martedì 15 settembre 2015

Sì alle recensioni negative

Durante la stesura di questo post, che come potete immaginare mi ha preso diversi giorni, l'argomento recensioni è divenuto un tema caldo. Amazon ha, infatti, introdotto la possibilità di commentare le recensioni. Ci tengo a precisare che non è stato il vespaio che si è sollevato dalla novità a spingermi alla presente riflessione e che l'argomento non verrà trattato perché ritenuto di interesse marginale.

Recensire significa essenzialmente commentare, offrire la propria opinione critica a proposito di un'opera. Un'opinione può essere positiva quanto negativa; questo è tautologico.
Spesso, però, mi capita di leggere decise condanne alle recensioni negative, siano esse pubblicate su blog, condivise su goodreads o altre piattaforme, non ultimo amazon. Non cito puntualmente, ma il contenuto è grosso modo questo: «Le recensioni negative sono inutili e crudeli. Che tipo di persona ha tempo da perdere nello scriverle? Perché postarle in ogni dove?»
E a me parte il tic. Sì, perché io credo nelle recensioni negative.

Da lettrice credo di aver diritto di entusiasmarmi per un romanzo, ma anche di evidenziarne i difetti e le debolezze e quindi di affermare che il libro Tal dei tali non mi è piaciuto, senza che alla mia opinione debba essere attribuita invidia, frustrazione o secondi fini come la volontà di screditare.
Da blogger, poiché è un percorso che ho scelto e che, non essendo il mio lavoro, mi garantisce assoluta libertà, penso che la sincerità sia tra le mie priorità. Quando parlo di un libro, spero che la mia opinione sia utile ad altri lettori e offra un punto di vista interessante: pertanto, ho deciso, e le altre Belle condividono la scelta, di non glissare sulle recensioni negative né di edulcorare la pillola.

Il blogger ha una responsabilità
Fermo restando che anche il lit-blogger, o il critico in genere, è un essere umano e ha pertanto una recezione personale del libro che può essere più o meno condivisa, premesse indispensabili sono il rispetto e l'educazione e, pertanto, reputo gli insulti inutili oltreché di cattivo gusto. Inoltre, credo sia evidente che non si possa considerare recensione un'opinione così espressa. Sebbene questa precisazione non sia, a mio avviso, necessaria, ho preferito farla per evitare fraintendimenti.
Mi si potrà accusare di un eccesso di serietà e, forse, mi prendo davvero troppo sul serio, ma penso che i lit-blogger abbiano una responsabilità e che, nel loro piccolo, possano contribuire a un progresso dell'editoria letteraria, migliorando la qualità delle pubblicazioni. In primo luogo, infatti, le recensioni operano un'importante valutazione distinguendo il libro mediocre dal meritevole, sconsigliando il primo e consigliando, invece, il secondo.

Sincerità e onestà: argomentare
Nel presentare e commentare un libro letto, spesso, ricorro a un piccolo espediente: mi chiedo in quali termini ne parlerei a un'amica e, partendo dalla risposta, sviluppo la mia recensione. Oltre a permettermi di superare il blocco del recensore, mi "obbliga" a essere sincera. Naturalmente, se in molte altre situazioni, è concesso fermarsi al "non mi piace", la recensione richiede l'argomentazione della propria opinione.
D'altra parte la recensione è indirizzata tanto al potenziale lettore, che deve potersi fare un'idea chiara del libro, quanto all'autore. Semplificando l'ipotetico scenario, la critica può mettere in evidenza delle debolezze ed essere spunto di riflessione.

Se non è il tuo genere, non lo leggere
Quasi tutti i lettori hanno un genere o due di preferenza, ma una predilezione non è e non deve essere un limite. Per esempio, io ho sicuramente dei generi che mi sono più congeniali, ma continuo a definirmi lettrice onnivora sottolineando così che amo variare.
Ciò non toglie che, avvicinandomi a un libro, io sia addirittura diffidente aspettandomi di non leggere una vera novità o, peggio, di trovarmi davanti a un testo illeggibile, ma questa è proprio un'altra storia.
Nelle mie letture non mi pongo limiti e mai mi permetterei di porne ad altri. La curiosità verso un genere o verso un autore, anche quando è suscitata dalla fama (positiva o negativa), deve essere incoraggiata.
«Se non è il tuo genere, non lo leggere» è solo un'imposizione, aggravata da un tentativo, assai debole, di difesa. Avete forse abbandonato il vostro genere preferito, quando vi siete imbattuti in un romanzo che proprio non vi è piaciuto?
Ebbene, per esempio, io persevero nel senso opposto: ho trovato molti libri che non mi sono piaciuti e voglio leggerne di belli. Va da sé che la sperimentazione diretta è necessaria.

