venerdì 29 gennaio 2016

Regina Rossa (Red Queen #1)

Victoria Aveyard

Titolo: Regina Rossa (Red Queen #1)
Titolo originale: Red Queen (Red Queen #1)
Autore: Victoria Aveyard
Traduttore: E. Caligiana
Editore: Mondadori
Prima edizione italiana: 1 giugno 2015
Prima edizione: 10 febbraio 2015 - HarperTeen
Pagine: 430
Prezzo: Rigida - € 19,00; Ebook - € 6,99
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Chiarisco subito una cosa: farò spoiler, perché ho intenzione di mettere citazioni e commentare in maniera molto diffusa tutto il romanzo. Se avete intenzione di leggerlo, fuggite. Altrimenti, godetevi il mio attacco di acidità.
Sì, perché questo libro è riuscito a irritarmi davvero molto, per vari motivi che non mancherò di esplicare (infatti, la recensione è venuta alquanto lunghetta, sorry).

Il mondo di Mare Barrow è diviso tra rossi e argentei. Questi ultimi sono i privilegiati, coloro che governano in virtù della loro superiorità e del loro sangue argenteo: sono infatti dotati di poteri di vario tipo, c’è chi può controllare l’aria, chi il fuoco, chi i metalli. Ciò li rende decisamente pericolosi e in grado di esercitare il controllo sui rossi, persone assolutamente normali.
Mare è una rossa, vive a Palafitte coi genitori. La ragazza non ha un lavoro, rubacchia quello che riesce qua e là, ma sa che il tempo è agli sgoccioli: manca poco al suo diciottesimo compleanno, età a cui tutti i rossi che non sono apprendisti vengono mandati in guerra. Una sera incontra per caso uno sconosciuto, che si rivelerà poi essere il principe ereditario, che riesce a procurarle un lavoro a palazzo. Ed è proprio lì, mentre assiste al torneo con cui vengono scelte le future consorti dei principi, che, a sorpresa, Mare scopre di possedere dei poteri molto simili agli argentei. I suoi poteri sono stati rivelati davanti a tutto il regno, dato che il torneo è trasmesso ovunque, quindi i regnanti hanno una sola (in teoria) possibilità: fingere che lei sia una figlia di un generale argenteo, scomparsa anni prima dopo la morte del padre, e darla in sposa a Maven, il fratello minore di Cal.

Mi domando se ormai il fatto di essere young adult giustifichi la trascuratezza nel trattare stile e trama. Non è la prima volta che mi capita di notarlo, ma la caratteristica comune a molti YA è l’assoluta semplicità dello stile, che diventa elementare fino a raggiungere picchi di imbecillità assurdità tremendi.
Uno stile semplice non è il male, ma se lo si accompagna a una trama traballante, personaggi insulsi, incapacità di dare profondità a qualsiasi elemento, uso di termini in modo improprio e assolutamente a caso… beh, grazie, ma anche no.

Inizio dalla parte migliore: i personaggi.
Caratterizzazione zero. E sembrano tutti affetti da gravi disturbi comportamentali, la protagonista in testa.
Mare Barrow, nelle intenzioni dell’autrice, dovrebbe essere una ragazza intelligente, con voglia di riscatto per il proprio popolo, forte e combattiva. Peccato che non basta far dire ai personaggi “non mi avevano detto che fossi così sveglia!” o che è perspicace (tra l’altro in situazioni in cui non mostra per niente queste qualità), bisogna anche dimostrarlo coi fatti. E i fatti dicono una sola cosa: è una demente.
Si fa trascinare dagli eventi ed è bipolare. Passa il tempo a ripetersi che non può fidarsi di nessuno, che tutti possono tradire tutti e cosa fa? Si lascia impapocchiare per benino da chiunque.
È al vertice di un triangolo, che si trasforma in quadrilatero ogni tanto, giusto quando le torna in mente Kilorn (l’amico d’infanzia innamorato di lei) e lui fa le comparsate; per tutto il romanzo sono due i personaggi che si giocano il cuore di Mare: Cal, il principe ereditario, e Maven, il principe promesso sposo di Mare.
E parliamo anche di questi due personaggi con una personalità molto profonda… quanto una pozzanghera. Si capisce fin dall’inizio che Cal sarà il principale oggetto dell’amore della protagonista, ha tutti gli elementi del caso: è apparentemente freddo e controllato, si interessa al popolo (almeno più di quanto facciano gli altri argentei), è sufficientemente tormentato. E Mare è divisa tra quello che prova per lui e quello che rappresenta.
L’autrice aveva un buon elemento da cui partire nel rendere il loro rapporto, non particolarmente originale, ma che poteva sfruttare. Data però l’assoluta incapacità di dare profondità ai personaggi, di fatto Mare se la prende con Cal per cose che rientrano perfettamente nel suo essere argenteo e principe, si sente tradita in situazioni in cui non ha senso lo sia, lo ama e lo odia a fasi alterne.
Per esempio, a un certo punto Mare viene inclusa nel gruppo di nobili che allenano poteri e assiste allo scontro di Cal con altri due argentei: Cal li sconfigge in maniera piuttosto brutale, ma i duelli lo sono sempre, perché, e lo dice la stessa Mare, hanno a disposizione guaritori che in men che non si dica curano ogni ferita (persino Mare se l’è prese di santa ragione in uno scontro).
Eppure lei (dopo che Cal le ha trovato un lavoro, dopo che l’ha portata a trovare la sua famiglia di nascosto, dopo che, insomma, ha dimostrato di tenerci a lei in vari modi e di essere una persona decente):

