martedì 1 ottobre 2013

Sala di Lettura: Hunger Games di Suzanne Collins

Inizia la prima tappa

Felici Hunger Games…

Tranquilli! Per il momento non abbiamo progettato di mandarvi nell'Arena e mettere alla prova le vostre capacità di sopravvivenza, ma potremmo farci un pensierino… *diaboliche*
Dato che siete ancora al sicuro, vi consigliamo (siamo davvero buone, non trovate?) di prendere i vostri libri e lasciarvi trascinare nel vortice di entusiasmo che accompagna e accompagnerà questa Sala.


Che abbiate letto o meno il primo libro della trilogia, che abbiate visto soltanto il film sicuramente conoscete gli Hunger Games. Ve ne sarete fatti un'idea, anche facendo tutti gli sforzi per evitare gli spoiler.

Quando mi sveglio, l'altro lato del letto è freddo. Allungo le dita per cercare il calore di Prim, ma trovo solo la tela grezza della fodera del materasso. Avrà fatto un brutto sogno e si sarà infilata nel letto della mamma. Ma certo. Oggi è il giorno della mietitura.

Queste sono le prime parole che leggeremo aprendo Hunger Games. "Oggi è il giorno della mietitura". La Collins ci getta senza preamboli dentro Panem, in un giorno che ha solo l'apparenza di una festa.

Domanda di benvenuto

Gli Hunger Games sono molto più di un crudele e cruento reality show, come presto scoprirete. Per noi è difficile comprendere come possano essere concepiti e realizzati in una qualsiasi società, anche se fittizia. Secondo voi, gli Hunger Games fanno riferimento a qualcosa di reale? Che cosa ha voluto rappresentare con questi giochi la Collins?

Nelle tappe vi aspetterà qualcosa di più leggero; non è una promessa, ma ci proveremo!

Buona lett «No, Ang! Aspetta» urla Amaranth, bloccando le mani di Angharad.

Ang guarda preoccupata Am.

«Devo lanciare l'appello!»

«Oh, no! Am, ti prego, non è il caso» implora Ang, tentando invano di ammansirla.

«E invece sì! È giusto che sappiano!»

«Okay. Fai. Io me ne lavo le mani» si arrende la Bella.

Prima di lasciarvi alla lettura, vorrei chiedervi (no, non sto cercando di influenzare le vostre opinioni) di prestare attenzione alle parole di Katniss nel primo capitolo. Le trovo molto forti, ma può essere che sia dovuto alla consapevolezza della seconda lettura.

E ora siete davvero liberi di divorare le pagine.

...e possa la buona sorte essere sempre a vostro favore!

Amaranth& Angharad
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6 commenti:

  1. Voi mi preoccupate, seriamente. Per una volta che leggo i post senza aver partecipato alla scrittura mi rendo conto di quanto facciamo paura di solito.
    Per rispondere alla domanda... così su due piedi non saprei dire cosa ha cercato di dire la Collins mettendo in scena questi "giochi". Sicuramente c'è un forte riferimento ai reality show che vanno di moda da alcuni anni, solo estremizzati e portati a un'esasperazione che, per fortuna, nella nostra società non hanno raggiunto. Avendo visto solo il film non mi sbilancio oltre, ma credo che siano ovviamente funzionali al regime dittatoriale di Panem e che siano un mezzo di repressione, né più né meno che la polizia segreta nella russia sovietica e simili.
    E adesso mi dedico alla lettura per vedere se riesco a cogliere qualche nuovo aspetto che nel film non era chiaro.
    Che la buona sorte sia con me! u.u

