mercoledì 15 gennaio 2014

Trent'anni e li dimostro

Amabile Giusti

Titolo: Trent'anni e li dimostro
Autore: Amabile Giusti
Editore: Mondadori - 9 settembre 2014
Prima edizione: selfpublished -11 dicembre 2013
Pagine: 261
Prezzo: ebook - € 4,99; rilegato - € 14,00
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Avevo già sentito nominare Amabile, dopotutto Amaranth ha letto il suo Odyssea, anche se non avevo ancora provato nulla di suo. Perciò Trent’anni e li dimostro è stato il mio primo incontro con quest’autrice.
È un romanzo frizzante appartenente al genere chick-lit, e in effetti strizza l’occhio a Sophie Kinsella e al Diario di Bridget Jones, sebbene con un’ambientazione tutta italiana. Sono stata un po’ indecisa all’inizio sul voto da dare e sulle impressioni finali, ma chiarirò tutto più avanti.
Carlotta Lieti vive a Roma, ha quasi trent’anni, è disoccupata e condivide l’appartamento con Luca, scrittore trentaduenne allergico alle relazioni stabili e con un letto molto frequentato. Sembrerebbero due persone molto diverse, per carattere e stile di vita, eppure hanno instaurato una bella amicizia, anche se l’imbranata Carlotta è completamente persa per lui.
Fra le invadenze di una famiglia del tutto particolare (per non dire qualcosa di peggio) e il destreggiarsi con un’infatuazione sempre più vicina a un innamoramento vero e proprio, assistiamo alle peripezie della protagonista. Gliene capitano di tutti i colori e arrivata a un certo punto sono sbottata “E dai, però! Povera!”. Se c’è qualcosa che deve andare male, state sicuri lo farà, anche se alla fine si risolverà tutto e ci sarà l’happy ending.
Sicuramente qualcuno storcerà già il naso, sembra non discostarsi molto dal genere rosa, e sostanzialmente è così. Non è particolarmente originale l’intreccio e spesso è, anzi, piuttosto prevedibile, ma tendenzialmente non mi aspetto grandi colpi di scena da questo genere, anche se ci sono alcune eccezioni, perciò non mi ha per nulla disturbata.
Una cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa è l’assoluta negatività che circonda Carlotta, e non parlo di lei nello specifico, che sebbene passi dei momenti (molti) in cui ha l’autostima sotto i piedi, ha uno spirito piuttosto combattivo il più delle volte e fa del sarcasmo la sua arma migliore. Intendo gli altri personaggi: ha un’amica divorziata che odia gli uomini avendo subito i tradimenti del marito per anni e l’altra “amica” passa da un uomo all’altro nella speranza di incontrare quello che la porterà all’altare (e gli esemplari maschili che sceglie… sono del tutto particolari). Per non parlare della famiglia, una madre che la sminuisce sempre, perché è single, non particolarmente bella e non ha un lavoro stabile, una sorella con due metri di gambe, stupenda e il cui unico obiettivo nella vita è distruggere la felicità di Carlotta. Il padre è l’unico che si salva, in questa gabbia di matti, riservato e gentile, rimane quasi in disparte. Insomma, mi chiedo come Carlotta sia rimasta sana di mente. E non parlo delle varie zie e cugine materne. Mi è sembrato un po’ improbabile come assembramento di personaggi. Non mancano quelli un po’ più tranquilli e normali, come Franz o il padre stesso della protagonista, ma sono più unici che rari.
Nonostante ciò, questa selva di personalità è utile a creare le situazioni più disparate (e in alcuni casi imbarazzanti, per Carlotta ovviamente).
Non mancano le risate e anche i momenti di rabbia, in cui prenderesti i personaggi di turno e sbatteresti la loro testa contro il muro. Più volte. Mi ha coinvolta totalmente, tanto che ai miei versi di disappunto ho ricevuto sguardi sconvolti da mio fratello (come se non mi avesse mai vista leggere, tzé!).
Ho trovato adorabile il rapporto tra Luca e Carlotta prima delle complicazioni, sono divertenti i loro battibecchi amichevoli; dopotutto lui, sicuro di sé, che non crede nell’amore ed è piuttosto cinico in merito, si trova a vivere invece con una donna che è il suo esatto opposto, insicura e con la speranza di trovare l’uomo giusto. E anche se all’inizio sembra sia solo lei quella infatuata, ci sono vari indizi sul fatto che il bel coinquilino non sia così indifferente come crede.
Per quanto non ci siano colpi di scena, la storia è scorrevole e ben studiata. E sono stata soddisfatta. Fino quando non sono giunta alla fine.
Ecco, mi ha un po’ delusa il modo in cui si risolve il tutto. Ci sono due confronti fondamentali alla fine del romanzo, non andrò nel dettaglio e non credo di fare spoiler, ma sentitevi liberi di saltare queste ultime righe.
Partiamo dalla sorella, il cui odio ha chiaramente una spiegazione fin dall’inizio, ma che viene buttata lì un po’ troppo frettolosamente senza possibilità di una vera risoluzione (e forse non c’era questa volontà, non ai fini della trama del romanzo). E anche il confronto con Luca, dopo le mille incomprensioni, mi ha lasciata con l’amaro in bocca.
E in entrambi i casi è stata Carlotta a deludermi. Si è mostrata fin dall’inizio una dalla battuta pronta, anche quando completamente a terra non le mancavano le parole. Eppure sia con Erika, la sorella, che con Luca rimane quasi passiva. Non sa cosa dire. Capisco l’emozione e lo sbalordimento, ma accidenti! Hai passato anni a non capire tua sorella, finalmente sai il motivo del suo comportamento e stai zitta?
E Luca? Ci sono stati dei momenti in cui avrei preso lui e l’avrei gettato giù dal balcone. E non gliel’avrei fatta passare così liscia, o almeno avrei detto anche la mia, perché alla fine sembra che solo lui abbia sofferto come un cane per due mesi (e lei ha patito per ben più tempo). Insomma, avrei visto più una bella battuta ironica sulla bocca di Carlotta, invece di quella semplice e prevedibile che alla fine dice.
Magari per questi ultimi due punti sarà stata una mia impressione o un mio particolare gusto, quindi non mi pronuncio oltre.
In generale ho trovato il romanzo molto godibile e sono riuscita a lasciarmi trascinare dalla storia, infatti l’ho terminato in due giorni. Il merito va tutto allo stile dell’autrice, scorrevole e ironico, è riuscita a strapparmi delle risate e a coinvolgermi. È ciò che ho apprezzato di più in questo romanzo. Non che sia l’unico punto positivo, sia ben chiaro, ma è il motivo per cui ho deciso alla fine che mi è davvero piaciuto.
Mi rendo conto che forse sembrerà una recensione negativa, ma non lo è. Ho preferito non tacere le mie perplessità, sebbene abbia trovato la storia divertente e ben scritta e credo che dovrebbe essere letta da chiunque ami il genere chick-lit.

