venerdì 21 marzo 2014

Gabriel's Inferno

Sylvain Reynard

Titolo: Gabriel's Inferno - Tentazione e Castigo
Titolo originale:Gabriel's Inferno
Autore: Sylvain Reynard
Traduttore: E. Cantoni
Editore: Nord
Prima edizione italiana: aprile 2013
Prima edizione: settembre 2012
Pagine: 568
Prezzo:€ 15,90

… anche detto il Girone del Cattivo Gusto



Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate

Potrei passare le prossime due settimane a dire quanto questo libro mi abbia profondamente disgustata, ma non credo che riuscirei mai a rendere il grado di disperazione che ho raggiunto, perciò passerò direttamente ai fatti cercando di citarvi le parti peggiori, giusto per darvi un’idea di cosa ho dovuto subire.

«Vuoi che ti nutra?».

Forse si tratta semplicemente di una pessima scelta di traduzione, o forse sono troppo digiuna di libri romantici per trovare questa frase qualcosa di più di semplicemente assurda e imbarazzante. Se un uomo mi dicesse una cosa del genere gli scoppierei a ridere in faccia, o forse indietreggerei cautamente.
La nostra protagonista invece annuisce grata, sentendosi accaldata.



Ecco, se c’è una cosa che mi ha preoccupata molto leggendo questo libro – oltre, ovviamente, i ripetuti riferimenti a violenze e abusi non adeguatamente trattati – è che mi ha fatto dubitare di essere ancora etero e dotata di ormoni. Magari è un mio problema, ma la metà delle scene descritte, più che farmi sospirare di sdilinquimento mi ha fatto gemere (ah, che pessima scelta di parole!) di disperazione, la restante metà invece mi ha fatto ringhiare come una gattina imbizzarrita. No, non l’ho inventata io questa, ma ammettetelo, è talmente originale che viene voglia di esserne stati i primi autori. Sto scherzando, tranquilli.
Il riassunto della trama è semplice: Julia Mitchell è una specializzanda all’Università di Toronto dove insegna il terribile (ma fichissimo!) professor Emerson, un fetente misogino che però inspiegabilmente riveste il ruolo di eroe romantico della storia. Non temete, approfondirò il concetto più avanti. Tra i due – professore e allieva – ovviamente non può esserci nulla, pena l’espulsione di entrambi dall’Università, ma altrettanto ovviamente i due sono attratti l’uno dall’altra. In particolare Julia, che lo ama dai tempi del liceo quando si è innamorata di lui vedendo una sua foto (?) a casa della migliore amica. Gabriel, infatti, è il fratello adottivo di Rachel, amica del liceo di Julia, e i due hanno condiviso una notte di intimità quando lei aveva solo diciassette anni, e lui quasi ventisette, se i miei calcoli sono giusti. Ma niente sesso! Eh, è importante, perché il 90% del libro, lasciando da parte le molestie che Julia subisce dall’emerito stronzo professore, riguarda il come Julia perderà la sua verginità. O meglio, sul fatto che Gabriel non vede l’ora di prendergliela, questa benedetta verginità, ma allo stesso tempo non può sopportare che lei stia con lui, visto il suo passato burrascoso. SPOILER SUL FINALE Quindi le confesserà tutti i suoi peccati prima di portarla in Italia e darsi alla pazza gioia in un albergo di lusso a Firenze. FINE SPOILER.

Vorrei fare un discorso ordinato perciò questa volta mi concederò di andare per punti. Parto dalle cose che ho ritenuto meno disturbanti per finire con quelle che, a mio parere, sono gli elementi peggiori.

1. L’uso a sproposito di citazioni usate ad cazzum, passatemi il francesismo:

Giù le mani dal mio tesssoro, Gollum.

Seriamente? No, davvero, come dovrei reagire a una frase del genere (soprattutto inserita nel suo contesto che, vi assicuro, non c’entra proprio nulla) a parte lanciando il suddetto libro tra le fiamme del camino? È andata bene perché non ho un caminetto, e nemmeno accendini o liquidi facilmente infiammabili. Ah, per la cronaca, il Gollum è Christa, la specializzanda che ha messo gli occhi sul professore e che cercherà di portarselo a letto per tutto lo straziante seminario.