Le lodi sono un incentivo, ma non aiutano a migliorarsi
Contrariamente a ogni previsione, ho fatto accenno ai libri illeggibili. Come blogger mi capita, forse più frequentemente di prima, di leggere e stroncare libri il cui problema principale è l'ortografia. Mettendo in secondo piano lo stile, la correttezza grammaticale dovrebbe essere il requisito minimo per qualsiasi testo. Eppure, non è sempre così.
Gli errori sembrano diventare del tutto trascurabili davanti a una storia che sa emozionare. Inutile dire che per noi non è così.
A prescindere dalla specificità dell'errore grammaticale, capita spesso che i difetti di un romanzo vengano messi in secondo piano, diventino irrilevanti e siano dimenticati a fronte degli aspetti positivi. Non fraintendetemi: è opportuno e doveroso riconoscere i meriti dell'autore, ma l'osservazione critica, se ben argomentata e accolta, può consentire una crescita.

Vi chiedo scusa per essermi dilungata molto e, ancora di più, per non aver saputo esaurire l'argomento, ma sentivo di dovermi esprimere a proposito. Volevo spiegare il mio sì alle recensioni negative, ricordando che nessuno vieta di mettere in dubbio la recensione negativa e di dare, invece, una possibilità al romanzo, scoprendo che ci piace e che fa proprio per noi.

Amaranth

26 commenti:

  1. Ti stimo, Am, davvero tanto. E condivido ogni parola!

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  2. Guarda, hai ragione su tutto, penso che dal momento in cui ci si metta in gioco portando la propria opera agli occhi del pubblico si deve essere consapevoli del fatto che questa può andare incontro a critiche e commenti negativi. È chiaro che da questi bisogna togliere le critiche fini a se stesse, del tipo "che schifo".
    Crocifiggere un commento negativo che metta in luce gli aspetti che non si sono trovati congeniali è un atteggiamento infantile, perché quello stesso commento può aiutare l'autore a migliorarsi. Se non si è pronti a questo non si dovrebbe proprio cominciare a pubblicare qualcosa, perché si é ancora troppo immaturi.
    Questo atteggiamento di condanna, mi dispiace dirlo perché questo mondo è in forte crescita ed è un bel mondo, io l'ho trovato spesso nelle opere autopubblicate, dove l'autore si trova a difendere con le unghia e con i denti l'intoccabilità della sua opera e ad aiutarlo trova quella nicchia di fedelissimi lettori che non gli fanno bene, perché se davvero quel romanzo ha lacune, il lettore dovrebbe farlo presente, non passarci sopra per osannare l'autore senza dargli la possibilità di migliorare e di far uscire fuori un'opera degna di tale nome.

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    1. Sebbene non manchino i casi in cui le ripicche arrivano da autori pubblicati da case editrici e, peggio ancora, da editori, è vero purtroppo che è un atteggiamento che si trova spesso tra i self e probabilmente la percentuale è maggiore proprio perché è un ambiente in crescita.
      Tra questi ci sono quelli che non hanno mai ricevuto una critica. Per questo è importante avere tatto ma, appunto, non si può fare a nessuno il torto di non migliorarsi.
      Grazie.

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  3. Sono d'accordo con quello che hai scritto... anche perché da lettrice trovo molto utili le recensioni negative, quelle che argomentano e spiegano quali sono i difetti...
    inoltre un lettore non ha opinioni solo nel caso in cui il libro lo abbia adorato... ma anche nel caso in cui l'abbia disprezzato e non capisco perché dovrebbe censurarsi o stare in silenzio... sinceramente a volte mi fa anche arrabbiare che alcuni libri, che trovo davvero miseri, non abbiano nessuna recensione negativa perché poi penso di essere l'unica che non l'ha apprezzato... anche perché secondo me i confronti più utili sono quelli fra persone che hanno opinioni diverse...

