venerdì 7 marzo 2014

Per una volta nella vita

Rainbow Rowell

Titolo: Per una volta nella vita
Titolo originale: Eleanor & Park
Autore: Rainbow Rowell
Traduttore: Federica Merani
Editore: Piemme
Prima edizione italiana: 1 ottobre 2013
Prima edizione: febbraio 2013 - St. Martin's Press
Pagine: 348
Prezzo: € 15,50 - brossura

Questa recensione aspetta da una settimana di essere scritta. Per qualche strano motivo non sono riuscita a farlo prima, ogni volta che aprivo un documento mi mancavano le parole. Ho deciso che non poteva più aspettare e mi sono imposta di riordinare le idee e scrivere qualcosa di sensato.
Prima di tutto, però, un grazie a Mys di The Bookshelf che mi ha fatta innamorare della sua recensione e mi ha spinta a prendere questo romanzo! Thanks! ♥



Permettetemi di iniziare dal titolo italiano: non mi piace. Prima di leggerlo non ci avevo fatto caso, era un titolo che non mi diceva granché, quindi già questo non è positivo. Terminato il romanzo, anzi, già leggendo poche pagine, ho capito quanto fosse azzeccato l’originale Eleanor & Park. Questo romanzo è la loro storia, sono i protagonisti di ogni riga e parola e non c’è titolo migliore. Perciò per me sarà d’ora in poi semplicemente Eleanor & Park.

Eleanor ha vissuto per un anno ospite di amici di famiglia perché Richie, il compagno della madre, l’aveva cacciata di casa. Quando la madre convince finalmente l’uomo a riprenderla in casa, la ragazza si trova a cambiare completamente ambiente. Città nuova, casa nuova, scuola nuova.
La situazione è pessima: Richie è un alcolizzato ed è violento con la madre, non hanno abbastanza soldi per cibo, vestiti e qualsiasi altro genere di prima necessità. Eleanor deve arrangiarsi e cerca il più possibile di stare lontana da Richie e di non innervosirlo.
A scuola si ritrova a essere la ragazza nuova, grassa e stramba, che si veste in modo improponibile. Inutile dire che non tardano ad arrivare i nomignoli più cattivi e ingegnosi. Nessuno sembra sopportarla.

Quella ragazza, tutti loro, l’avevano odiata ancora prima di posare gli occhi su di lei. Come se in una vita passata qualcuno li avesse assoldati per ucciderla.

Anche Park, un ragazzo di origini coreane, non appena la vede si fa un’opinione tutt’altro che positiva su di lei:

La ragazza nuova prese fiato e venne avanti. Nessuno la guardava. Anche Park si sforzò di non farlo, ma era come non guardare un’eclissi o un treno che deraglia.
E la ragazza era proprio il tipo di persona che si cacciava in situazioni del genere.
Perché, oltre a essere nuova, era pure grossa e imbranata. Con una chioma riccia riccia e color rosso fuoco, per giunta. Senza contare che era vestita come… come una che
volesse attirare l’attenzione. O che non si rendesse conto di come fosse conciata. Portava una camicia scozzese, da uomo, cinque o sei collane strane al collo e dei foulard avvolti attorno ai polsi. A Park faceva venire in mente uno spaventapasseri o una di quelle bamboline scaccia guai che sua madre teneva sul comò. Una cosa che in pasto al mondo non sarebbe sopravvissuta.

Eppure è l’unico a farla sedere a fianco a sé sul bus della scuola, più per mettere fine alla situazione di stallo che per effettiva bontà d’animo. E infatti il suo invito è privo di gentilezza, è un bel «Siediti, porco Giuda» con tanto di tono rabbioso. Charmant, nevvero?
Tuttavia è quel gesto, di cui si pente subito, a dare il via alla loro storia. Quella frase maleducata, con cui la toglie dai guai, è l’inizio di un’amicizia che si trasforma presto in qualcos’altro.

Scelta azzeccata e ben gestita è l’alternanza dei punti di vista di Park ed Eleanor. La storia viene raccontata da due persone diverse tra loro e che offrono uno sguardo completo alle vicende.
Park non smette di dubitare di ciò che prova per Eleanor. Non perché non lo provi, ma perché è un ragazzo tranquillo, che non vuole problemi e vuole rimanere in quel confine tra i ragazzi popolari e quelli presi di mira. Ed Eleanor è proprio ciò che lo fa uscire dal radar, lei così insolita e fuori dai canoni, e spesso si vergogna di lei per pentirsene subito dopo.

«Sono stufo di vederti sempre presa in giro.»
Steve stava scendendo dall’autobus e Park serrò di nuovo i pugni.
«Di vedermi presa in giro o di
essere preso in giro?» domandò lei.

Park teme l’opinione degli altri, anche se è consapevole di dover imparare a fregarsene.
Ed è giusto così, è realistico: Eleanor è l’elemento di disturbo nel suo stato di quiete e nonostante lo sappia non vuole lasciarla andare.
Eleanor, d’altro canto, non riesce a fidarsi del tutto di Park, non all’inizio. Dubita anche lei che questo ragazzo provi qualcosa per lei, non riesce a crederci. Lei non si piace e non comprende come possa piacere a lui.
È un romanzo fatto di insicurezze adolescenziali e non, del primo grande amore, ma tocca in maniera lieve e senza approfondire altri temi come il razzismo e la violenza domestica.
Sono appena accennati, il primo viene citato in alcuni passaggi soprattutto in riferimento a compagni di classe di colore o asiatici. Mentre il secondo è vissuto più da vicino, dato che ne è vittima la madre di Eleanor.
Penso siano volutamente non indagati in profondità, perché in realtà la Rowell non voleva trattare di questi temi, ma sulla crescita di due ragazzi che superano i propri problemi e le proprie insicurezze. Lo stile, come il romanzo, è semplice, lineare, dolce e vero, talvolta pungente con il sarcasmo di Eleanor. Mi ha commossa e divertita, mi ha fatto ridere di gusto e imprecare con fervore. Una volta preso in mano non sono riuscita a staccarmene.