Si domandò quanto sarebbe costato abitare là, invece che nella sua tana da hobbit, indegna di un cane.

Sarò una nerd senza speranza, ma abitare in una casa da hobbit è tipo nella Top Ten delle cose da fare in una vita futura.
Citazione discutibile a parte, il motivo per cui Julia si riferisce in questo modo al monolocale in cui abita è che la prima volta in cui Gabriel ci è andato ne è rimasto sconvolto, e l’ha trattata da indigente.

Lui si sporse in avanti, gesticolando. «Questa sistemazione è invivibile. Non ha nemmeno una cucina come si deve. Che cosa mangia?».
Lei appoggiò sul tavolo la teiera e un piccolo colino d’argento, poi prese posto sulla seggiola di fronte a lui. Cominciò a torcersi le mani. «Molta verdura. Sul fornello posso cucinare zuppa e couscous. Sono piatti nutrienti.» Le tremava la voce, ma lei faceva del suo meglio per conservare un tono spensierato.
«Non può vivere con quella sbobba. I cani mangiano meglio!».


Questo dopo averla insultata più volte e trattata peggio di un cane, per restare in argomento.
Mais c’est l’amour!
Lascio perdere le miriadi di citazioni di Dante e Beatrice che mi hanno fatto letteralmente rabbrividire. A pagina 233, in particolare, c’è un dialogo DELIRANTE sui due “amanti sfortunati”. Non so voi, ma nelle orecchie mi risuonano le urla di migliaia di insegnanti di italiano che dall’oltretomba chiedono vendetta.



2. Paul. Il bravo ragazzo che si innamora della fragile e dolcissima Julia, tanto da chiamarla fra sé e sé “Leprotto”.
Per nulla inquietante.

Mentre proseguivano il giro della biblioteca, Paul s’impose di essere paziente. Molto, molto paziente. E cauto, ogni volta che tendeva la mano per offrire una carota al suo Leprotto, o per accarezzarne delicatamente la pelliccia morbida. Sapeva che altrimenti quella timida creatura si sarebbe spaventata, dandosi alla fuga e negandogli l’opportunità di aiutarla a diventare reale.

Se non fosse per la sua ossessione per i conigli, forse avrei quasi potuto apprezzare Paul, ma questo feticismo per gli animaletti pelosi mi ha turbata abbastanza da farmi tenere le distanze. Senza contare che il numero di volte in cui la protagonista viene chiamata Leprotto mi ha fatto temere di star leggendo in realtà una rivisitazione della Fattoria degli animali.

Ma la nostra Julia non è solo un tenero Leprotto, oh no!

Le avvicinò di nuovo il volto e si leccò le labbra rosse e perfette, lentamente. Molto lentamente. «Non dovrebbe trovarsi qui. L’ora della nanna è passata da un pezzo. Dovrebbe essere nel suo lettino pervinca, raggomitolata come un gatto. Una bella gattina dagli occhi scuri. Mi piacerebbe accarezzarla.»


Questo è sempre l’emerito stronzo Professore.

«Lei, Miss Mitchell», bisbigliò lui, con la voce improvvisamente roca. «Mi sta portando a letto e non mi ha ancora baciato. Non crede che dovremmo cominciare con un bacio, magari qualche tenera effusione sul divano per un paio di sere, prima di arrivare al letto? Non ho nemmeno avuto l’occasione di accarezzarla, mia maliziosa gattina. E poi è vergine, no?».

Scena spettacolare, davvero. Un mix di romanticismo e struggimento… poi il fatto che lui le vomiti addosso è la vera ciliegina sulla torta. Come non amarlo? E Julia è sempre più cotta di lui.
Uomini! Se non sapete come conquistare una donna, vomitatele addosso, con Julia sembra aver funzionato alla grande.