Il sangue di Cal sarà pure argenteo ma il suo cuore è nero come la pelle carbonizzata dei due ragazzi.

Il tuo ragionamento non fa una piega, ragazza. Davvero.
(Faccio notare che un secondo prima, nel vedere lui insieme a Evangeline, la sua promessa sposa:
Per non parlare delle strane fitte allo stomaco che percepisco ogni volta che lui la guarda.
La mia reazione è stata: spero sia un’ulcera!)
Questo, però, non le impedisce di prendere lezioni di ballo in privato da Cal e poi farsi baciare. Ovviamente se n’è pentita subito dopo con uno stile superbo:

Mi si stringe lo stomaco, ma non per l’emozione, lo scompiglio o qualunque altra cosa di cui parlino le ragazzine sceme. Mi sento male per via di me stessa, per quello che ho lasciato accadere… per quello che ho voluto che accadesse.

Devo commentare?
E qualche momento dopo (è la sera del ballo in cui la Guardia Scarlatta ha organizzato un attentato e che Mare sta aiutando) per dimostrare la sua coerenza e il fatto che lei non è una ragazzina scema:

Evangeline perderà il fratello, proprio com’è successo a me. Benché io abbia vissuto in prima persona quel dolore non posso permettermi di provare pena per lei. Specialmente dopo averla vista stringere Cal in quel modo.

Vi ricordo che Evangeline è la promessa sposa di Cal, ha tutto il diritto di stargli avvinghiata. Però, lei non è una ragazzina scema, eh. Per questo si ingelosisce e decide di fregarsene se Evangeline perderà il fratello. Non perché la ragazza è perfida e la detesta. O perché sono nemiche. Nooo, perché si avvinghia a Cal.

Un altro momento bellissimo è quando vengono catturati i ribelli della Guardia Scarlatta dopo un attentato nel palazzo, il re ordina, e ribadisco che lo ORDINA, a Cal di sottoporli a tortura, e lui esegue dando il compito a una guardia col potere del ghiaccio. E Mare si sconvolge di questo, nonostante veda che Cal non sia a suo agio nel farlo.
No, vabbé, capisco tutto, ma doveva ribellarsi al padre, al re, perché così poteva dimostrare di essere degno di lei?

E alla fine della fiera, quando Cal si rivela il meno peggio tra i fratelli (su Maven tornerò tra un attimo, non preoccupatevi), si lancia in pensieri tormentati, su come lei e lui si siano traditi a vicenda… quando di fatto l’unica ad averlo tradito è lei (non metto in dubbio le sue “buone” intenzioni, voleva aiutare i rossi), lui non ha fatto assolutamente nulla se non esistere ed essere un principe scemo perfetto per suo padre. Fine.

