sabato 1 novembre 2014

Gocce di magia

Ogni libro è una successione di immagini e parole. Spesso alcune di queste colpiscono più di altre, lasciandoci del libro quei ricordi che poi restano anche a distanza di anni. Questi piccoli frammenti di storie possono ricreare atmosfere ed emozioni.
Per questo condivideremo con voi un piccolo frammento di storia, nella speranza che lasci qualcosa anche in chi non l’ha ancora letta.

Questa volta è un estratto molto lungo, ma prendete fiato e leggetelo: ne vale la pena.

Teorema Catherine, John Green

Mentre Hassan si dava da fare perché Dio stramaledicesse i collant, la mente di Collin correva più o meno così: (1) i collant (2) Catherine (3) la collana col rubino che lui le aveva comprato cinque mesi e diciassette giorni prima (4) i rubini vengono soprattutto dall'India che (5) un tempo era sotto il dominio della Gran Bretagna, di cui (6) è stato primo ministro Winston Churchill e (7) non è curioso che un sacco di grandi della politica, come Churchill e anche Gandhi fosse calvi mentre (8) un sacco di malvagi dittatori come Hitler, Stalin e Saddam Hussein portassero i baffi? Ma (9) Mussolini aveva portato i baffi solo occasionalmente e (10) molti eccellenti scienziati avevano i baffi, come l'italiano Ruggero Oddi, che (11) scoprì e diede il suo nome al tratto intestinale denominato sfintere di Oddi, che è solo no dei molti sfinteri meno noti, come (12) lo sfintere pupillare.
E parlando di sfintere pupillare: quando Hassan Harbish aveva fatto la sua comparsa alla Kalman School, all'ultimo anno di superiori, dopo un decennio di studi domestici, aveva un'ottima testa, anche se non era un prodigio, Quell'autunno frequentava Algebra Avanzata I con Colin, che era al penultimo anno. Ma non si parlavano mai, perché Colin aveva rinunciato a cercare di fare amicizia con esseri che non si chiamassero Catherine. Odiava quasi tutti gli studenti della Kalman, ma siccome ne era altrettanto odiato, erano pari.
Le lezioni erano iniziate da due settimane quando Colin un giorno alzò la mano e il professor Sorenstein disse:«Sì, Colin?» Colin si premette la mano proprio sotto gli occhiali, contro l'occhio sinistro, mostrando evidenti segni di disagio.
«Posso uscire un momento?» chiese.
«È importante?»
«Devo avere un ciglio nello sfintere pupillare» replicò Colin, e la classe esplose in una risata. Il professor Sorenstein lo spedì fuori. Colin andò nel bagno e, fissandosi allo specchio, si estrasse il ciglio dall'occhio, in corrispondenza dello sfintere pupillare.
Dopo la lezione, Hassan trovò Colin che mangiava un panino al burro d'arachidi senza marmellata sulla grande scala di pietra all'ingresso posteriore della scuola.
«Senti» disse Hassan. «Sono solo al nono giorno di scuola della mia intera vita, eppure mi pare di aver capito che certe cose si possono dire e altre no. E dello sfintere non si può parlare.»
«È una parte dell'occhio» si difese Colin. «Volevo essere preciso.»
«Senti, bello. Bisogna conoscere il proprio pubblico. Quella frase sarebbe stata perfetta a un convegno di oculisti, ma durante una lezione di algebra tutti si chiedono come cavolo fai ad avere un pelo delle ciglia laggiù.»
E così diventarono amici.

Amaranth

2 commenti:

  1. L'ho letto qualche mese fa (ed è il primo libro di Green che ho letto) e me ne sono innamorata esattamente dalla prima riga! :)

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    1. A me non ha fatto impazzire, ma l'ho trovato molto carino. Colin è un personaggio particolare: stare dietro ai suoi pensieri è un'impresa. ;)

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