mercoledì 21 gennaio 2015

Gocce di magia

Ogni libro è una successione di immagini e parole. Spesso alcune di queste colpiscono più di altre, lasciandoci del libro quei ricordi che poi restano anche a distanza di anni. Questi piccoli frammenti di storie possono ricreare atmosfere ed emozioni.
Per questo condivideremo con voi un piccolo frammento di storia, nella speranza che lasci qualcosa anche in chi non l’ha ancora letta.

La corsa delle onde,Maggie Stiefvater

Corr, rosso come il tramonto, contempla l’oceano. La spiaggia è rivolta a est, così il suo sguardo si perde nella notte, prima blu poi nera, il cielo e il mare due immagini speculari. Le nostre ombre cadono nell’oceano, e cambiano colore nella spuma dei frangenti. Quando guardo l’ombra di Corr, vedo un colosso elegante. Quando guardo la mia, per la prima volta, vedo l’ombra di mio padre. Be’, non proprio uguale a mio padre. Le mie spalle non sono come le sue, che le teneva ingobbite come avesse sempre freddo. E i suoi capelli erano più lunghi. Ma la somiglianza è nella postura rigida, nel mento proteso, un cavaliere sempre, anche coi piedi per terra.
Per un momento sono immerso nei miei pensieri, così quando Corr si scosta non reagisco. Si solleva in una mezza impennata prima ancora che me ne renda conto, ma poi riabbassa gli zoccoli nel punto preciso dov’erano, alzando un muro d’acqua che mi colpisce in pieno viso. Resto lì, la bocca piena di sale, e vedo che le sue orecchie puntano verso di me, il collo inarcato.
Per la prima volta da giorni, mi metto a ridere. A quel suono, Corr scuote la testa e il collo come un cane che si scrolla di dosso l’acqua. Faccio qualche passo fra le onde e lui mi segue, poi mi volto e con un calcio sollevo un arco di spruzzi che lo investe. Lui freme, ha l’aria profondamente offesa, poi scalcia per rendermi la pariglia. Andiamo avanti e indietro, io sempre attento a non dargli mai le spalle, lui mi segue e io seguo lui. Finge di bere un sorso d’acqua di mare e scrolla la testa con falso disgusto. Io fingo di raccogliere un po’ d’acqua per bere e invece gliela tiro addosso.
Alla fine sono senza fiato e mi fanno male i piedi per via dei ciottoli, e l’acqua ormai è troppo fredda da sopportare. Mi avvicino a Corr e lui abbassa la testa, premendo il muso sul mio petto; lo sento caldo attraverso la camicia bagnata. Traccio una lettera sulla sua pelle dietro le orecchie per calmarlo, e intreccio le dita nella sua criniera per calmarmi.

Avete letto questo romanzo? Che ne dite di questo passaggio?

5 commenti:

  1. Wow, questo passaggio è davvero piacevole, viene voglia di leggere il libro! c'è anche la vostra recensione? io non lo conosco...purtroppo. :)

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