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    1. E io sono d'accordo con te: i confronti più utili sono quelli fra persone che hanno opinioni diverse. C'è da considerare che non sempre il confronto è possibile, ma anche così è utile al lettore poter confrontare opinioni diverse tra loro.
      Comunque capita spesso anche a noi di non trovare recensioni che si avvicinino anche solo un po' alla nostra esperienza di lettura...

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  4. D'accordo al 100%. E soprattutto, per quanto riguarda questo punto: «Se non è il tuo genere, non lo leggere» è solo un'imposizione, aggravata da un tentativo, assai debole, di difesa. Brava, non avrei potuto esprimerlo in modo migliore. Mi capita spesso di leggere in giro queste affermazioni, anche da parte di blogger. Questa frase per me non ha alcun senso perché io, da lettrice accanita, ho sicuramente i miei generi preferiti, ma amo leggere di tutto. Quindi, se non è il mio genere ma mi ispira, lo leggo lo stesso. E se mi fa schifo spiego perché mi ha fatto schifo. Ma non esiste che io non debba leggere un romanzo perché non è tra i miei generi preferiti, e il fatto che non mi piaccia magari non è collegato al genere, ma ad altre cose. Che saranno poi motivate in una recensione. Recensione che può essere ironica fin che voglio, l'importante è, come dici tu, che ci sia rispetto ed educazione. Ma il sarcasmo non me lo toglie nessuno, e se a qualcuno non sta bene affari suoi. Io dico #sìallerecensioninegative e #SeUnLibroFaSchifoLoDico, e stop. Bellissimo post comunque, e ottimo argomento. Trovo che esprimere sinceramente le proprie opinioni sia la cosa giusta.

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    1. Anche lettori "comuni" condividono spesso l'idea che ognuno debba rimanere tra il libri del genere di preferenza, ma personalmente sono i blogger che mi lasciano più sconvolta: leggere è una mia scelta e leggo ciò che mi pare.
      L'argomento non è nuovo e nemmeno io esprimo delle novità in merito, ma ogni tanto bisogna ribadire il concetto.

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  5. Mi sembra più che logico. Sopratutto se la recensione negativa è ben argomentata.
    Si trovano recensioni negative di due righe, mentre quelle davvero ben scritte a volte sono più utili di una positiva. Mettono in luce molti aspetti che altri lettori non hanno visto.
    Per giunta a volte mi sono trovata a far la pecora nera per libri come "Fire" o "Albion", che io non ho gradito affatto.
    Anche il fatto del genere è una cosa assurda. Io adoro i fantasy, quindi secondo alcuni dovrei leggere solo quelli. Che poi anche lì, pur essendo il mio genere favorito, non concendo facilmente una recensione positiva.

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    1. Sono cattiva e drastica: non si possono scrivere recensioni in due righe. Io sono eccessivamente prolissa, ma a meno di non saper fare un'eccellente sintesi, mi sembra impossibile poter argomentare così in breve.
      Con il genere di preferenza, spesso, si diventa ancora più severi: mi sembra piuttosto normale, no? Non è possibile entusiasmarsi per tutto ed è, invece, giusto poter leggere ed esprimersi liberamente.