Il mio voto

3 specchi

EDIT 17/09/2014
Il libro è stato letto e recensito nella versione autopubblicata dall'autrice.

Angharad

8 commenti:

  1. Conosco già l'autrice perché ho letto entrambi i volumi della serie Odyssea, che ho davvero apprezzato, e mi piace molto anche il suo stile.
    Sono molto curiosa di leggere anche questo romanzo, per sapere come si cimenta in un genere completamente diverso :3
    Come sempre la tua recensione è accuratissima, e ovviamente ti farò sapere cosa ne penso non appena lo leggerò :3

    Hugs and kisses ♥

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    1. Grazie per i complimenti, cara. ♥
      A me manca proprio Odyssea, è in wishlist e prima o poi recupererò. ;)
      Resto in attesa della tua recensione, allora. :D

      Un bacione :*

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  2. Mi piace molto questa scrittrice, anche se il primo di Odyssea non mi ha entusiasmato. Questo libro mi incuriosisce molto e non vedo l'ora di aggiungerlo alla mia libreria!

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    1. Secondo me, è molto carino. Una lettura leggera e divertente! :)

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  3. Di questa autrice ho letto solo il primo libro di Odyssea...non è che non mi sia piaciuto, però non mi ha nemmeno fatta impazzire!! Magari proverò a leggere anche il seguito o Cuore Nero, di cui ho sentito parlare bene, però Trent'anni e li dimostro non mi attira particolarmente..non è esattamente il mio genere!! :)

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    1. Vorrei anche io provare gli altri romanzi! ^^
      Ecco, se non è il tuo genere te lo sconsiglio. A me è piaciuto, ma apprezzo molto il chick-lit e questo mantiene proprio la tipica struttura di questo genere e non c'è nessuna innovazione. Quindi se vuoi vedere se quest'autrice ti piace, conviene che provi un genere a te più vicino. :)

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  4. Condivido pienamente il punto sulla ...assoluta negatività che circonda Carlotta. Il romanzo è leggero e piacevole, non spicca per originalità e gli eccessi abbondano, ma l'autrice scrive bene e in un modo o nell'altro la storia e le disavventure di Carlotta tengono ancorati al romanzo.

    Nel

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    1. Sono pienamente d'accordo. Diciamo che questo romanzo ha i suoi difetti, ma è apprezzabile perché in ogni caso riesce a catturare l'attenzione grazie allo stile della Giusti.

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