giovedì 21 maggio 2015

Il circo della notte

Erin Morgenstern

Non ho rimandato consapevolmente questo momento: impegni vari mi hanno fornito un'ottima scusa per continuare a procrastinare. Oggi, però, ho deciso di farmi coraggio e di provarci sperando di essere almeno un po' all'altezza del romanzo di cui vi parlerò.
Potrei girarci ancora un po' attorno spiegandovi quanto volessi leggere Il circo della notte (ragione per cui non ho potuto trattenermi quando Anncleire ha organizzato la Read Along) e quanto tempo ci ho messo ha terminarlo, a dispetto delle mie aspettative e del mio entusiasmo.

Titolo: Il circo della notte
Titolo originale: The Night Circus
Autore: Erin Morgenstern
Traduttore: Marinella Magrì
Editore: Rizzoli
Prima edizione italiana: 11 gennaio 2012
Prima edizione: Doubleday - 13 settembre 2011
Pagine: 458
Prezzo: Rigido - € 18,50
Link d'acquisto

Vi invito a diffidare di qualsiasi trama vi venga proposta, da quella nella quarta di copertina alla mia: nessuna è davvero in grado di rendere giustizia al romanzo di esordio di Erin Morgenstern.
Raccontarvi la storia, individuare univocamente dei protagonisti è impresa che mi risulta impossibile: come un labirinto di specchi, come scatole cinesi, Il circo della notte custodisce più storie e queste hanno il potere di moltiplicarsi a ogni lettura.
Vi potrei dire, per esempio, che siete voi i protagonisti di questo romanzo. Ciascun lettore viene, infatti, preso per mano e guidato all'interno del circo. Si tratta di una visita notturna o forse più di una: è difficile percepire lo scorrere del tempo e il circo è immenso e magico.
In altre pagine, però, il Lettore viene messo in disparte: assiste al dipanarsi della storia, ma è uno spettatore inerme. Può osservare lo spettacolo, ma non può muoversi né intervenire. Al centro della scena ci sono due illusionisti, rappresentanti di scuole di pensiero e pratica opposte: Prospero L'Incantatore e l'uomo in grigio.
Tanto quest'ultimo è misterioso e rifugge le luci degli spalti, tanto Prospero le ricerca: è così che mette alla prova la sua abilità. Prospero crea l'illusione della magia usando vera magia. I due illusionisti si rincontrano dopo molti anni proprio in un teatro: Prospero ha trovato un nuovo talento da preparare e non può perdere l'occasione di lanciare la sfida all'uomo in grigio. Troverà anche lui un giocatore e lo preparerà. I due avversari si batteranno in un territorio neutrale e la sfida avverrà in pubblico.
Pochi anni dopo i protagonisti sono diversi cambiati. A la maison Lefèvre si tiene una delle tradizionali e stravaganti Cene di Mezzanotte di Chandresh. L'uomo ha in mente un nuovo progetto: un circo, che sia anche più di un circo, in realtà: un circo come nessuno lo ha mai visto. Non un solo enorme tendone, bensì una moltitudine di tendoni, ognuno con una particolare attrazione. Nessun elefante o clown. No, qualcosa di molto più raffinato. Niente luoghi comuni. Questo circo sarà diverso, regalerà un'esperienza unica, il piacere dei sensi. Teatralità priva di teatro, uno spettacolo totalizzante.
Il circo nasce e Celia Bowen, la figlia e al contempo giocatrice di Prospero (nonché Hector Bowen), ne diventa una delle stelle. In breve Celia scopre che il circo è lo spazio in cui avrà luogo la sfida, ma tra lei e il suo avversario, prima ancora che i due riescano a identificarsi, si instaura un legame molto forte che finisce con l'alimentare il circo stesso. A ogni mossa e contromossa il circo cresce e si espande e il Lettore, tornato improvvisamente protagonista, può scoprire un tendone nuovo e immergersi in un'inaspettata illusione.
A questo punto, dunque, non si può che riconoscere che il Circo dei Sogni (le Cirque des Revês) ha un ruolo fondamentale all'interno del romanzo tanto da avere una propria storia della quale è esso stesso il personaggio principale.
Il Circo dei Sogni apre a mezzanotte e chiude all'aurora. Dopo qualche serata i tendoni spariscono così come erano comparsi, lasciando i visitatori orfani. È quanto accade a Bailey.
Bailey, i cui occhi sono proprio come quelli del Lettore, scopre subito che il Circo è un luogo da esplorare senza arrivare mai a conoscerlo e comprenderlo tutto.

