martedì 22 aprile 2014

La cacciatrice di fate

Elizabeth May

Titolo: La cacciatrice di fate
Titolo originale: The Falconer
Autore: Elizabeth May
Traduttore: Anna Carbone
Editore: Sperling & Kupfer
Prima edizione italiana: 18 febbraio 2014
Prima edizione: Gollancz - 26 settembre 2013
Pagine: 325
Prezzo: Rilegato - € 16,90


Edimburgo, 1844
Aileana Kameron ha votato la sua vita a dare la caccia alle fate da quando la madre è stata uccisa da una di esse. La baobhan sìth ha strappato il cuore alla madre sotto gli occhi della figlia. Da allora il suo obiettivo è trovarla e ucciderla, e ad addestrarla nel combattimento è proprio una fata delle più potenti: Kiaran, un daoine sìth. La ragazza deve destreggiarsi tra la vita mondana, fatta di ricevimenti, balli e il mantenimento di un certo decoro sociale, e la sua vita notturna da cacciatrice.
Il lettore si trova catapultato a vicende già iniziate, un anno dopo la morte della madre di Aileana, quindi c’è un momento di smarrimento e pagina dopo pagina si riesce a ricostruire il passato della ragazza. Non mi è dispiaciuto questo inizio in medias res, anche se destabilizzante in un primo momento, peccato che ciò che è seguito non mi abbia poi entusiasmata. Anzi, esattamente l’opposto.
Ho smesso di prendere sul serio questo romanzo più o meno nello stesso momento in cui ho iniziato a non sopportare più Aileana, quindi nel giro di due o tre capitoli.
Penso che l’intento dell’autrice fosse quello di creare una protagonista tormentata dal passato e dal desiderio di vendetta, un’eroina dark, ma non è ciò che io ho percepito.
Aileana mi è sembrata piuttosto una ragazza lamentosa e inconsapevole di cosa sia la coerenza.
Passa la metà del tempo a dire frasi d’effetto sulla sua anima oscura e ormai condannata a cercare la vendetta:

Sono una ragazza distrutta che ha fatto la sua scelta. Ecco chi sono, una creatura della notte che si abbevera di morte e di devastazione.

*cervello di Ang si immagina Aileana mentre dice questa frase*

(Sì, ho esattamente immaginato una scena del genere. E sì, ho riso. Sono una pessima persona.)

E il resto del tempo lo impiega a dire che non sarà mai più la fanciulla di un tempo, i cui unici desideri erano il matrimonio, bei vestiti e feste eleganti; anche se vorrebbe tanto tornare a esserlo a volte. No, non è vero, preferisce essere forte… però la vita era più facile, quindi sarebbe tanto bello se tutto tornass… No! Meglio essere l’assassina di fate, abile combattente, piuttosto che l’inutile e ingenua fanciulla del passato.

*Ang durante tutto il romanzo*

No, non sono io che sono impazzita. Aileana si contraddice ogni volta. Ed è così anche in altre situazioni. Per esempio il padre è fissato con “il dovere prima di tutto”, che evidentemente ha passato alla figlia. Peccato sia confusa sul quale sia ‘sto benedetto dovere. Prima è mantenere l’onore della famiglia, esattamente cinque minuti dopo diventa il dare la caccia alle fate. E così via, in un circolo vizioso.
A suo onore bisogna dire che verso la fine inizia a essere un po’ più decisa e meno banderuola. Forse.

Anche nel rapporto con Kiaran non è coerente. Lui è la sìthichean (fata) che ha incontrato il giorno dopo la morte della madre, che l’ha salvata e ha deciso di addestrarla. Fra i due sembra esserci una sorta di alleanza volta solo a uccidere più fate possibile, nessun legame e, anzi, una certa diffidenza.
È subito chiaro che lui sarà l’interesse romantico di Aileana. Come fa a essere chiaro? A parte l’evidente fatto che Kiaran è misterioso, forte e sprezzante quanto basta, sono i deliri della ragazza a far capire che l’autrice voleva ideare un amore impossibile e tormentato.
Sì, c’è tanto tormento qui. Il mio, però.
Un piccolo esempio di incoerenza targata Aileana:

Quando Kiaran manifesta una qualche emozione, lo trovo sgradevole. Mi sono abituata a vederlo freddo e impassibile. Invece di tanto in tanto lascia affiorare qualcosa di più profondo, e non posso fare a meno di chiedermi se le sue emozioni siano davvero così passeggere o se voglia soltanto indurmi a credere che lo siano.
No, non posso pensare a questo. Eccomi qua che lo tratto come se provasse emozioni allo stesso modo di noi umani.
[…]
Voglio capirlo, prolungare questo momento. È sempre così impavido e imperscrutabile, ma i suoi rari lampi di emozione tradiscono qualcosa di più profondo, una parte di lui al riparo dall’indifferenza.


Questo succede a distanza di nove pagine, nello stesso capitolo e nella stessa scena. Ci potrebbe stare che all’inizio non accetti Kiaran, che cerchi di non considerarlo simile a lei, ma non può cambiare idea così repentinamente e decidere che vuole capirlo quando prima ha detto di trovare sgradevole i segni di emozione. E fa lo stesso più volte nel corso del libro.
Non è solo rifiuto di accettare di essersi innamorata/infatuata di lui, o confusione su ciò che prova per la fata, ma infermità mentale. Non me lo spiego altrimenti.

Anche se la vera domanda è quando o come si siano innamorati. Sembra quasi che all’improvviso una freccia di Cupido li abbia colpiti, dato che non c’è lo sviluppo necessario per far avvenire un vero e proprio innamoramento.


Oh, e parliamo del fatto che Aileana si sia fatta addestrare da Kiaran e abbia anche un pixie che vive nel suo guardaroba, Derrick.
La ragazza martella il lettore per tutto il libro con il suo odio per tutte le fate, vuole sterminarle tutte… a esclusione di questi due, ovviamente. Per spiegare la sua amicizia con Derrick, a un certo punto dice che ha capito che alcune fate possono essere buone, come il pixie appunto, ma per il resto del romanzo ripete all’infinito che sono tutte malvagie.
Di nuovo, coerenza zero.
Ho trovato Aileana insopportabile, ripetitiva e statica, senza alcuno sviluppo.
Anche gli altri personaggi non brillano per caratterizzazione. Kiaran non spicca oltre il suo essere misterioso e… tormentato. Mentre Catherine, l’amica di Aileana, è una dama dolce e gentile, perfetto contrario di Aileana.
E c’è anche Gavin, fratello di Catherine, e… qualcosa mi dice che forse doveva essere il vertice di un triangolo.

Mi sarei potuta arrabbiare data la mia avversione per le storie d’amore a tre, ma in realtà Gavin è abbastanza inutile a livello di trama (mentre avrebbe potuto essere sfruttato meglio) e se l’intenzione era di creare un triangolo, al momento non sembra esserci riuscita.

Non ho trovato l’intreccio accattivante, né sorprendente, anzi in certi casi mi è sembrato anche prevedibile. Perfino l’ambientazione steampunk non mi è sembrata ben fatta, mi pare essere stata più che altro la scusa per inserire marchingegni strani e armi particolari, funzionali al tirar fuori dai guai Aileana. Ho anche sentito poco l’ambientazione scozzese, cita piazze, ponti, danze e dolci tipici, ma di fatto sono solo dei nomi a dire che siamo in Scozia e non in qualche altro luogo.
Lo stile è piuttosto scorrevole e semplice, ma superficiale e spesso impacciato, ad esempio nelle scene di combattimento, che ho trovato ripetitive. Non so se sia dovuto a una traduzione poco attenta, ho trovato infatti molte frasi senza senso e qualche errore, ma mi pare strano possa essere imputato solo a ciò. Inoltre, il ritmo nella prima parte è piuttosto lento, tanto che mi sono anche annoiata, mentre verso la conclusione diventa più incalzante, rendendo la lettura più scorrevole.
Tutto ciò non ha fatto che rallentarmi e far sì che diventassi quasi insofferente. A un certo punto ho sperato che Aileana ponesse fine alle mie sofferenze e si levasse di torno.