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  6. Vi do pienamente ragione su tutto. Valuto questo argomento da parecchio tempo da vari punti di vista. Da blogger so, come hai detto tu Amaranth, di avere una responsabilità di essere sopratutto sincera, da lettrice che legge recensioni di altri voglio assoluta sincerità se no mi sentirei presa in giro e da autrice, vorrei un'onesta opinione per migliorarmi e rivedere gli errori. Vedo però che non è sempre così purtroppo. Per carità, i gusti sono gusti ma vedo gente che fa recensioni fasulle (non mi sembra possibile che non ci sia un libro che non gli piace e che valuta tutti con voti alti) e questo non mi va affatto bene dal mio punto di vista da lettrice. Se voglio leggere un libro desidero leggere opinioni per farmi un idea della lettura invece alcune volte mi ritrovo a dare un'occhiata a recensioni fatte per far contento lo scrittore o perchè hanno paura di gente maligna che non hanno niente di meglio da fare che puntare il dito contro alla sincerità. Sì, purtroppo è vero che c'è gente, anche molti autori, che screditano le recensioni negative (fatte bene e con chiarezza, senza offese gratuite) per invidia o perchè danneggia il loro ego smisurato (alcuni si credono la Rowling) quando dovrebbero essere grati di qualunque opinione, scritta ovviamente con educazione e il dovuto rispetto. Se non volevano opinioni in merito alle loro opere, tenevano i loro lavori nel cassetto ben sigillato. Per farla breve, dico anch'io sì alle recensioni negative, se fatte in un certo modo, e sì a tutto ciò che hai scritto, Amaranth.

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    1. Non mi ci sono soffermata nel post, perché probabilmente avrei dovuto dividerlo in più parti. Sinceramente non volevo nemmeno rischiare fraintendimenti in una riflessione che non vuole attaccare nessuno, ma piuttosto "esaltare" e ricordare un nostro diritto/dovere.
      Il punto è che le recensioni negative, sebbene richiamino molti utenti e quindi portino un certo numero di visualizzazioni, sono scomode non solo per autori ed editori, ma anche per chi le scrive. Bisogna essere pronti a rinnovare le argomentazioni, a difendersi, ma spesso bisogna far conti con eventuali perdite, soprattutto se si viene screditati o se si perdono collaborazioni. Una recensione positiva, inoltre, incontra una più facile diffusione.
      Credo che questo non sia secondario parlando di "recensioni fasulle".
      Ti ringrazio.

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  7. Condivido questa tua riflessione, Amaranth. Un fenomeno diffuso che mi è capitato purtroppo di riscontrare spesso è la disonestà intellettuale. Come lettrice ma soprattutto come blogger, mi sento in dovere di esternare sinceramente il mio parere, positivo o negativo che sia, su ciò che leggo, circostanza che trovo spesso non imitata perché si preferisce essere disonesti in cambio di trattamenti preferenziali da parte delle CE. Posso anche sbagliarmi ma mi sembra alquanto strana la fortuna che alcuni hanno di trovare tutti libri bellissimi ed edificanti a cui attribuire il massimo e non è una questione di genere.

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    1. Trovo che sia una fortuna alquanto strana anch'io o, quanto meno, che sia particolarmente sfacciata. In realtà, spesso penso che ci sia anche una carente capacità critica ed è piuttosto demoralizzante.

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  8. ogni lettore ha il sacrosanto diritto di esprimere il proprio onesto parere sul libro letto, positivo o negativo o tiepido che sia, e un blogger - che lo fa per passione e ci crede - lo DEVE fare ancor di più (l'ONESTA' non è un optional, ma un dovere prima di tutto verso se stessi, e poi verso chi ci legge :) )

    Io non mi tiro indietro dal dare commenti negativi su un libro, anche se per pigrizia non vado spessissimo a commentare ovunque sia possibile farlo, al max anobii (fatta eccezione per il mio blog o per quelli che seguo)

    Detto questo, se è vero che chi ha un parere negativo su un libro - anche osannato dalla maggioranza - ha il diritto di esprimerlo, è pur vero che io non comprendo molto quei lettori che però poi si esprimono in modo eccessivamente drastico, fino ad essere cafoni o maleducati: un libro può non piacere, può essere scialbo o scritto male..., ma chi l'ha scritto e pubblicato non merita insulti o pareri troppo sgradevoli, come invece non di rado ho letto.
    Quindi, il libro si critica in bene o in male, ma non c'è bisogno - SECONDO ME s'intende -, di bollare lo scrittore come una capra ignorante cui conviene abbandonare il sogno di scrivere ;)
    piuttosto, viva l'incoraggiamento intelligente!

    post interessante!! ;)))

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    1. L'incoraggiamento può essere difficile in alcune situazioni, ma la maleducazione è inammissibile. Si recensisce il libro, non la persona che vi è dietro: nessuno ha il diritto di farlo.
      Grazie anche per il tuo contributo :)