Se solo i genitori glielo avessero permesso, Bailey ci avrebbe trascorso la notte, talmente tanti erano i tendoni da esplorare. Invece è stato spedito a casa a dormire dopo pochissime ore, consolato dalla promessa di poterlo visitare ancora il prossimo fine settimana, nonostante l'ansia procurata dal ricordo di quanto in fretta il circo fosse svanito la volta precedente.

La storyline di Bailey si intreccia ben presto con quella di altri due personaggi, i due co-protagonisti di questo nuova narrazione: i gemelli Poppet e Wigdet.
Non spetta a me definire il loro ruolo né mi è concesso dar spazio ai personaggi secondari che Il Circo della Notte e le sue storie coinvolgono, anche se ognuno meriterebbe di essere menzionato perché non meno importante degli altri.
Tra tutti, però, non posso evitare di nominare l'avversario di Celia. Avrete intuito dal mio accenno, il rapporto tra i due giocatori diventerà molto importante e speciale tanto da spingere a parlare di storia d'amore. La storia d'amore (inutile nasconderlo, dal momento che è denunciata in ogni dove) c'è, ma trovo che sia limitante per definire il romanzo della Morgenstern. D'altra parte devo ammettere che proprio in questa storia d'amore ho trovato una leggera debolezza, una piccola incrinatura in un disegno di fragili equilibri.
La complessità dell'intreccio narrativo è tale da spiazzare, quasi confondere: e una mente confusa, si sa, è più facile da manipolare. La Morgenstern diventa incantatrice e, intrecciando passato e presente, invita a sognare e a restare ammaliati. Potenti ed evocative sono le descrizioni dei tendoni, degli spettacoli e delle creazioni ospitate.
In ogni pagina ha nascosto una sorpresa e, se il finale giunge all'improvviso, è forse perché «il circo giunge inaspettato».

Il mio voto

4 specchi e mezzo

Amaranth

6 commenti:

  1. Una bella recensione Am, eri proprio ispirata mi sa! :D
    Del romanzo della Morgenstern ho sentito solo pareri entusiastici, ma tuttavia a me continua a non incuriosire. Okay, forse un pochino, però non sono ancora del tutto convinta... sarà che "il circo" non è qualcosa che mi piace a prescindere...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! Sa anche a me: ero partita con l'idea di non poter scrivere nulla >.<
      Non sono una fan sfegatata del circo, ma ci sono aspetti che mi piacciono. Il romanzo in sé è magico e va un po' oltre... Forse semplicemente, non è il momento e/o non fa per te. Capita: in fondo, i libri ci devono chiamare ;)

      Elimina
  2. Al solito, faccio la voce fuori dal coro: non mi è piaciuto, forse perché come dici tu ha una struttura più complessa di quel che appare e le storie dentro le storie possono confondere o annoiare. A me è successo. Sono content però che a te sia piaciuto :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie ^^ In realtà ho letto opinioni simili alle tue e probabilmente è uno di quei romanzi che piacciono oppure no. Basta confrontare le nostre esperienze: le cose che a te non sono piaciute e ti hanno annoiato, a me hanno entusiasmato. Succede anche questo ed è il bello della lettura.

      Elimina
  3. Sono contenta di sapere che anche a te questo romanzo è piaciuto.
    La Morgenstern ha costruito una storia unica nel suo genere, un sogno, magia pura.
    Sono d'accordo con te soprattutto quando dici che questo romanzo non può ridursi alla storia d'amore. Certo, l'aspetto romance c'è e non può essere ignorato, ma rispetto a tutto il resto è solo una parte della storia. Questo romanzo è tutto da scoprire!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come capita spesso, la quarta di copertina punta tutto sulla love story, ma è così limitante, specie se penso che, per quanto romantica, non è uno dei punti di forza del romanzo.
      E davvero: è un romanzo tutto da scoprire ♥

      Elimina

Grazie per averci visitato ♥
Se ti è piaciuto, ma anche se non ti è piaciuto, quello che hai letto, lasciaci un tuo commento: per noi è importante conoscere la tua opinione. Leggerti è sempre un piacere.