«Ti sei trasformata da coniglio in gatta imbizzarrita. Be’, oggi i tuoi artigli sono arrivati molto in profondità, gattina mia. Mi hai fatto sanguinare con ogni parola. Sei contenta, adesso?».


Basta, ho deciso che vi risparmio le altre citazioni.

3. Finalmente arriviamo alla parte che mi preme di più: Gabriel.
Per Julia lui è sexy, intelligente, bello come il sole, desiderabile, l’unico uomo che abbia mai amato.
Ecco come è invece Gabriel a un occhio dotato di un minimo di buon senso: un uomo con tendenze violente, possessivo, irascibile e arrogante. Un uomo che da giovane ha mandato all’ospedale il fratello per le botte, ha fatto uso di droghe pesanti per diverso tempo, SPOILER è stato in parte responsabile dell’aborto della sua fidanzata perché troppo annebbiato dalle droghe e dall’alcool per chiamare un’ambulanza in tempo. FINE SPOILER, un manipolatore di prima categoria.
Insomma, l’uomo ideale.
Il passato torbido di Gabriel è riscattato appena dalla carriera universitaria che lo vede come uno dei più autorevoli specialisti di Dante in tutto il mondo. Ehi, però ha due occhi azzurri da favola, perciò qualche trasgressione gliela possiamo concedere, no?
NO.


La cosa che più mi ha lasciato sconvolta non è tanto il passato turbolento, per non dire torbido, di Gabriel, quanto la totale e immediata accettazione da parte di Julia. Ora, non so voi, ma se l’uomo di cui sono invaghita follemente (non parlo d’amore per il semplice motivo che, nonostante Julia professi più volte d’amarlo, mi rifiuto di definire amore un sentimento nato da una sola notte passata insieme quasi dieci anni prima e qualche sporadico incontro durante cui Gabriel non ha fatto altro che umiliarla), se quest’uomo mi confessasse di essere un ex tossico e di essere SPOILER involontariamente responsabile della morte della sua bambina mai nata, FINE SPOILER la mia risposta non sarebbe “tranquillo, ti amo lo stesso, anzi, ti amo di più perché mi hai detto la verità”. Un minimo di esitazione? Magari ci dormi sopra una notte, che dici? Magari devi rivedere la visione che hai di questo uomo meravigliosamente asfissiante che non ti permette di ballare con chi vuoi perché non sei degna di gestire la tua vita da sola. Magari… magari tirargli un paio di tacchi a spillo sulla tempia???
I tacchi a spillo li cito con cognizione:

Poi, dal fondo della borsa, estrasse un paio di pantofoline in satin viola, col tacco a spillo. Un invito al sesso, o alla frattura del malleolo.

E un invito ad andare affanc… no?

Lentamente Julia sollevò gli occhi sul professore, poi tornò a guardare il disastro. Ha sfasciato una sedia. Una sedia di metallo.
Lui riaprì le palpebre. Nei suoi occhi blu si leggeva una calma strana, minacciosa. Julia si era avventurata nella tana del drago. Disarmata.



Dopo Gollum e gli hobbit arrivano anche i draghi, sarei anche contenta della variazione, se non fosse che l’idea di un uomo che sfascia una sedia di metallo e poi se la prende ancora con me non mi tranquillizza affatto.
Il buon senso vorrebbe che ora Julia si tenesse a distanza da lui, ma questo vorrebbe dire avere troppo intelligenza per la nostra protagonista.

Julia lo scrutò, guardinga. Una volta accertato che la sua rabbia si era placata, andò a sedersi su uno sgabello, sempre a distanza di sicurezza. Quant’era veloce a correre? E lei, a scappare?

