce l'ha fatta a chiedere a sua volta di immortalare l'incontro. Per fortuna, sono due autori molto disponibili e anche quest'anno è stato possibile incontrarli e scambiare qualche chiacchiera (e siamo anche riuscite a strappare qualche anticipazione sui progetti futuri).
Anche in questo caso non possiamo che consigliarvi di buttarvi: se riuscite a individuare un autore che davvero amate, buttate al vento la timidezza (per quanto sia difficile, lo sappiamo bene) e placcatelo (con educazione!). Pensate che potreste non avere un'altra occasione e gettatevi nella mischia.
Potreste anche avere riuscire a vedere per qualche minuto l'Autore che avete persino sognato di incontrare o di abbracciare, come è successo ad Am con Erri de Luca.
Oppure potreste mancare al pelo l'autrice che avete inseguito per avere finalmente il libro firmato. É quello che è successo ad Angharad (e a Lisa, l'amica partita insieme a lei all'inseguimento) con Silvana De Mari. Convinta di poterla fermare alla fine di un incontro, non solo questo è finito in anticipo e lei se l'è persa, ma ha poi scoperto che c'era stata una firma copia la mattina stessa e sarebbe potuto andare là.
O ancora potreste riuscire a incontrare l'autore che avete stalkerato fin dall'infanzia, come nel caso di Giovanni Del Ponte, che Alaisse segue fin dalle medie. Ed è stato emozionante per lei, anche perché è un autore molto disponibile e gentile, che ama parlare coi suoi fan e informarsi su ciò che li riguarda.
Come vedete le possibilità sono molteplici e non resta che sperimentarle tutte (anche se vi auguriamo di non dover mai inseguire a vuoto qualche scrittore).
Ciò che ha reso davvero speciale il Salone è stata la possibilità di incontrare le blogger con cui, nel tempo, si è sviluppato un rapporto di stima reciproca e di amicizia. Come una piccola parentesi magica in grado di annullare ogni distanza, il Salone ci ha permesso di conoscere Anncleire di Please another Book (l'abbraccio tra lei e Am rimarrà uno dei ricordi più cari) e di riabbracciare Yvaine di Il Pozzo dei Sussurri (anche se il tempo a disposizione con lei è stato davvero troppo poco. Ang si ripromette di invadere prima o poi casa di Yvaine, con il suo benestare ovviamente) e Annie di Una tana di una booklover, che si sono lasciate monopolizzare e coinvolgere nei nostri deliri.
Ci permettiamo di non nominare tutte le colleghe che abbiamo incontrato, soprattutto per evitare i lunghi elenchi spersonalizzati, ma siamo certe che sappiano che ci ha fatto sinceramente piacere conoscerle e speriamo in futuro di poter rivederle e fare con loro qualche chiacchiera in più.

Le Belle

5 commenti:

  1. ragazze anche per me il Salone è stato bellissimo!! ed è stato un piacere vedervi di persona!!! *_*

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    1. Anche per noi! *^* Incontrarci dal vivo è stato davvero bello! :3

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  2. è stato bello incontrarvi di nuovo ragazze! ed avete tutta la mia ammirazione epr il tour de force di 5 giorni, io dopo uno ero distrutta!

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    1. Anche per noi è stato bello! :3 Eh, siamo un po' folli, ma basta un po' di allenamento e ce la si fa. XD

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  3. Che il Salone di quest'anno sia stata un'esperienza meravigliosa per me quest'anno ormai lo sanno pure i sassi, l'ho detto così tante volte xDDD A renderlo ancor più speciale siete state voi, e lo sapete già.
    Che sia il secondo di molti altri Saloni fangirlanti insieme, nella speranza che abbiate la pazienza di sopportarmi ancora xDDD

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