giovedì 6 agosto 2015

Drama Fever: Sungkyunkwan Scandal

È un periodo in cui sono particolarmente fissata con i drama, quindi invece di finire le recensioni iniziate mi sono tuffata in questo post.

Sono reduce dall’essermi sparata 16 episodi in tre giorni di Bride of the century (e solo perché nel mezzo dovevo mangiare, studiare e dormire, avrei potuto metterci meno) e ora sono totalmente presa da Sungkyunkwan Scandal (sì, non riesco a pronunciarlo, non siete i soli), a cui ho deciso di dedicare questo post.



Si parte da un espediente piuttosto amato nei drama: la fanciulla protagonista si finge uomo per i più disparati motivi.
La novità è che qui è inserito in un’ambientazione storica: siamo nell’era Joseon e in particolare circa a fine ‘700, epoca in cui le donne non potevano far altro che sposarsi o diventare concubine o gisaeng (le “geisha” coreane). Era impensabile che ricevessero un’educazione o che lavorassero. Per questo Kim Yoon Hee, la nostra protagonista (interpretata da Park Min Young), dopo la morte del padre avvenuta quando aveva dodici anni, si trova in difficoltà nel dover mantenere la famiglia e curare il fratello minore malato.

Per pagare i debiti dovuti a un prestito per le cure, si traveste da uomo e prende il nome del fratello (letteralmente, visto che hanno una versione antiquata di una carta d’identità: un pezzo di legno con inciso il nome), Kim Yoon Shik, con cui verrà conosciuta per gran parte del drama dagli altri personaggi.
Quando poi il Ministro della Guerra, a cui deve i soldi, decide che deve restituire tutti i soldi con gli interessi entro tre giorni, altrimenti la prenderà come concubina, Kim Yoon Hee decide di scendere a patti con la sua integrità morale e accetta di fare l’esame di ammissione a Sungkyunkwan, rinomata università, al posto di uno studente poco brillante che desidera entrarvi.

Per uno scambio di identità, però, sbaglia a riconoscere l’obiettivo e tenta di vendere le soluzioni dell’esame allo studente più ligio alle regole e onesto di tutto il Joseon, Lee Seon Joon (Micky Yoochun componente degli JYJ), che dopo aver assistito a tutti gli altri imbrogli in atto intorno a sé, decide di rivelare a gran voce tutto causando un fuggi fuggi generale.
Ovviamente, lei per vari motivi, che non vi svelo perché altrimenti dovrei raccontarvi l’intera prima puntata, entrerà a Sungkyunkwan e avranno inizio vicende esilaranti, a cui si aggiungeranno anche intrecci più drammatici. Non mancano, infatti, intrighi politici e questioni irrisolte legate al passato dei protagonisti.

Sungkyunkwan Scandal è decisamente un drama che è entrato nella mia rosa dei preferiti. In parte per l’ambientazione storica che mi ha piuttosto affascinata (dovrò cercare altri drama simili) e in parte perché la protagonista non è inetta come in molti drama. Di solito le ragazze sono o svampite molto dolci e con un gran cuore che tutti (tranne i cattivi) amano, oppure sono delle virago che vuoi asfaltare. Questa volta Kim Yoon Hee si allontana un po’ dal seminato, rimane comunque una ragazza che è benvoluta, ma più che altro perché alla bontà aggiunge anche sale in zucca e molta inventiva. D’altronde non poteva essere da meno se doveva fingersi uomo in un’epoca in cui la pena per tale inganno era la morte.

Molto carina la dinamica che si viene a creare tra Kim Yoon Hee e Lee Seon Joon, che all’inizio parte come amicizia e cameratismo, per poi trasformarsi in tutt’altro mandando così in crisi il povero Sun Joon che si crede innamorato di un uomo (le risate sono assicurate).
Altro punto a favore sono stati gli altri personaggi principali: Moon Jae Shin (Yoo Ah In) e Goo Yong Ha (Song Joong Ki).
Moon Jae Shin è soprannominato Cavallo Pazzo, perché è un po’ il ribelle della scuola, il ragazzo imprevedibile. Non segue le lezioni, è stato rimandato più volte ed è molto impulsivo. È il ragazzo burbero dal cuore d’oro, che rivelerà il suo lato tenero, ovviamente, e non mancherà di fare breccia nei cuori delle spettatrici. Tra l’altro lui e Lee Seon Joon sono i compagni di stanza della protagonista e… beh, le creerà non pochi problemi la situazione.

Moon Jae Shin in uno dei suoi rari momenti di ilarità

Goo Yong Ha, invece, è definito Yeorim, ovvero l’Uomo delle Signore. È un dongiovanni, il cui unico interesse è riuscire a divertirsi, anche a spese altrui. Ha modi molto raffinati, un’ossessione non indifferente per gli abiti, un intelletto vivace e un sorrisino strafottente che mi ha fatta capitolare. Ci ho messo un po’, perché all’inizio mette i bastoni tra le ruote a Kim Yoon Hee e volevo prenderlo a schiaffi. È il primo a intuire subito che Yoon Hee non è chi dice di essere e per la sola soddisfazione di scoprirlo ne combinerà tante. Migliora, però. O meglio, lo si conosce per bene e… si cade vittima dei suoi sorrisi, delle sue espressioni e dei suoi occhiolini.

I tre ragazzi sono il vero motivo per cui dovreste guardare questo drama. Nah, non è vero, ma sono comunque un buon motivo per farlo.
Insomma, intrighi politici, equivoci, abiti coreani del ‘700… cosa volete di più?
Avrete capito che è un drama assolutamente consigliato e che, come al solito, costringe quasi a farsi la tirata, perché si divertono a fare terminare le puntate con i vari disastri o scene clou.
La dura vita delle amanti di drama è costellata di cliffhanger.

Angharad

2 commenti:

  1. Anche a me Sungkyunkwan Scandal piacque molto quando lo vidi, soprattutto per l'ambientazione all'interno dell'università! Certo, si sono concessi un bel po' di libertà storiche, ma noi facciamo finta di niente XD

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    1. Sono una pessima persona... mi ero persa questo commento. Chiedo perdono!
      Il drama è davvero molto carino e divertente. :3 Eeeh, immaginavo che storicamente non fosse proprio accurato, ecco. XD Però, ci sorvoliamo, sono così carini che possiamo perdonarglielo. XD

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