E Maven… oh, Maven, il tenero e puccio e indifeso Maven. Fin dall’inizio c’è una contrapposizione netta tra lui e il fratello. Maven è l’ombra di Cal, viene sempre messo in disparte, il padre pare ignorare il più piccolo dei suoi figli.
Preciso che Maven è il figlio del secondo matrimonio del re, quindi lui è Cal sono fratellastri. Cal è il figlio della regina buona e cara, Maven della regina attualmente sul trono, una manipolatrice di prima categoria.
Eppure Maven è proprio dolce; è protettivo nei confronti di Mare, si unisce addirittura insieme a lei alla Guardia Scarlatta (un gruppo di ribelli rossi), sposa la causa dei rossi.
Insomma,prende Mare per i fondelli e a fine libro si piglia il trono con l’aiuto inconsapevole di lei.
Un tradimento più annunciato non esiste. Mancavano giusto gli striscioni. Mare passa così tanto tempo a contrapporre la bontà di Maven e la malvagità (che vede solo lei) di Cal, che già quello basta a far capire l’antifona. E poi ha vari indizi del fatto che Maven potrebbe non essere sincero.
Ma lei è intelligente, eh! Non può fidarsi di nessuno, ma di lui sì, eh!

E, dulcis in fundo, Maven una volta rivelatosi per quello che è, diventa uno psicopatico.
Ora, non è che era necessario per farlo diventare il cattivo della situazione. Aveva tutte le carte in regola per essere il principe ambizioso che vuole fregare il trono al fratello, aveva delle motivazioni credibili. E invece no, deve rivelarsi anche un sadico psicopatico.
Ho paura della piega che potrebbe prendere in questo senso, perché pare che Maven abbia momenti in cui sembra avere dei rimorsi, quindi non escludo l’idea di una redenzione futura (e magari si cucca pure la ragazza, chissà).

Un plauso all’autrice: è partita con un triangolo e dopo averlo distrutto, ne ha creato subito un altro. ‘Sta donna ha un sacco di assi nella manica, eh! Nel prossimo libro saranno Cal e Kilorn a giocarsela.
Gli altri personaggi non meritano menzione, sono tutti macchiette e con caratterizzazione ancora più nulla dei protagonisti.

L’ambientazione è fuffa. Sì, lo so, è un termine poco professionale, ma è in linea con il tono del romanzo. Non c’è un minimo di spiegazione che permetta di orientarsi. È un mondo alternativo? Un post-apocalittico? Io punto su quest’ultimo, ma in realtà non abbiamo veri elementi per saperlo.
Il regno di Norda, in cui si trova la protagonista, è in guerra contro i cosiddetti “lacustri”, appartenenti a un altro regno. I motivi della guerra? Boh, qualche disputa territoriale campata in aria. Non dico di voler sapere vita morte e miracoli del mondo, ma che almeno mi vengano date le informazioni necessarie affinché io possa capire ciò che lo muove.
Persino la politica interna è oscura. I rossi sono sfruttati, vivono in condizioni pietose, sono praticamente schiavizzati. Gli argentei regnano perché sono forti e potenti, e perché hanno sangue argenteo. Fine.
Non si sa per quale motivo siano dotati di poteri; inoltre, non viene nemmeno spiegata l’origine delle capacità di Mare, se non che, a un certo punto, lei non è l’unica e ce ne sono altri come lei. Si parla vagamente di una mutazione per la quale nascono rossi con poteri persino più potenti degli argentei. Forse nei seguiti lo spiegherà, anche se ne dubito fortemente; in ogni caso io rimarrò all’oscuro perché non ho intenzione di continuare con la serie.
Oltretutto gli argentei, pur essendo così possenti, sono anche dei perfetti imbecilli. Sapete la guerra di cui accennavo sopra? Ecco, chi mandano a combattere? I rossi. Gli argentei si trastullano a dare ordini e a mandare al massacro i rossi. A discolpa dei regnanti di Norda, anche l’altro regno non usa argentei tra i combattenti. Non sarà che i poteri assorbono ogni capacità cognitiva?