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  9. Fi-nal-men-te! Da lettrice dico grazie a chi ha il coraggio di scrivere recensioni negative. E la parola non è usata a caso: ci vuole davvero "coraggio" perché sembra proprio che uno rischi di trovarsi la macchina strisciata dai fans o addirittura dallo scrittore stesso. Certo è che le cose vanno motivate con garbo: chi scrive ha comunque deciso di mettersi in discussione e per questo va rispettato. Dette queste, che infondo sono banalità, vorrei sottolineare che a volte il lettore può essere incuriosito dal fatto che un libro possa ricevere pareri contrastanti: per esempio, sono curiosa di leggere "after" proprio perché ci sono recensori che lo hanno amato e recensori che lo hanno disprezzato.
    Senza recensioni negative, lo stesso sistema di attribuzione delle stelle non ha senso. La maggior parte dei libri ha tre o più stelle. Anche guardando il numero di persone che hanno recensito, non si riesce a discriminare se un libro sia veramente piaciuto o meno. Poi mi rendo conto che per dare un parere negativo bisogna avere le idee chiare (ma francamente anche quando si osanna), e saperle esprimere al meglio.

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    1. Grazie, Michela. Ti ringrazio per aver puntualizzato che le opinioni contrastanti possono suscitare interesse e, quindi, ben vengano e, soprattutto, per aver osservato che non avrebbe senso avere un sistema di valutazione senza recensioni negative.

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  10. Sono pienamente d'accordo con te. Io quando devo dire che un libro non mi è piaciuto lo dico, non mi faccio troppi problemi. Guai poi se ci sono errori grammaticali o se l'edizione sembra stata fatta da un cobra ubriaco, ma comunque non insulto mai la persona dello scrittore, quello non mi sembra giusto. Non conoscevo questa novità di Amazon.

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    1. La novità di Amazon ha animato un po' la scorsa settimana e l'inizio di questa in alcuni dibattiti. Immagino che tu possa intuire facilmente che per alcuni si tratta di una possibilità che darà solo spazio ulteriore alle polemiche e alle piccole guerre contro l'opinione negativa.
      Tornando alle recensioni, è chiaro che il rispetto è fondamentale: la maleducazione e la sgarbatezza indeboliscono l'opinione.

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  11. È la prima volta che capito sul tuo blog, e queste tue parole mi hanno colpita molto: è questo lo spirito di un blogger che si occupa di recensioni! Sono una comics blogger che tanto lontana dalla book blogger non è ...leggo un'opera e la valuto onestamente sotto ogni aspetto, perché voglio mettere in gioco la mia onesta opinione per puro piacere di condividere con altre persone il mio interesse ...e magari chissà, essere d'aiuto a qualcuno!
    Poi se qualcuno pubblica qualcosa si mette automaticamente in gioco e non deve aspettarsi che sia tutto rose e fiori, i punti di debolezza che mettiamo alla luce possono aiutare l'autore in futuro.
    Ti sei aggiudicata una nuova follower :D

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    1. Grazie e benvenuta!
      I nostri ambienti non sono così lontani, in effetti, e proprio perché c'è la nostra passione alla base, l'onestà ci consente di farla crescere. :)

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  12. Concordo in pieno con questo post!
    Tempo fa mi era capitato di leggere un commento di un'autrice riguardo le recensioni negative sui suoi libri dicendo che erano state scritte per cattiveria e per invidia, e lì le persone a commentare dicendo che aveva ragione e che le recensioni, positive o negative che fossero, erano completamente inutili e che non influenzavano minimamente il mercato. Stavo per avere un mancamento!
    Le recensioni, se ben scritte, sono importanti quanto per i lettori che per gli autori, perché ai primi li può aiutare nella scelta o nella discussione agli altri invece una recensione aiuta a migliorare. Le recensioni non sono offese alla persona, ne tanto meno al libro, quanto piuttosto delle linee guida. Detto questo direi che ciò che fanno i lit-blog è parecchio sottovalutato e che siamo una fonte che potrebbe essere meglio utilizzata sia dagli scrittori che dalle case editrici.