Questo quando lei lo incontra la prima volta, ovvero quando lui ha appena sfasciato un tavolo di vetro mandando all’ospedale il fratello e ora beve birra sul portico. Capisco che a diciassette anni il cervello possa non essere del tutto sviluppato, ma almeno in teoria dovrebbe essercene uno.
Non vorrei fare la maestrina ma, per favore, se vedete un uomo con una mano sanguinante che beve birra mentre in casa sua sorella ha una mezza crisi isterica per come si è comportato, voi non seguitelo nel bosco da sole. Datemi retta: girate i tacchi, anzi i talloni, non sia mai che resti folgorato dalle vostre decolté e vi segua per ammirarle, e andatevene. IN FRETTA.

«Prego? Ma chi si crede di essere?».
«Un uomo capace di riconoscere l’ingenuità e l’innocenza. Ora sorseggi il suo cocktail senza fretta, da brava bambina, e la smetta di fingersi a suo agio in un posto come questo.» Con un ultimo sguardo torvo, Gabriel scolò lo scotch d’un fiato. «Calamity Julianne.».
«Che significa, ingenua e innocente? Cosa vorrebbe insinuare, esattamente?».
Lui fece una smorfia e abbassò la voce a un sussurro: «Devo proprio dirlo a chiare lettere?».
Si era chinato verso di lei e, suo malgrado, Julia si sentì svenire quando il suo fiato caldo le sfiorò il collo nudo.
«Arrossisce come una collegiale, Julianne. E io avverto la sua innocenza. È lampante che è ancora vergine. Non cerchi di spacciarsi per ciò che non è».
«Cosa? Lei è... è...» Julia si scansò di colpo, in cerca di un insulto adeguato in inglese. Ricadde nell’italiano. «...uno stronzo!».


Grazie al cielo almeno glielo dice una volta. Peccato che due pagine, ma che dico!, due righe dopo gli cada di nuovo ai piedi.

«Non ricordi cos’e` successo ieri sera, Gabriel?»
«No, grazie al cielo. E si alzi, una buona volta! Passa più tempo in ginocchio di una puttana.»


Questa è la mia preferita. È innegabile la grazia con cui riesce a darle dalla puttana senza effettivamente dire che lo sia.

Vorrei lanciare un piccolo appello.
C’è una linea, sottile ma ben definita, tra l’essere compassionevoli e l’essere stupidi. C’è una netta differenza tra amore e molestie, tra comportamento premuroso e mania di controllo.
Vi prego, cerchiamo di distinguerli.

Vorrei concludere con le cose che, se prendessi questo libro un po’ più seriamente di quanto ho fatto, dovrei fare per avere successo con gli uomini:

1. Essere fragile, innocente, e abitare in una tana da hobbit per risvegliare il loro istinto protettivo.
2. Non cercare di gestire autonomamente la mia vita.
3. Mordermi il labbro inferiore, avere l’aria smarrita e non farmi rispettare per niente. Sono una tenera bambina che ha bisogno di essere nutrita e accudita. Un Leprotto o un gattino, insomma.
4. Perdonare qualsiasi cosa, che siano insulti, umiliazioni o abusi di potere. Subire è sexy!

E per concludere, qualche cosa che ho imparato da questo libro:

1. Non importa quanto tu sia stronzo, collerico o violento. Se sei ricco e hai due occhi azzurri da svenimento, il mondo è tuo. O per lo meno la ragazza di turno.
2. L’unico uomo con cui puoi perdere la verginità è quello di cui ti sei innamorata a diciassette anni guardando una sua foto. Seguendo questa logica a me toccherebbe Orlando Bloom. Morirò zitella con 50 gatti a ballare sulla mia tomba.
3. “Non andare con gli sconosciuti” è un consiglio che non vale se lo sconosciuto in questione è ubriaco e figo. Possibilmente dall’aria pericolosa.
4. Noi donne non sapremo mai gestirci da sole, avremo sempre bisogno di un uomo che decida per noi. Perciò tanto vale scegliersi il più ricco e il più violento, così terrà a bada tutti gli altri.