L’idea di base era promettente, ma è stata sviluppata in modo maldestro e frettoloso. La mitologia celtica poteva risultare accattivante ed essere un punto di forza. È il motivo principale per cui ho letto questo romanzo, mi piace moltissimo dato che trovo molto più intriganti i Seelie e Unseelie così ambigui, rispetto all’idea delle fate buone che abbiamo noi. Credo che sia una mitologia poco conosciuta qui, quindi ciò aggiunge fascino, e avrebbe potuto essere un elemento vincente. E non è male come l’ha utilizzata e come abbia cercato di introdurre elementi steampunk anche nel caso delle fate. Peccato che i sìthichean non siano bastati a rendere il romanzo più avvincente. L’autrice ha messo molta carne al fuoco senza riuscire a gestirla bene, ad esempio avrebbe potuto evitare di inserire già l’intreccio romantico, avrei preferito che avesse mantenuto solo l’accenno e che l’avesse sviluppato nei seguiti. Avrebbe potuto concentrarsi sull’approfondire altre cose che sono state liquidate in fretta.
E dulcis in fundo: non si conclude. Non lascia solo uno spiraglio per il seguito, ma una vera e propria voragine. Con tanto di dichiarazione sibillina da parte di un personaggio.
Ora come ora non ho intenzione di continuare la serie, ma mi fa infuriare lo stesso. Qui non si parla di cliffhanger, che sopporto tranquillamente (si fa per dire) e anzi è quasi d’obbligo nelle saghe, ma di aver letto trecento pagine per trovarsi con un grosso e fastidioso “WTF?!”.

*Angharad che colpisce nell’ordine l’autrice, Aileana, Kiaran e Gavin*

Si può concludere il primo di una serie degnamente, è stato fatto e quindi non è fantascienza, ma pare che ormai non sia più di moda.

Il mio voto

2 specchi

Angharad

10 commenti:

  1. Bela recensione :)
    A furia di vederlo in giro stavo iniziando a farci un pensiero, ma forse è meglio lasciare stare XD

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    1. Grazie! :)
      Eh, secondo me si può spendere meglio il proprio tempo. XD

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  2. ... *Mel rimette il libro sullo scaffale, dopo averlo preso questa mattina*
    Ok, ero seriamente intenzionata a leggerlo.
    Seriamente.
    Ma la tua recensione mi fa chiedere cosa cavolo avessi in mente quando ho preso questa decisione.
    Papertown, scelgo te.

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    1. Sono quasi dispiaciuta che tu l'abbia riposto. Se non altro per sapere cosa ne pensi tu. :P Al momento mi sento la voce fuori dal coro. L'unica a cui non sia piaciuto. XD
      Però, d'altra parte non sono veramente dispiaciuta. Hai scelto di leggere al suo posto un libro che mi incuriosisce e che sicuramente non sarà una perdita di tempo. :3
      Go, Mel!

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  3. Nonostante la recensione ho ancora voglia di leggerlo. Sono curiosa di vedere questo disastro di prima mano! xD

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    1. Capita anche a me! XD Spesso la curiosità è troppa per rinunciare.

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  4. Ottima recensione :)
    A quanto pare dovrò rimuovere questo libro dalla mia Tbr list!

    ((ho preso il banner e l'ho messo sul mio blog, spero non vi dispiaccia ♥))

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    1. Grazie! :)
      Beh, sicuramente non ne consiglio la lettura... XD Però magari potresti provarlo, a molte altre è piaciuto. :)

      (Visto! Ci fa piacere! :*)

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  5. Recensione wow *_* peccato per il libro... Così mi convinci a lasciarlo in negozio XP

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    1. Grazie mille! :3
      Eh, secondo me se proprio vuoi leggerlo cerca di fartelo prestare o procurartelo in biblioteca... così poi se ti piace puoi sempre comprarlo dopo. XD

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