___________Park secondo Ang____________

Ho amato Park, i suoi dubbi e il modo in cui cerca sempre e comunque di metterli da parte. Il fatto che non si senta realmente parte di un gruppo a scuola, pur non essendo emarginato.
E ho amato Eleanor e il suo camminare a testa alta in ogni situazione, il suo provare a farsi passare addosso critiche e prese in giro. Lei è consapevole di essere in carne, di non rappresentare il modello estetico in voga, ma allo stesso tempo non vuole essere diversa, vorrebbe essere accettata così com’è. Ed è quello che ho apprezzato di più, il fatto che Eleanor non cambi di punto in bianco per farsi accettare, il suo è più un “Se volete, dovete prendermi così. Non posso fare niente per piacervi”.
Ho amato questo romanzo e ho assolutamente necessità di leggere altri romanzi della Rowell.

«Mi manchi Eleanor. Vorrei stare con te tutto il tempo. Sei la ragazza più intelligente che abbia mai conosciuto, e mi stupisci in tutto quello che fai. Vorrei poterti dire che sono queste le ragioni per cui mi piaci, perché questo proverebbe che sono un essere umano evoluto…
Invece credo che c’entri col fatto che hai i capelli rossi e le mani morbide.. e che profumi come una torta di compleanno fatta in casa.»

*la prima canzone che Park fa ascoltare a Eleanor*
I am human and I need to be loved
Just like everybody else does


Il mio voto

4 specchi e mezzo

Angharad

16 commenti:

  1. Bellissimo questo libro. Una delle migliori letture di quest'anno in assoluto!

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  2. Quanto ho amato questo libro *__* bellissima recensione Ang, brava! Emozioni allo stato puro!

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    1. Grazie Gio! ♥ Bellissimo ed emozionante questo romanzo. :3

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  3. Lo devo ancora leggere ç_ç A questo punto spero di farlo al più presto **

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    1. Sì! Fallo, merita moltissimo. *^*

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  4. Avevo sentito parlare per la prima volta della Rowell proprio con questo libro! Ho intenzione di leggere tutti i libri di quest'autrice! *_*

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    1. Io ne avevo sentito parlare per Fangirl, che voglio leggere. *^*

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  5. Sembra un libro davvero carino, il fatto che sia raccontato da due punti di vista è interessante, la storia sembra molto profonda. Park però mi sta antipatico a pelle leggendo queste poche righe, forse per il fatto che si vergogna di Eleanor ma molto probabilmente ho la necessità di immergermi nel romanzo per apprezzare questo personaggio fino in fondo. Se merita 4 specchi e mezzo deve essere davvero bello :)

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    1. Sì, è molto carino! :) No, povero Park. XD In realtà rende molto bene il conflitto che vive, da una parte sente il peso del giudizio degli altri, dall'altra sa che se tiene davvero a Eleanor non deve considerarli, e l'ho trovato molto credibile. Avrei trovato molto più strano se non si fosse fatto problemi, proprio per come presenta all'inizio il personaggio.
      Ha uno sviluppo, quindi da quel lato poi migliora. ;)
      Comunque, sì, è un libro che necessita di essere letto per avere un'idea precisa dei personaggi. ^^

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  6. L'ho letto di recente e mi sono follemente innamorata della Rowell! Tutti i suoi libri finiranno nelle mie mani *argg*
    Park secondo te Angharad *__* da sbav

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    1. Anche io voglio leggerli tutti! *^*
      Niente male Park, eh? :3

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  7. Devo leggerlo :) ho scoperto ora ce è la stessa autrice di fangirl, che spero tradurranno presto.

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    1. Devi! ;) Anche io voglio leggere Fangirl e lo farò il prima possibile. :)

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  8. Finito ieri sera, con le lacrime agli occhi ma stra-stra-stra contenta del lieto fine.
    Effettivamente il titolo in inglese è perfetto, anche perché in italiano mi sembra decontestualizzato e appioppato lì giusto per attirare l'attenzione di 12enni alle prese con le prime cotte. Però alla fine me lo sono letto in inglese, quindi questa era una mera osservazione^^
    Btw, con Fangirl e questo libro, la Rowell è decisamente approvata.. Mi sa che oggi mi inizio Attachments!
    love, love, love
    *Valentina

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    1. Mi ero persa questo commento! Disonore su di me e sulla mia mucca! D:
      Il titolo italiano è davvero pessimo, non centra proprio niente col romanzo. E non ho capito la necessità di cambiarlo. Bah.
      Comunque, anche io l'avevo finito con le lacrime agli occhi, le ultime pagine erano state tremende e dolcissime e sì, il lieto fine mi ha resa molto contenta.
      Devo ancora leggere Fangirl, spero di riuscire a farlo al più presto. :3
      Grazie come sempre di essere passata a commentare!
      Ci fa sempre piacere ricevere i tuoi commenti! ♥♥♥

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