Insomma, ok, usano i rossi perché sono inutili e via dicendo, ma per assicurarsi un vantaggio sarebbe perfetto l’uso, anche sporadico, di argentei. Di fatto è come se i nostri governi mandassero in guerra dei civili, invece di mandare dei soldati addestrati.
Hanno i poteri, molto fighi volendo, potrebbero decimare gli altri eserciti e, invece, si mettono belle divise e si pavoneggiano. Se almeno l’autrice avesse lasciato intuire che la guerra fosse una scaramuccia tanto per passare il tempo e tenere sotto controllo la popolazione dei rossi, avrebbe potuto avere un senso.
E invece la guerra va avanti da un secolo, considerando la leva obbligatoria a diciotto anni e la decimazione dei rossi, c'è da chiedersi come possano essere ancora così numerosi.
Comunque, deve arrivare Mare perché a Cal arrivi l’illuminazione divina e pensi che forse è il caso di sorprendere il nemico con degli argentei. Vi riporto la scena, perché merita:

«Questa è la prima legione di soli argentei che si reca nelle trincee» mi spiega intono pacato. «Combatteranno assieme ai rossi, vestiti come loro e serviranno con loro. Quando arriveranno a Campo Cenere, i lacustri non sapranno chi hanno davanti. E quando cadranno le bombe e i nemici cercheranno di sfondare le nostre linee, ad attenderli troveranno ben più di quello che pensavano. La Legione Ombra li sterminerà tutti quanti.»
All’improvviso, sento caldo e freddo allo stesso tempo. «Ingegnoso.»
Lui non si auto compiace. Anzi, mi pare triste. «Me l’hai data tu l’idea.»
«Cosa?»
«Quando sei caduta nel vuoto, durante il Torneo, nessuno sapeva che fare. Sono certo che i lacustri rimarranno altrettanto spiazzati.»


Vi prego, fate un applauso all’ingegno di questo ragazzo. E, ovviamente, in questo modo Mare è fonte di un gran bel cambiamento (anche se non va in porto alla fine). Che tesoro di ragazza, le basta persino cadere nel vuoto per far accendere i neuroni di Cal. Mi sono quasi commossa in questo punto, vedere usare un minimo di cervello è davvero emozionante.

Per rimanere in tema di conflitti, esiste una resistenza rossa: la Guardia Scarlatta. All’inizio del libro sembrano solo un gruppo un po’ sconclusionato che va in giro a fare attentati, senza causare morti (sono terroristi buoni, sia chiaro), di cui nessuno ha mai sentito parlare, eppure verso la fine del romanzo viene detto che, quando era appena formato, distribuivano solo volantini.
Inoltre, probabilmente i rossi sono in gran parte analfabeti, visto che nella famiglia di Mare solo lei e il fratello maggiore Shade sanno leggere e scrivere.
Sono confusa sui metodi di questa resistenza. Molto.
Inoltre, viene fuori anche che controllano le vecchie linee ferroviarie sotterranee, all’insaputa degli argentei, e che si possono muovere indisturbati per tutto il regno. Senza contare che sembra riescano a introdursi indisturbati nel palazzo reale, per poi venire scovati e catturati al momento giusto.
Oscillano tra l’essere degli 007 fenomenali e l’essere la Banda Bassotti. Mah.
La parte più bella è quando eseguono il primo attentato con delle vittime: nelle intenzioni doveva uccidere quattro obiettivi, ma (e ancora mi sfugge come) un proiettile riesce a danneggiare una tubatura nel pavimento contenente gas e a causare un’esplosione, provocando così vittime collaterali. Ops.

E concludiamo con... lo stile! Lo stile è elementare, non ho altro modo di definirlo. Le descrizioni sono inesistenti, tutto è abbozzato, le scene d’azione sembrano quelle della serie tv dei Power Rangers per quanto sono ridicole. L’autrice cerca di darsi un tono in certe parti, per poi inserire termini che userebbe una bambina delle medie. Una gioia per gli occhi.
Non salvo nulla di questo romanzo. Nulla.

E dopo questa chilometrica recensione, vi lascio alcune citazioni che ho evidenziato durante la lettura: divertitevi.

Credo che la vita abbia semplicemente deciso di aprire le chiuse per cercare di affogarmi in un vortice di colpi di scena.
Ma magari ti avesse affogata!

[…] i panzoni sono intenti a sbafarsi una torta gigantesca.
Pura poesia.

Lui [Cal]abbozza un saluto, con un cenno imbarazzato della mano.
La mamma [di Mare]si mette a ridacchiare come un’adolescente e ricambia il gesto, mentre si sofferma con lo sguardo sulle sue braccia muscolose.

