lunedì 27 aprile 2015

The Program

Suzanne Young

NELLE ULTIME VENTIQUATTR'ORE TI SEI SENTITO SOLO OPPURE ANGOSCIATO?

[...]
NO.

Non è vero: tutti proviamo solitudine e ci sentiamo travolti dagli eventi. A volte penso di essere in grado di provare altro. Ma so come funziona il sistema, so cosa può succedere se do la risposta sbagliata.[...]

UNA PERSONA A CUI VOLEVI BENE SI È SUICIDATA?

SÌ.


Titolo: The Program
Titolo originale: The Program
Autore: Suzanne Young
Traduttore: Ilaria Katerinov
Editore: De Agostini
Prima edizione italiana: 28 aprile 2015
Prima edizione: Simon Pulse - 30 aprile 2013
Pagine: 400
Prezzo: Rigida - € 14,90; ebook - € 7,99

Da quasi quattro anni, in America, il suicidio tra gli adolescenti è stato dichiarato epidemia nazionale: da un giorno all'altro, sempre più ragazzi hanno iniziato a togliersi la vita. Nonostante le numerose supposizioni volte a spiegare il fenomeno, gli psicologi sostengono che il suicidio sia un contagio comportamentale.

È come in quel vecchio adagio: «Se tutti i tuoi amici si buttassero giù da un ponte, salteresti anche tu?»
A quanto pare la risposta è sì.


Per combattere l'epidemia è stato messo a punto il Programma, un sistema che monitora gli adolescenti, rilevando tutti i cambiamenti d'umore e di comportamento. Se si sospetta il contagio, sono gli insegnanti e persino i familiari a chiamare gli istruttori, gli operatori del Programma.
Una volta prelevato, l'adolescente viene introdotto in un ambiente protetto e sottoposto alla cura.
Questo è stato il destino che è toccato a Lacey, la migliore amica di Sloane. E Sloane sa che, una volta terminata la terapia, non si ricorderà più di lei: ogni ricordo potenzialmente pericoloso viene estirpato dalla mente dell'adolescente.
Sloane non vuole essere svuotata, ma fortunatamente, nonostante il suicidio del fratello Brady non è rimasta sola: c'è James. Che la sostiene. Che l'aspetta sempre.
Nascosti nella palestra in disuso della scuola (la competizione sportiva crea uno stress eccessivo per gli adolescenti), fermi in auto in una strada di campagna, Sloane e James si concedono di essere loro stessi. Smettono di indossare le maschere e danno spazio ai loro sentimenti: il Programma, è evidente, nega anche il diritto di elaborare il dolore perché il dolore può diventare depressione.
Sloane è tenuta sott'osservazione: troppe persone intorno a lei si sono ammalate e viene considerata un soggetto a rischio. Quando anche James si ammala e viene portato via dagli istruttori, Sloane sa che il suo tempo è contato.

Dandola vinta alla stanchezza, ho cercato per giorni di raccogliere le idee per parlarvi adeguatamente di The Program, romanzo che ho letto con grande piacere.
Ogni momento libero è diventato l'occasione giusto per ritornare alle pagine della Young e scoprire cosa ne sarebbe stato di Sloane e James.
Sebbene lo abbia già consigliato a diverse amiche, il mio entusiasmo per questo romanzo è frenato dalla mia usuale diffidenza verso l'evoluzione che la storia potrebbe avere nei prossimi libri della serie. Proprio perché le potenzialità sono grandi, non riesco a non temere scivoloni.
D'altra parte, e lo dico subito, The Program si chiude con un cliffhanger, consuetudine ormai consolidata per le serie.
Non è poi così difficile rintracciare nelle distopie elementi che non sono poi così lontani dalla nostra realtà. Nell'opera della Young, invece, sono meno evidenti, anche se cogliere la nota stonata non richiede particolari abilità.
The Program è il nome della cura messa a punto per frenare l'epidemia che colpisce sempre più adolescenti portandoli al suicidio.

Mi interrogo sul futuro: che genere di persone ci sarà su questo pianeta tra vent'anni? Persone che non avranno mai vissuto l'adolescenza, perché quei ricordi saranno stati cancellati. Saranno ingenui? Vuoti?