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    1. Supponendo anche che una recensione non abbia alcuna influenza sul mercato (ma basta poco per comprendere che non è una situazione verosimile), dovrebbe gratificare o tornare in altro modo utile proprio all'autore. Spesso mi sono imbattuta in discussioni accese a proposito di recensioni sicuramente false, scritte da persone invidiose e ogni volta mi sono chiesta perché, quand'anche vi fossero commenti tanto scorretti, non ci sia quasi mai la volontà di mettere in dubbio il proprio operato.
      Il nostro contributo è, in effetti, sottovalutato, ma penso anche da parte di molti ci siano spesso grandi pretese, poca capacità di critica (e autocritica). Più in generale molti atteggiamenti non mettono in una luce positiva il lavoro dei lit-blogger, ma questa è (quasi) un'altra storia.

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  13. Considerami in piedi ad applaudirti. Non posso essere più d'accordo! Preferisco una schietta verità ad un'edulcolorata bugia. Su questo argomento ho affrontato un sacco di discussioni. Ho sempre sostenuto fermamente il mio diritto di recensire negativamente un libro, o film che sia. Ho avuto occasione di poter parlare con dei critici professionisti in campo cinematografico e mi duole dover riportare che le recensioni sul web, ma in particolar modo le recensioni negative, vengano viste da questi professionisti come sinonimo di scarsa qualità di pensiero. Ho sentito dire delle assurdità come ad esempio il consiglio di censurare la propria opinione in caso di parere negativo adducendo come motivazione la scarsa influenza che il proprio pensiero avrebbe nel "mondo commerciale" di tale prodotto. Parafrasando il discorso si sono autodefiniti mercenari al soldo di un introito economico. Io personalmente ne sono rimasta sconvolta e dissento completamente perchè in primis credo nella libertà di pensiero, in secondo luogo nel rispetto verso chi ci legge e terzo non sono solita "prezzare" le mie opinioni. Sul mio blog spesso capita che i pareri sui libri siano negativi, perchè sono molto critica e passo al setaccio ogni aspetto del romanzo. Non ho paura a dire che un libro non mi è piaciuto e sinceramente non saprei nemmeno mentire perché sono solita motivare le mie opinioni, dunque non saprei proprio come celare un disappunto. Trovo meno credibile una persona che esprime solo lodi e pareri positivi rispetto a chi, invece, non si nasconde dietro alle facciate buoniste. Considero insensato, e anche un po' ipocrita, chi si batte contro le recensioni negative perché in fondo si sta giudicando un prodotto secondo opinioni personali che, per quanto mi riguarda, vengono sempre motivate, non si tratta di certo di offese personali o di accuse campate per aria. Posso soltanto comprendere, e non biasimare, l'offesa dell'autore, perché è ovvio che a nessuno piaccia vedere criticata negativamente la propria opera, ma trovo estremamente ridicolo, invece, chi si scaglia a priori contro le recensioni negative, dichiarando che è meglio mettere in luce solo gli aspetti positivi di un prodotto. Io lo trovo un atteggiamento un po' paraculo (se mi permetti la parola) e, per quanto mi riguarda, non lo farò mai finché avrò uno spazio in cui esprimere la mia.

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    1. Leggere la tua testimonianza mi lascia amereggiata. Mi sembra quasi ovvio che anch'io dissento dall'idea di questi critici professionisti. Credo che sia assurdo pensare che le recensioni negative abbiano poca influenza a livello commerciale, ma forse è vero nella misura in cui il creatore dell'oggetto recensito riesce a fare terra bruciata intorno al critico. Continuo a diffidare di questa idea. Quanto alla scarsa qualità del pensiero, con le ovvie eccezioni, sono convinta che sia esattamente il contrario e niente, rido sonoramente. Non sono contraria alla retribuzione economica, quando si tratta della critica di un professionista, ma come osservava Michela più su, che senso avrebbero le recensioni se fossero tutte positive? Non solo mi delude moltissimo pensare che molte opinioni siano state comprate per essere "entusiaste". No, non mi trovano d'accordo.
      Ti concedo di usare la parola "paraculo": è efficace.
      Ti ringrazio davvero per averci raccontato la tua esperienza e la tua opinione in proposito.

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