Creepy…

Nel sentire il mio tono scontroso, la mamma sussulta, come se dopo appena tre settimane avesse già dimenticato i miei modi burberi. Stranamente, però, le vengono le lacrime agli occhi. Mi sta dimenticando, Ecco perché vuole che io resti. Per non scordarsi di me.
Beh, se dopo tre settimane mia madre iniziasse a dimenticarmi, mi farei un paio di domande…

Kilorn mi fa sedere su una sedia e mi guarda con un gigantesco punto interrogativo dipinto sul volto.

Non posso credere di non aver capito subito cosa fosse in realtà: un lupo travestito da agnello. E ora io sono l’agnello che fa finta di essere un lupo.
Quasi quasi era meglio il leone innamorato dell’agnello…

Il consiglio di Cal mi risuona nella testa, balzello da un posto all’altro senza mai fermarmi troppo a lungo in un punto, in modo da impedire a Evangeline di colpirmi.
Lei si muove a zigzag tra i ragni e fa di tutto per schivare i miei colpi.

Una scena d’azione stupenda.

«È meglio che ti sbrighi, Mareena, o farai tardi per il pranzo» miagola infine.
La regina miagola. MIAGOLA.

Avranno sì e no quattro anni e piagnucolano come cuccioli, mentre si arrampicano sulle gambe del papà.
Il normale comportamento di figli di nobili a un ballo importante.

[…] lui guaisce e si allontana, come un cane bastonato.
Dopo il gatto, non poteva mancare il cane. E non è l’unico guaito presente.

Quando rilascio il fulmine e la scossa si propaga nell’acqua e lo attraversa, strilla come un bollitore e si lascia cadere all’indietro.
Beh, non poteva guaire di nuovo.

Il treno sobbalza, accelera e raggiunge una tale velocità che mi sento lo stomaco al posto della gola.
Cioè… sta per vomitare?

I pensieri profondi di Mare:

Sorride con debolezza soltanto a lui. A quanto pare, persino gli argentei vogliono bene ai propri figli.

È proprio allora che mi prende in contropiede: quella donna ha invaso i miei pensieri, mi ha strappato dalla mia vita, la odio all’inverosimile, eppure in lei c’è qualcosa di buono. Vuole bene a suo figlio.

Questo mondo è argenteo, ma è anche grigio. Non esiste il bianco o il nero.

Il mio voto

1 specchio

I libri della serie:
Queen Song (Red Queen #0.1) - Inedito in Italia
Steel Scars (Red Queen #0.2) - Inedito in Italia
Regina Rossa (Red Queen #1)
Spada di Vetro (Red Queen #2)
King's Cage (Red Queen #3) - Inedito in Italia

Angharad

5 commenti:

  1. Ti capisco, anche io l'ho trovato tremendo (ma non il peggiore che abbia mai letto, motivo per cui si è guadagnato ben due stelline).
    La cosa che mi ha colpita di più, cmq, è il geniale piano di dipingerla di grigio per sempre.
    Più la citazione da Lo Squalo e il magico momento in cui Mare - che non apprezza i libri - reagisce alla libreria come Belle quando gliela regalano.
    Perchè come fanno le lettrici ad immedesimarsi se non ama leggere?

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    1. Oh, quel piano è meraviglioso. Va a braccetto con tutta la macchinazione per darle la nuova identità. u.u
      Avevo rimosso la scena del magico momento, non ci avevo proprio fatto caso. Sarò stata troppo presa dal nervoso per tutto. XD

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  2. Come ti avevo detto non vedevo l'ora di leggere la tua recensione di questo romanzo xD
    Insomma, non ho mai avuto troppe intenzioni di leggerlo e direi che mi hai definitivamente scoraggiata. Direi che mi hai elencato una serie di buoni motivi per tenermi alla larga da questo romanzo e dedicare il mio tempo a libri migliori xD

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    1. Sono felice di averti scoraggiata. Più persone allontano da questo libro, meglio è. :D
      Ci sono libri che meritano il tuo tempo decisamente più di questo. u.u

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  3. Ma vogliamo parlare di quando il fortebraccio nel circo delle ossa scaglia il tubo che si va a conficcare completamente a caso nella pancia del tizio che le annullava i poteri?

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