5. Se la vostra prima volta non è in un albergo a 5 stelle in Toscana (beh, almeno noi italiane siamo in zona), allora avete svenduto voi stesse. Fatevene una ragione.
6. Il modo migliore per sfuggire a un bastardo violento e dalle strane perversioni sessuali è sicuramente quello di gettarsi tra le braccia di un altro della stessa risma. Lo sanno tutti che chiodo schiaccia chiodo!

Potrei andare avanti ancora e ancora, ma credo di dovermi fermare.
In sostanza, ho trovato questo libro svilente per la figura femminile, offensivo in buona parte, pedante e inaccurato per quanto riguarda tutta la parte letteraria su Dante e Beatrice (se li dovessi sentire ancora una volta definire amanti sfortunati pensò che dovrete salvarmi da un crollo psicotico) e incredibilmente melenso nelle ultime cento pagine. Oh, sì, c’è anche spazio per la melensaggine, ma il resto era così oltraggioso che ho preferito concentrarmi sulla prima parte.
Lo specchio lo do solo per poterglielo spaccare in testa.

Il mio voto

1 specchio rotto

Alaisse

8 commenti:

  1. LOL Impagabil i tuoi commenti su Gollum, tane da Hobbit (che come giustamente ricordi "abitarne una è tipo nella Top Ten delle cose da fare in una vita futura" u_u)
    Temo che secondo la logica della foto, pure io sarei "destinata" a Orlando Bloom (inutile, Legolas rimarrà una mia fissazione!)

    Che dire? Mi sono rotolata a terra dalle risate! Splendida recensione!

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    1. Grazie, sono contenta che ti sia piaciuta^^
      La tana da hobbit è il mio sogno segreto da troppo tempo ormai *^* Insieme a Legolas, ovviamente!

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  2. La tua recensione è splendida! *_* Anche se le citazioni dal libro mi hanno fatto venire i brividi (e cascare la mascella!). Non commento sul libro perché.. beh, l'hai già fatto benissimo tu :) ma di sicuro lo eviterò come la peste!!!! :P

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    1. Brava, salvati tu che puoi!
      E grazie ;)

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  3. Ma lo sai che mi hai (quasi) fatto venire voglia di leggere questo libro? XD
    Questi libri sembrano un miscuglio delle cose da non dire mai ad una donna - a meno di voler essere certi che non ti rivolga mai più la parola - e la sindrome da crocerossina a livello patologico.
    Per la storia della verginità... averlo saputo, che mi spettava Brad Pitt!

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    1. Noooo, non farlo! Prenditi a martellate un dito piuttosto, di sicuro sarà un'esperienza meno traumatica.
      Scherzi a parte, cavoli, vuoi dire che non è stato lui il tuo primo amante? Allora il libro mente, sono sconvolta O.O

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  4. Sono scioccata! Non avevo pensato minimamente di leggerlo, ammetto, non mi attirava, ma poi ho visto la tua recensione e l'ho letta per spassarmela. Sì! La tua recensione è davvero spassosa e anche molto curata, perché hai motivato più che bene quello specchio rotto. Sembra la trama di un anime giapponese, lei è la tipica ragazzina senza spina dorsale che si lascia abbindolare e trattare male dal primo cretino di turno solo perché è bello. Mi vengono in mente i mille anime Harem con questa identica trama, l'unica differenza è che il figo è uno solo e non sei. Io, davvero, non so che dire sulla storia, hai detto tutto quello che c'era da dire e se il racconto ruota su quei quattro concetti inutili e orribili, sono d'accordo con te e con le tue conclusioni. Mi chiedo cosa passi nella testa di chi pubblica sta spazzatura.
    Complimenti per la recensione, continuerò a non volerlo leggere con più convinzione.

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    1. Grazie, sono contenta che la mia recensione ti sia piaciuta^^
      Io questo libro non l'ho proprio sopportato, ma su goodreads e in altri siti ha una media piuttosto alta, infatti hanno già pubblicato i seguiti. La cosa mi lascia molto perplessa ma, in fondo, de gustibus... Mi piacerebbe parlare con qualcuno che al libro ha dato 4 o 5 stelle. Devo capire cosa mi sono persa.

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