venerdì 12 dicembre 2014

Summoning the night

Jenn Bennett

Titolo: Summoning the night
Autore: Jenn Bennett
Editore: Pocket Books
Prima edizione: 24 aprile 2012
Pagine: 324
Prezzo: Brossura - € 16,90


Summoning the night è il secondo della serie dedicata ad Arcadia Bell. Non credo che farò grossi spoiler, ho cercato di evitare i punti più importanti della trama, ma se preferite non sapere proprio nulla di questo volume, vi rimando alla recensione del primo, Kindling the moon.

Una serie di rapimenti sconvolge La Sirena e il modus operandi sembra lo stesso del Rapitore, che quarant’anni prima nel periodo di Halloween rapì e uccise sette liceali Earthbound.
Il capo dell’Hellfire Club chiede aiuto a Cady affinché scovi il Rapitore ed eviti il ripetersi della tragedia. Anche se Cady non vorrebbe avere più niente a che fare con la gente del Club dopo gli eventi in Kindling the Moon, accetta comunque l’incarico. Soprattutto perché le vittime questa volta sono i figli dei membri del Club e ciò fa sì che nel mirino potrebbe esserci anche Jupe, il figlio del suo compagno Lon.
In una corsa contro il tempo Cady e Lon dovranno risolvere il caso di quarant’anni prima e risalire al primo Rapitore per capire come fermarlo.

La struttura del romanzo è la stessa del precedente: c’è un nodo principale da risolvere e parallelamente vengono sviluppate le vicende personali dei personaggi che ruotano intorno a Cady. Anche questa volta Jenn Bennett ha intrecciato molto bene le due componenti e ho semplicemente adorato lo sviluppo dato alla relazione tra Cady, Lon e Jupe: si vede come stiano diventando una famiglia a tutti gli effetti, nonostante le paure della ragazza.
E lasciatevelo dire: Jupe è l’amore.

Mentre passeggiavamo nel luna park, Jupe si improvvisò nostra guida. Certo, la brochure del parco può dirvi che la giostra Whirling Wammie è stata costruita negli anni Sessanta, ma lo sapevate che Jupe ha vomitato dopo averci fatto un giro – non una, non due, ma ben cinque volte? Ci mostrò con orgoglio tutti e cinque i punti incriminati. E c’era anche la Thor’s Lightning, su cui Jupe perse un’infradito a sette anni, e la The Black Forest Water Flumes, la giostra che “quasi lo annegò” l’anno seguente quando si liberò dalla cintura di sicurezza e cercò di andare fuoribordo mentre aspettava che la corsa iniziasse.

«Fa paura?» chiesi. «Non amo molto le persone che spuntano davanti a me dal nulla.»
«Nah, è piuttosto patetico.» I suoi occhi guizzarono di lato.
«Non è ciò che hai detto tre anni fa» disse Lon.
«Ero solo un bambino, e grazie per avermelo ricordato, stronzo.»
«Padre stronzo,» lo corresse con calma Lon. «Ed eri tu che ti vantavi prima con la storia del vomito... Perciò su, racconta a Cady ogni cosa quanto non fossi spaventato quella volta.»
«Se credi sia così divertente, diglielo tu.»
«Ha pianto?» chiesi, mettendo il broncio.
«Peggio» disse Lon.
Jupe gemette, chiuse gli occhi e dondolò la testa all’indietro. «Me la sono fatta addosso, okay?» «Cosa? Ma smettila! Non ci credo!»
«È stato il giorno peggiore della mia vita» ammise.
«Anche il mio. Mi sono quasi congelato tornando all’auto,» disse Lon. «Ho dovuto dare al piccolo Pipì-nei-Pantaloni la mia giacca per coprirsi.»

Tradotto ed elaborato da Angharad

È semplicemente adorabile. E non smetterò mai di dirlo. (Non si vede che è il mio preferito, vero?)

L’autrice ha introdotto anche un personaggio molto intrigante, Hajo, di cui però al momento diffido per il semplice fatto che gli piace Cady e chiunque pensi anche solo a mettersi in mezzo a lei e Lon ha il mio disprezzo. È da tenere d’occhio, se non altro perché potrebbe rivelarsi interessante nei seguiti.
Inoltre, viene di nuovo affrontato l’argomento dell’ex moglie di Lon e… so già che se mai vedrò quella donna, la mia prima reazione sarà tentare di ucciderla col pensiero. Un bell’Avada Kedavra e ce la togliamo dalle scatole.
Molto interessante è la questione dei poteri di Cady, di cui si è scoperta più precisamente la natura nel primo romanzo, e del risveglio di quelli di Jupe, che ovviamente non si fa mancare nulla e li sviluppa prima del previsto. La Bennett ha la capacità di inserire nuovi elementi gradualmente, senza aggiungere troppa carne al fuoco e ciò le permette di gestire il tutto molto bene.
È evidente, ormai, che questa serie continua a piacermi sempre di più per tanti motivi: perché i personaggi sono ben caratterizzati e li adoro, perché riesce a tenere viva la mia attenzione sull’indagine e sulle vicende personali e perché… niente cliffhanger. Si conclude tutto. E anche se nei prossimi non è garantito che continui così, al momento festeggio perché è una rarità leggere non uno, ma ben due romanzi di una serie e non trovare alcun cliffhanger.

E ho già pronto anche il terzo. A dimostrazione del fatto che per la fidelizzazione dei lettori non c’è bisogno di provocare crisi omicide.

Il mio voto

4 specchi e mezzo

Angharad

4 commenti:

  1. Lo voglio ADESSO. Ora. Subito! Anzi lo esigo!!! *__*
    E condivido il sentimento per l'ex moglie di Lon! u.u

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    1. Hai la mia benedizione: prendilo! :3 E poi c'è Jupe che fa una cosa dolcissima. *O*
      L'ex moglie deve morire male. u.u

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  2. Oddioo ragazzeeee ma voi dove le trovate sti libriiii .... mi siete mancate tanto non sono potuta passare ma dopo queste recensioni come faccio a non metterlo nella wl ... è mio!!

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