giovedì 28 aprile 2016

A Running Reader #1: "Il richiamo della foresta"

Oggi inauguro A Running Reader, un appuntamento che spero si rinnoverà nel tempo: per me significherebbe molto. Da qualche mese corro: mi preparo, metto le scarpe da running ed esco per andare a correre, io che non riuscivo a fare nemmeno mezzo giro della palestra durante l'ora di educazione fisica. Ci sono cose che cambiano e questa è una di quelle: correre è diventata un'abitudine che mi fa sentire bene e nei giorni di riposo mi manca.
All'inizio non riuscivo a fare nemmeno due minuti continui di corsa, ma ben prima del previsto e, anzi, contrariamente alle mie aspettative, sono riuscita a raggiungere l'obiettivo dei trenta minuti. Per me è un gran risultato, ma non è per la mia autocelebrazione che siamo qui.
Dopo qualche uscita di mezz'ora, mi è venuto in mente che avrei potuto provare a correre ascoltando un audiolibro. Prima dello scorso anno non li avevo mai tenuti in particolare considerazione, poi, spinta dal suggerimento letto in un articolo, mi è sorta la curiosità di sperimentare.
Così ho recuperato nei meandri del pc un audiobook che avevo scaricato e, cuffie nelle orecchie, mezz'ora dopo mezz'ora, ho ascoltato un romanzo che non ho mai avuto occasione di leggere. Arrivata alla fine, mi sono chiesta perché non condividere la mia esperienza con voi, raccontandovi come sia correre ascoltando una storia e soffermandomi sulle mie impressioni.

Il libro che ho ascoltato è Il richiamo della foresta di Jack London, traduzione e lettura integrale di Ginzo Robiginz. L'audiobook si compone di sette brani, che presumibilmente (non lo ricordo con certezza) ho scaricato dal sito www.libroaudio.it, che è solo uno di quelli che forniscono audiolibri gratuitamente e legalmente. Sotto i miei commenti sul libro vi riporterò i nomi dei siti che conosco, accompagnati da una breve descrizione.

Titolo: Il richiamo della foresta
Titolo originale: The Call of the Wild
Autore: Jack London
Traduttore: Ginzo Robiginz
Lettura di: Ginzo Robiginz

Prima edizione italiana: Edizioni Modernissima - 1924 (traduzione di Gian Dàuli)
Prima edizione: Saturday Evening Post - 1903 (a puntate); poi The Macmillan Co.
Pagine: 150*
Prezzo: cartaceo - € 10,00 *

Da poco è iniziata la corsa all'oro, seguita alla scoperta del Klondike. Buck, il cane del giudice Miller, vive come un re nella proprietà del suo padrone. Buck viene rapito dal nuovo aiutante del giardiniere, che lo vende a un trafficante.
Brutalmente ammansito, il viaggio di Buck prosegue fino alle nevi e ai ghiacci del Klondike. Nonostante sia un cane del sud, nato e cresciuto nella calda California, Buck mostra ben presto di sapersi non solo adattare, ma rivela capacità di apprendimento e grande intelligenza. Dopo aver conosciuto la legge del bastone, Buck impara a proteggersi dal freddo imitando gli altri cani e scavandosi una buca nella neve.
Mentre si risvegliano ricordi di tempi arcani e vite passate, Buck scopre la gerarchia di una muta di cani, impara il rispetto, ma anche la furbizia necessaria alla sopravvivenza.
È sorprendente come, a dispetto del generale distacco del narratore, ci si ritrovi a trattenere il fiato per Buck, identificandosi dapprima in François, uno dei suoi padroni, e infine in Thornton.
Ammirato dalla prestanza di Buck, François non dubita neanche per un attimo che Buck soverchierà la gerarchia della muta, battendone il leader Spitz.

«Un diavolo, quello Spitz,» disse Perrault. «Un giorno o l'altro ammazzerà Buck».
«Ma quel Buck vale due diavoli» rispose François.


Senza mai arrivare all'umanizzazione di Buck, la narrazione si sofferma per rievocare i ricordi senza tempo del cane e, sebbene sia spiegato che nei sogni ad occhi aperti dell'animale non vi è nostalgia, è difficile per il lettore non trovarne traccia.
Difficile non emozionarsi e parteggiare per Buck, tanto più che l'autore stesso sembra identificarsi in esso. Vi è, nel romanzo, l'anelito della vita selvaggia e lo spirito che risveglia gli istinti del cane, richiamandolo a sé e trasformandolo, sembra riscuotere anche l'uomo nell'immagine dimenticata di una bestia antropomorfa che rivive nei sogni di Buck.

