giovedì 12 dicembre 2013

A prima vista

Le prime parole di un libro sono le scintille che accendono la curiosità e attraggono il lettore trascinandolo in un mondo nuovo, tra carta e emozioni. Vi invitiamo a scoprire gli incipit che ci hanno più appassionato e che abbiamo scelto per invogliare anche voi a proseguire la lettura.

L'Amuleto di Samarcanda, Jonathan Stroud

La temperatura della stanza crollò vertiginosamente. Una patina di ghiaccio si formò sulle tende e incrostò le lampade del soffitto. I filamenti delle lampadine si smorzarono e la luce si affievolì, mentre le candele che spuntavano su ogni superficie disponibile come una colonia di funghi si estinsero all’istante. Nella stanza semibuia si levò una nube sulfurea, gialla e irrespirabile, dentro la quale si agitavano ombre nere e indistinte. In lontananza si udiva un coro di voci urlanti. La porta chiusa che affacciava sul pianerottolo fu sottoposta a una pressione improvvisa che la gonfiò verso l’interno e ne fece scricchiolare tutte le assi. Il pavimento fu attraversato da uno scalpiccio di piedi invisibili e dietro il letto e sotto la scrivania bocche incorporee sussurrarono parole sinistre. Quindi la nuvola solforosa si compattò a formare una spessa colonna di fumo da cui proruppero spire sottili, che prima di ritrarsi lambirono l’aria come tante lingue. La colonna rimase sospesa sopra il pentacolo, ribollendo contro il soffitto come il fumo di un vulcano in eruzione. Per un momento quasi impercettibile non accadde nulla. Poi dentro il fumo si materializzarono due occhi gialli e penetranti.
Ehi, era la sua prima volta. Volevo mettergli un po’ di strizza.

Angharad

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