martedì 24 maggio 2016

La principessa sbagliata

Ester Trasforini

Riuscire a chiarire i miei pensieri è stato complicato, perché La principessa sbagliata mi è piaciuto davvero moltissimo per così tante ragioni che il rischio è stato quello (ma in realtà non è ancora rientrato del tutto) di finire a delirare e a fangirlare.
Permettetemi di fare un sunto e darvi un consiglio: fatevi un favore e leggetelo!

Titolo: La principessa sbagliata
Autore: Ester Trasforini
Editore: Gainsworth Publishing
Prima edizione: 12 maggio 2016
Pagine: 250
Prezzo: Ebook - € 3,99; Brossura - € 16,50
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Gemma ha diciotto anni, è una boscaiola e ha un'estrema voglia di indipendenza. Per questo decide di andare a salvare la principessa, figlia del re, che è stata rapita da un drago qualche anno prima. In fondo, quale miglior modo di ottenere l'indipendenza tanto agognata, se non la ghiotta ricompensa che sicuramente riceverà dal re a missione compiuta?
E anche se la principessa si rivelerà ben diversa da come se l'immaginava, nulla la distoglierà dal suo obiettivo. Nemmeno la tenacia del drago nell'inseguimento. Neanche l'incontro con uno zombi scorbutico e deciso a raddrizzare questi giovani d'oggi. E neanche lo sbocciare di sentimenti inopportuni... forse.

Di Ester Trasforini avevo già letto un racconto (I colori della guerra) presente nell'antologia Occhi di drago e mi aveva già incuriosita. Ora posso confermare l'impressione iniziale: è un'esordiente da tenere d'occhio. Con il suo stile pulito e fresco, ci racconta una storia divertente ed emozionante, il cui pregio è il poter essere letta su più livelli, a seconda di chi sia il fruitore.
Ed è un pregio non indifferente, perché fa sì che il target del romanzo sia il più ampio possibile (in barba a chi al Salone del libro ha impedito al figlio di comprarlo perché “da femmina”. Che poi devono ancora spiegarmi cosa ci sia di così malefico nelle cose da femmina...)
Un primo livello di lettura può limitarsi all'apprezzamento della storia in sé, nel suo sviluppo.
L'autrice è partita da un'idea piuttosto semplice, ma molto originale: cosa succederebbe se venissero ribaltati gli stereotipi della fiaba per eccellenza? E così ecco che ci ritroviamo con un'eroina boscaiola, una principessa sbagliata e uno zombi con tanta voglia di esprimere giudizi indesiderati.
Gemma è scorbutica e piuttosto maleducata, ma è anche determinata e caparbia. Viene da sé che la adoro. Ci ho messo esattamente tre pagine a decidere che sì, si sarebbe ritrovata nella mia rosa di personaggi preferiti.

«[...] Invece di pensare sempre ai matrimoni, rifletti un attimo, nonno: hai idea di quanto sia ricco il re? Quante monete d'oro pensi che mi darà per aver liberato sua figlia?»
Il nonno diede un colpo di tosse forzato. «Tante.»
«Appunto!» Gemma si sbatté il pugno sul palmo dell'altra mano. «Dunque è deciso: vado a diventare ricca sfondata.»
(Come si può non amarla? Go, girl!)

La principessa rimane, come c'era da aspettarsi, piuttosto stupita dall'essere salvata da una ragazza del genere. Non che lei sia meno atipica nel suo ruolo fiabesco. E devo ammettere che è il mio personaggio preferito in assoluto (dopo lunghe e dolorose giornate di riflessione sono giunta a questa conclusione), tanto che me la sono fatta disegnare nella mia copia del romanzo.
Vi basti sapere che è allergica ai cliché. Sì, non avete letto male, ho scritto proprio cliché.
ECCIÙ! (Ehm, sì, potrei aver iniziato a reagire proprio in questo modo anche io)
La principessa è molto intelligente e colta, ma è cresciuta tra le mura dorate del palazzo prima e rinchiusa nella torre poi... Gemma sarà il suo primo contatto con la dura e cruda realtà.
Il gruppo viene completato poi da Fiorenzo: uno zombi piuttosto scorbutico e con una sua opinione negativa su tutto ciò che fanno i giovani e che non mancherà di conquistare il vostro cuore.
Chiaramente il suo ruolo è quello di spalla comica... almeno in un primo momento.
D'altronde i personaggi di questo romanzo non sono mai chiusi nel loro ruolo, come in genere ci si aspetta da una fiaba, ma sono ben delineati nel loro carattere e si evolvono nel corso del romanzo. E lo stesso Fiorenzo non fa solo sbellicare dalle risate il lettore, ma è fondamentale per la crescita dei protagonisti. Così come Gemma e la principessa si aiuteranno a vicenda.
Persino il drago avrà il suo spazio e ci verrà dato modo di comprenderlo.

E se, invece, si fa parte di quella cerchia di lettori un po' nerd e un po' fissati con tutto ciò che riguarda film, videogiochi, libri e cartoni Disney e non, si potranno apprezzare tutte le citazioni che l'autrice ha disseminato nel romanzo. Sono ovunque: nei titoli dei capitoli, in semplici battute, in interi capitoli (quello del sogno è epico, in questo senso).
Capite che, per una lettrice come me, questo secondo livello di lettura è manna dal cielo. Il divertimento raddoppia e dilaga.

Il volto della boscaiola si deformò in un ghigno. 
«Hai a disposizione la mia abilità da scalatrice.»
La principessa annuì. «E la vostra schiena.»
Gemma sorrise. «E la mia ascia!» esclamò, estraendo l'arma. 
Silenzio. 
La stanza venne pervasa da una densa ombra di imbarazzo. 
La boscaiola tossì in modo forzato. «D'accordo, questa non mi è uscita benissimo. Come posso migliorarla?» Si portò una mano al mento, lo sguardo fisso su un punto casuale del pavimento. «La battuta in sé è divertente, ma fatta così non ha senso. [...]»

Eppure non finisce qui, perché tra il ribaltamento della storia e le citazioni ben studiate, l'autrice non si è nemmeno lasciata sfuggire l'occasione di inserire temi molto attuali nel romanzo. E sono stati inseriti in modo intelligente, sfruttando in modo curato il procedere della storia.
Si passa, quindi, da una riflessione su quanto ci definiscano davvero gli abiti che indossiamo (basti pensare a Gemma che esteriormente di femminile ha ben poco), a un'altra riflessione su ciò che per molti definisce il valore di una donna. Non sarò più specifica perché il rischio di spoiler è davvero alto.

È evidente, penso, che La principessa sbagliata mi è piaciuto davvero molto: è un romanzo intelligente, fresco e divertente.
Assolutamente consigliato!

«Oh, ma che vadano a quel paese, questi cliché!»
[…] «Forse, se sono così tanti, è perché alle persone piacciono.»
«Che stupidaggine.»


Il mio voto

4 specchi e mezzo

Angharad

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