Sloane non vuole essere, in qualche modo, resettata: teme che insieme con i ricordi dolorosi e traumatici anche la sua personalità venga estirpata e con essa le persone che ama. Evitare il programma, però, non è semplice: i ragazzi sono costantemente monitorati e questo impedisce loro di vivere persino le emozioni che, seppur amplificate, caratterizzano l'adolescenza e consentono la formazione di ciascun individuo.
Una volta di più, gli adulti diventano i nemici da cui guardarsi, da temere ed è proprio Sloane a dare voce alla paura e alla frustrazione verso i sentimenti cupi che è costretta a celare dietro un sorriso.
La prima parte del romanzo può risultare più lenta: Sloane si sofferma su molti particolari. Narrando la propria quotidianità, permette al lettore di comprendere a fondo il programma e la cura, facendo sì che, seppur con sconcerto, si riesca a cogliere il punto di vista di un adulto e soprattutto di un genitore.
Allo stesso tempo, grazie alla semplicità dello stile, all'idea di base interessante e alla storia d'amore che è sempre più incalzante, il lettore ha modo di conoscere i personaggi principali da Sloane al fratello Brady, da James al miglior amico Miller.
In prima persona e al presente, aiutando così il lettore a immedesimarsi, Sloane racconta come l'epidemia e la cura abbiano trasformato la sua vita in una farsa, in una sorta di resistenza.
Ogni giorno è una lotta e James, il suo ragazzo, è l'unico raggio di sole che la illumina e le dà forza per andare avanti. Se è facile conoscere Sloane e farsi un'idea di lei e della sua tenacia ben più chiara di quella che ha la stessa protagonista, di James non ci sono che le parole di Sloane. Parole che tratteggiano un ragazzo d'oro e fanno vivere i ricordi più lontani.
Il loro amore è un elemento centrale nel romanzo della Young: intorno a esso si costruisce l'intera narrazione, della quale diventa persino motore.
Vorrei consigliarlo in particolare a chi, pur leggendo soprattutto storie d'amore, vorrebbe sperimentare un genere diverso. In The Program troverete l'atmosfera angosciante delle distopie, ma anche un amore forte che sa parlare solo con i verbi all'infinito.
Come ho preannunciato, The Program è stata una lettura emozionante, che mi ha sorpresa piacevolmente. Nonostante il tema centrale, quello dei suicidi, sia piuttosto importante e angosciante, non manca di stimolare riflessioni e di esaltare sentimenti positivi, quali l'amore e l'amicizia, ma ancora di più la pulsione alla vita.

Il mio voto

4 specchi

Amaranth

10 commenti:

  1. Ciao Am :)
    Ho il libro in lettura giusto in questi giorni e dalle premesse mi sento incoraggiata a continuarlo. Ovviamente la tua recensione mi ha incuriosita ancora di più!
    Ti farò sapere presto il mio parere :3

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    1. Ciao, tesoro! ♥
      Mi fa piacere che le nostre letture siano così vicine, spero di leggere presto la tua opinione :3

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  2. Mmm... non so: la tua recensione è molto bella, ma temo ancora che non sia un libro del tutto adatto a me! :)
    Ci farò un pensierino, però! ;D

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    1. Non saprei, Sophie. Sicuramente è un romanzo con qualche limite, onestamente (e credo di averlo spiegato) il mio entusiasmo è un po' raffreddato dalle mille possibilità che si prospettano per il seguito. In ogni caso ho trovato questa lettura molto piacevole e spero che possa essere lo stesso per te. ;)

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  3. All'inizio lo snobbavo senza pietà, ma più il tempo passa e più la mia idea cambia... adesso mi ispira parecchio e credo proprio che cercherò di procurarmelo al più presto!!! :)
    Complimenti per la recensione :)

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    1. Lo schema è molto simile a quello di altri romanzi YA e, in effetti, sulle prime non sembrerebbe portare nulla di nuovo sotto il sole, ma la lettura si rivela davvero coinvolgente. Aspetto tue news!
      Grazie :*

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  4. L'aveva iniziato Giu ma poi è passata a Reflections...io sono molto curiosa e spero di riuscire a leggerlo presto! Mi ricorda un po' Delirium e quello mi era piaciuto parecchio, quindi sono fiduciosa! Bella recensione tesoro ♥

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    1. A Giu dobbiamo tirare le orecchie, anche se Reflections mi ispira. Io dovrei proprio leggere Delirium in compenso, ma ho davvero tantissime letture in arretrato... The Program ti piacerà, ne sono certa. :3
      Grazie ♥

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  5. Ciao, ho appena finito di leggere The Program e condivido molte delle tue osservazioni e in generale devo dire che mi è piaciuto nonostante in prima persona e al presente non sia proprio il mio stile di scrittura preferito...
    L'ho trovato molto struggente in certi punti, ma soprattutto pieno di contrasti specialmente tra la prima e la terza parte.
    Se ti va di dare un'occhiata a ciò che penso su questo libro fai una visitina al nostro piccolo blog: Raggywords - Recensione The Program di Suzanne Young
    Scusa per l'eventuale spam indesiderato...
    Rainy

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    1. Ciao! Ti ringrazio per aver letto il mio pensiero e averlo commentato. Passo volentieri a leggere la tua opinione più nel dettaglio ^^

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