Correre ascoltando non è sempre semplice come immaginavo: nei momenti di maggior impegno fisico, mi sono spesso sorpresa in una dimensione mentale tanto lontana dalle preoccupazioni quotidiane quanto dalla storia, che non sentivo proprio anche se proseguiva nelle cuffie.
Fortunatamente la narrazione non è concitata e tende a essere lievemente ripetitiva nei concetti e nelle descrizioni, così sono riuscita a recuperare il filo senza perdermi molto. In questo l'ascolto è sicuramente diverso dalla lettura che consente di ritornare indietro nelle pagine, ma credo comunque che sia possibile una sorta di auto-educazione all'attenzione e con l'allenamento, probabilmente, il mio cervello smetterà di spegnersi.
Per quanto riguarda le caratteristiche particolari dell'audiobook, l'edizione di cui disponevo era arricchita di effetti sonori, dal ringhio all'ululato, che inizialmente trovavo fastidiosi perché spezzano il racconto. In seguito, mi sono abituata e ho rivalutato questi suoni nell'ottica di un audiolibro pensato per i bambini. Ginzo Robiginz, infatti, si dedica alla creazione di audiobook per bambini che non possono leggere da soli, modulando anche la voce nel restituire quella dei personaggi.

Continuerò ad ascoltare audiolibri durante la corsa, anche se non mancheranno le uscite prive di libri e musica per permettere alla testa di liberarsi e rilassarsi.
Dopo aver sperimentato l'ascolto di un audiobook gratuito, vorrei provare con qualche titolo più recente e impegnativo. Ho già iniziato a fare qualche ricerca e penso che testerò il sito Il Narratore.
Come promesso, vi rimando anche ai siti dove potrete trovare alcuni classici gratuiti:

Audiolibri - Liber Liber, che ho scoperto grazie a uno dei miei contatti facebook e che è il risultato del progetto Libro Parlato.
Libro Audio, il sito dove sono raccolti gli audiolibri letti da Ginzo Robiginz e dedicato ai ragazzi che non sono in grado di leggere da sé e a quelli, un po' pigri, che non ne hanno voglia.

Spero che sia stato interessante e possa ispirarvi, magari vi verrà la curiosità di sperimentare: le occasioni non vi mancheranno di certo!
Se avete letto Il richiamo della foresta o avuto esperienza con gli audiolibri, raccontatemi cosa ne pensate.

* I dati e la copertina riportati si riferiscono all'edizione Bompiani del 3 settembre 2015, che risulta essere la più recente.

Amaranth

8 commenti:

  1. Quanto amo Il Richiamo della Foresta!
    Oltre ad essere uno di quei romanzi che hanno un posto speciale nel mio cuore (se avessi i soldi mi comprerei ogni edizione in circolazione XD), è stato uno dei romanzi che mia madre mi lesse da bambina e da allora l'ho riletto almeno una decina di volte, di cui una o due anche in lingua, mentre i film che ne sono stati tratti li avrò visti giusto una volta o due perché preferivo il libro e le meravigliose illustrazioni che impreziosivano quell'edizione, nelle quali riconoscevo di più Buck ma soprattutto Spitz.
    Ricordo ancora quando, la prima volta che lo lessi da sola, scelsi deliberatamente di saltare le ultime pagine perché volevo un finale diverso oppure quando da piccola, ispirata dal romanzo, prendevo dello spago o del nastro da pacchi per fare delle tirelle da mettere ai cani di plastica o di peluche con i quali giocavo. XD

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    1. È bellissimo avere dei ricordi tanto speciali legati a un libro *^*

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  2. Non ho mai ascoltato un audio libro (però vorrei!), ma ho letto il Richiamo della Foresta e mi è piaciuto molto ^_^

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    1. Allora vedrai che ti capiterà l'occasione: se gli audiolibri ti incuriosiscono, vedrai che prima o poi li sperimenterai. ^^

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  3. Non ho mai provato l'esperienza degli audiolibri, e devo dire che mi incuriosice molto.
    Il richiamo della foresta è un libro che amo moltissimo: se Pinocchio è quello che ha acceso l'amore per la lettura, questo è quello con cui ho capito che sarebbe stato per sempre *^*
    Anche se reputo Zanna Bianca migliore, Il richiamo della foresta avrà sempre un posto speciale nel mio cuore u_u

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    1. Io ho scoperto di aver saltato molti classici per l'infanzia e Zanna Bianca è tra questi. Mi fa davvero piacere, però, sapere che Il Richiamo della Foresta è stato tanto importante.

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  4. Nemmeno io ho avuto esperienza con gli audiobook e sinceramente non credo possiamo piacermi, ma sono comunque curiosa di provarne uno *_* do un'occhiata ai siti che hai linkato!

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    1. L'ascolto di un audiobook non può sostituirsi alla lettura, secondo me, ma ci sono occasioni in cui si rivelano molto piacevoli. Provare è sempre bene ;)

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