mercoledì 5 novembre 2014

Trevor. Non sei sbagliato: sei come sei

James Lecesne

Sono passate settimane da quando ho promesso questa recensione, ma mi sono decisa soltanto ora ad affrontarla. Trevor è un libro che si legge in meno di un paio d’ore, ma è un libro importante ed è necessario che ve ne parli nel modo più completo possibile dal momento che si tratta di un libricino di un certo spessore.

Perché un libro? Da un progetto al romanzo

All’inizio degli anni Novanta Lecesne scrisse Word of Mouth, un’opera teatrale pluripremiata. Trevor era uno dei personaggi: un ragazzino di tredici anni che capisce di essere omosessuale e viene allontanato e respinto da amici e familiari.
,, Quando, nel 1998, Trevor divenne un film, i produttori si resero conto che non esisteva alcun programma nazionale di aiuto, sostegno e soccorso per gli adolescenti e i giovani adulti LGBTQ*. Nacque così il Trevor Project con una linea telefonica sempre attiva e legato ad altre risorse come la TrevorChat, il TrevorSpace e programmi educativi.
Due anni fa Lecesne ha scritto il libro, ambientando la storia di Trevor nei giorni nostri.

* sigla utilizzata per riferirsi a persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer.

Il romanzo e la mia opinione

Se hai preso in mano questo libro, è facile che tu sia stato un Trevor, che tu lo sia tutt’ora, o che nella tua vita ci sia stato un Trevor. Sono tutte e tre cose belle.

Dalla prefazione di Levithan all’edizione americana

Titolo: Trevor. Non sei sbagliato. Sei come sei
Titolo originale: Trevor: A Novella
Autore: James Lecesne
Traduttore: Giordano Aterini
Editore: Rizzoli
Prima edizione italiana: ottobre 2014
Prima edizione: Triangle Square - 10 maggio 2014
Pagine: 160
Prezzo: Brossura- € 11,00; ebook - € 5,99

Trevor ha tredici anni ed è un artista, un creativo. Il suo approccio con la realtà è unico e straordinario.

E così, per la ricerca facoltativa di arte ho deciso di rifare La morte di Marat. A darmi l’ispirazione era stato un artista che ci avevano spiegato la settimana prima. Si chiamava Cindy Sherman, e a partire degli anni Settanta aveva iniziato ad avere una certa fama facendosi fotografare travestita da persone di tutti i tipi. La mia idea era di scattarmi una foto nella vasca da bagno, nella posa del povero vecchio Marat, e così forse mi sarei imposto come il più giovane artista della mia generazione.

Le difficoltà per Trevor iniziano quando decide di vestirsi da Lady Gaga per Halloween. Improvvisamente per Zac, il suo migliore amico, i pomeriggi trascorsi assieme a giocare e ridere non hanno più alcun valore: non può essere amico di «Lady Gay-Gay».
Tuttavia, Trevor non si dà per vinto e inizia a frequentare nuova gente, diventando amico di Pinky Faraday, la star della squadra di baseball juniores della città.

Pinky era il ragazzo più figo che avessi mai conosciuto perché anche se dall’esterno poteva sembrare un duro, aveva emozioni autentiche, che non aveva paura di mostrare in pubblico.

Quando il Gruppo di Teatro apre le audizioni per lo spettacolo invernale, a Trevor viene affidata la direzione del musical.

«Ehi» ho detto a Pinky, intanto che ci fermavamo, di nuovo sul marciapiede. «Posso dirti una cosa che non ho mai raccontato a nessuno in tutta la mia esistenza?»
«Ovvio.»
«Ho deciso che il teatro sarà la mia vita.»
«Forte» ha ribattuto Pinky, e ha ripreso a camminare.

I compagni di scuola, i loro genitori e persino il suo vecchio amico Zac non fanno altro che ripetergli che il suo è un comportamento da gay, che rischia di diventare gay, che cammina da gay.
C’è chi vuole o crede di aiutarlo, chi è convinto di conoscere il meglio per Trevor e pian piano le cose iniziano a precipitare.
Non vi racconterò altro, nel caso che desideriate leggere il libro. La storia di Trevor è forte, toccante, in parte entusiasmante, e, nella sua apparente semplicità, sa disarmare e aprire gli occhi.
Tutti possono ritrovarsi in Trevor, perché ognuno di noi si è sentito confuso e solo. Conosciamo tutti la pressione sociale e la necessità, prima altrui e poi nostra, di rientrare in un’etichetta. Il monito è: «Devi essere Qualcosa, segui la strada, rientra nei binari», invece di essere se stessi e trovare la propria strada.
Il romanzo di Lecesne è indirizzato ai giovani lettori, ai coetanei di Trevor, al nostro futuro e questo lo rende un libro importante e necessario.
Tuttavia, dopo aver accolto con entusiasmo la pubblicazione, sono rimasta delusa dalla lettura per motivi indipendenti dalla storia in sé.
Innanzitutto ogni pagina è costellata di refusi e i congiuntivi sono stati dimenticati. È un aspetto che trovo imperdonabile, anche se l’intenzione fosse stata quella di restituire il linguaggio di un ragazzino. Lo stile di Lecesne è semplice e diretto, quasi scarno: leggendo il romanzo si ha l’impressione di ascoltare il racconto diretto di Trevor.
Tuttavia, poiché Trevor è giovane, appena tredicenne, si esprime in modo scorretto, poco curato e spesso sgrammaticato. Davvero? È la scorrettezza linguistica che contribuisce a dare verosimiglianza alla voce narrante?
Non sono d’accordo. A tredici anni sapevo esprimermi correttamente, anche se con frasi e parole più semplici. Penso che sia fondamentale curare la correttezza sintattica e grammaticale nei libri perché leggendo si impara l’uso corretto della lingua.
Per questa ragione vorrei avere la libertà di dare due valutazioni distinte al libro: 4 su 5 per contenuti e valore, 2 su 5 per la forma e la cura.

Il mio voto

3 specchi (meno)


Alla fine del libro si trovano alcuni contatti dei principali servizi italiani di Telefono Amico Gay, mi sembra utile riportali anche alla fine della mia recensione.

BOLOGNA www.telefonoamicogay.it 051.555661
MILANO www.arcigaymilano.org 02.54122227
ROMA www.gayhelpline.it 800.713.713
TORINO www.contattoglbt.it 011.5211132

Amaranth

4 commenti:

  1. Il libro mi incuriosisce molto e stato per inserirlo nel carrello del mio ultimo ordine di libri on line, ma all'ultimo momento ho scelto altro. Peccato per l'edizione, anche io mi arrabbio tantissimo quando traduzione ed editing lasciano a desiderare e capita sempre più spesso!

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    1. Ci sono molti errori, è vero, e non ci sono scuse. Tuttavia è un libro importante e non solo per l'argomento che, affrontato attraverso altre storie, troviamo anche in altri romanzi, ma anche perché nasce da un progetto fondamentale ed è indirizzato ai giovani.

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  2. Il fatto che sia scritto male mi frena un pochino, sono d'accordo con te, leggere deve accrescere le capacità linguistiche del lettore, l'autore poteva trovare altri modi per far trasparire la giovane età del protagonista >.<
    Però ciò non toglie che la trama mi ispira :) un tema delicato ma che sa sempre emozionare e far riflettere.
    Bella recensione Amaranth ;)

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    1. Il nocciolo della questione è quella: è un libro importante e perfetto per dei ragazzini, ma è doveva essere più curato e non ci sono scuse.
      Per questo penso che perda un po' davanti ad altri libri con lo stesso tema.
      Grazie, tesoro ♥

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