martedì 6 maggio 2014

Si lasciano tutti

Simone Laudiero

Titolo: Si lasciano tutti
Autore: Simone Laudiero
Editore: Sperling & Kupfer
Prima edizione: aprile 2014
Pagine: 311
Prezzo: € 14,90


Roberto vive a Napoli e sta per rompere con la sua ragazza.

«Ci lasciamo domani».
«Ma che dici?».
«Io e Sandra ci lasciamo domani», ripete Roberto.
«Così, dopo due anni», Minerva schiocca le dita. «E quando l’hai deciso?».
«Non l’ho deciso. Non è che voglio lasciarla io».
«E come lo sai, allora?».
«Non lo so. Ma domani finisce che ci lasciamo».


Questo è il prologo che ci catapulta nel vivo della storia, dove Roberto deve lottare insieme a Sandra per la casa in cui vogliono vivere. I nonni della ragazza, infatti, si stanno separando e la nonna ha deciso di andare a vivere nella casa di città, quella dove abita Sandra, e dove i due giovani avevano progettato di andare a vivere insieme.
Roberto si improvvisa così detective e cerca di scoprire la causa della rottura dei nonni, nella speranza di farli riappacificare e tenersi il terrazzino che conserva tanti ricordi e tante speranze per il futuro.
All’inizio anche Sandra partecipa all’investigazione.

«Allora tu tieni impegnato mio nonno e io parlo con la nonna».
«Che vuol dire tieni impegnato?».
«Parlagli di qualcosa. Di cani».
«Di cani?».
«Mio nonno adora i cani. I cani da caccia. Da quando ha smesso di lavorare non pensa ad altro. Tu hai un cane, no?».
«Jimi, il cane più vecchio del mondo».
«Perfetto. Fagli qualche domanda su Jimi».
«Tipo, quando morirà?».
«Ma hai paura di mio nonno?».
«Dipende. È lui che ha ammazzato il cinghiale all’ingresso?».


Finché persino Sandra getta la spugna e Roberto si trova da solo a seguire il cugino di lei, Gianmarco, per scoprire il mistero dietro la rottura dei nonni.
Al giallo su questo inaspettato divorzio si alternano i flashback delle rotture di Roberto, a partire dalla prima con Sonia Parisio, a dodici anni, per arrivare fino alla più recente.
Tra messaggi sui social network e incontri al bar, Roberto si destreggia nel suo ruolo di investigatore senza infamia e senza lode, con colpi di fortuna e consigli da parte di ex non proprio dimenticate. Fino alla grande scoperta, all’illuminazione che spiega tutto e che può salvarli.
O forse no.
Perché, in fondo, si lasciano tutti.

Quello che mi è piaciuto di più del libro è sicuramente la personalità del protagonista. Un po’ scanzonato, testardo, ironico e sempre innamorato. A volte è lui che lascia, più spesso è lui quello che viene scaricato. Chiede i perché, ma non li sa dare.
Ambientato a Napoli, anche se con qualche fuga in altri posti, questo libro dà l’impressione di essere immersi nella sua atmosfera, con tanti personaggi che ruotano attorno al protagonista in un ballo frenetico.
Anche la brevità dei capitoli, suddivisi in paragrafi più corti, dà l’impressione di brevi stralci di vita, mescolati insieme fino a dare forma alla storia.
Non si tratta di un’unica storia romantica, anche se l’amore è l’argomento principale, ma piuttosto una raccolta di episodi che hanno in comune l’adagio del titolo: si lasciano tutti. Potrebbe sembrare deprimente, invece la freschezza dello stile e l’occhio disincantato del protagonista rendono le sue tragiche storie amorose un insieme di aneddoti gustosi, di quelli da raccontare agli amici davanti a una birra. Cosa che – tra l’altro – succede anche nel libro. Aggiungete a tutto questo due genitori ossessionati da 24, amici che lo assecondano anche nelle trovate più assurde e una ex che si rifà improvvisamente viva e capirete quanto possa essere intensa la vita di Roberto.

Ammetto di essermi trovata spesso spiazzata dallo stile, che contiene molti dialettismi, e in alcune occasioni ho dovuto googlare.
Tanto per dirne una, a quanto pare, secondo i personaggi di Si lasciano tutti, qui al Nord teniamo la cazzimma. E se volete scoprire cos’è, giusto per sapere se è contagiosa, ecco la spiegazione che ho trovato io.

Ho impiegato diverso tempo, poi, per capire che quando i personaggi “addentano un cornicione” non stanno demolendo un edificio, ma si parla dei bordi della pizza napoletana, detti appunto cornicioni. Forse voi lo sapevate già, ma per me è stata una mezza rivelazione. Insomma, oltre all’umorismo e alle batoste sentimentali, questo libro mi ha fatto sorridere per la prospettiva diversa da cui ho potuto guardare i personaggi. Nord e Sud si mescolano e le battute sulle diversità strizzano l’occhio al buon vecchio pregiudizio.
Il bello è proprio questo essere immerso nell’attualità, fin nei piccoli dettagli, e il progredire della storia su due binari paralleli, il passato e il presente, che finiranno per intrecciarsi comunque.
È una lettura che mi è piaciuta e di cui sono molto soddisfatta. Ve la consiglio anche, e soprattutto, se non siete amanti del genere romantico classico, perché saprà sorprendervi.

Il mio voto

4 specchi

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Alaisse

10 commenti:

  1. Lo voglio proprio. Ultimamente, sto leggendo belle cose di autori italiani... Mi segno il nome di Laudiero :)

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    1. Fai bene, io l'ho trovato molto divertente^^

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  2. Sembra molto interessante ^^ credo che ci penserò sopra!

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    1. Fai bene ;) Bisogna dargli un'occasione!

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  3. Ce l'avevo già in wishlist e l'avevo segnalato in una puntata di Profumo di pagine nuove. Sembra davvero carino!
    Ottima recensione, come sempre!

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    1. Ti ringrazio!
      Sì, il libro è molto carino e per nulla pesante, nonostante il tema delle rotture possa sembrare deprimente. Invece io l'ho trovato spassoso e godibilissimo^^

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  4. Sembra davvero interessante, aveva già attirato la mia attenzione ed è stato un piacere trovare questa recensione positiva :)

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    1. Se vuoi leggerlo sai a chi chiedere ;)

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  5. E pensare che ero convinta di sapere cosa significasse "cazzimma" xD a quanto pare pensavo male, mi hai aperto un mondo XD

    Ne avevate già parlato di questo libro... forse tra le nuove uscite di qualche mese fa.
    Mi ispirava allora e dopo questa recensione ora ancor di più <3
    I'm in!

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    1. Per me è stata una rivelazione, mai sentito parlare di cazzimma prima di questo libro XD E ci sono anche altre parole del dialetto che non ho citato ma che mi hanno messa in crisi, in senso buono.
      Brava, dagli un'occasione perché la merita tutta. E fammi sapere se ti piace!

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