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  2. Evvaiiii si parte! :D
    Penso che "I giochi della fame" siano molto più che un banale reality show dove 12 ragazze e 12 ragazzi si sfidano tra loro all'interno di un'arena. Nel corso della lettura direi che è quasi impossibile non cogliere un riferimento alla realtà. Anzi, forse la vera bellezza del libro sta proprio nella capacità di saper leggere tra le righe.
    Gli Hunger Games mostrano fino a che punto può spingersi la crudeltà dell'uomo. Infatti l'obiettivo dei giochi della fame organizzati da Capitol City è solo apparentemente quello di proclamare un vincitore e intrattenere il pubblico con uno spettacolo in diretta nazionale; in realtà, il vero scopo è quello di impedire ai distretti di ribellarsi con ogni metodo possibile, ricordando loro costantemente il loro stato di sottomissione.
    Leggendo, si percepisce chiaramente lo stato di rassegnazione dei distretti. Ma attraverso i personaggi di Katniss, Gale e Peeta prende forma anche un sentimento opposto, cioè il desiderio di ribellarsi, la voglia di cambiare le cose e di non lasciarsi manipolare come burattini.
    In questo libro il riferimento alla guerra, alla schiavitù e all'oppressione esercitata dal più forte nei confronti dei più deboli emerge molto chiaramente .

    "Io non voglio che mi cambino. Che mi trasformino in quello che non sono. Non voglio essere solo un'altra pedina del loro gioco. Vorrei solo trovare un modo per dimostrargli che non sono una loro proprietà. Se proprio devo morire, voglio rimanere me stesso". (Peeta)

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  3. Gli Hunger Games non sono soltanto un reality, descriverli così sarebbe decisamente riduttivo.
    I giochi sono prima di tutto la dimostrazione del potere di Capitol City sui 12 distretti, un potere estremamente forte. Gli Hunger Games servono come monito, come mezzo per ricordare a tutti gli abitanti di Panem quanto questi dipendano da Capitol City e quanto ci metterebbe la capitale ad uccidere tutti al minimo tentativo di ribellione.
    Il mezzo della diffusione televisiva è decisamente utile per questo fine. Tutti sanno, tutti ricordano.
    Inoltre è evidente chela Collins voglia dimostrare come tutto possa fare intrattenimento, anche l'estrema crudeltà che viene mostrata nei Giochi.
    Nell'arenai personaggi non hanno limiti: oltre a dover uccidere per sopravvivere possono, anzi, in un certo senso devono essere crudeli. L'unica cosa a cui devono pensare è vincere, e rimuovere qualsiasi ostacolo si interponga tra loro e l'obiettivo finale.

    Da brividi, vero?

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  4. Gli Hunger games non sono solo un reality ma la dimostrazione di quanto in là può arrivare la stupidità umana per fare spettacolo. Il turismo della morte ne è un esempio: se non ci si fa problemi a farsi fotografare davanti alla villetta di Novi o a farsi due giorni al Giglio per vedere la Concordia o mettersi di fronte alla villa di Misseri, perché dovrebbe esserci qualcosa di male nel realizzare un reality show in cui i concorrenti sono obbligati ad ammazzarsi l'un l'altro? Ma quello che fa più paura non è l'idea di mettere su un tale tipo di spettacolo, che già è una cosa orripilante, quanto il folto seguito che questi giochi hanno: fan urlanti che acclamano i Tributi, benefattori che spendono soldi per aiutare un concorrente piuttosto che un altro, puntate televisive seguitissime. Ma siamo matti? Il messaggio subliminale, in sostanza è questo: ci sono limiti allo show?

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  5. Guardando il film ho pensato proprio alla domanda che voi ci avete fatto. Mi sono detta, chissà a cosa si è ispirata la mente geniale della Collins mentre scriveva Hunger games. Tanto per cominciare i giochi mi hanno fatto pensare ai recenti ma non proprio RPG, giochi di ruolo. Basti pensare a come nel film(faccio riferimento al film perché non ho ancora iniziato la lettura) le vite dei personaggi vengono messe a repentaglio dalla mano dell'uomo, come se stesse manovrando il personaggio di un videogioco anzichè manipolare delle vite umane; per puro e semplice divertimento, spettacolo( questo in un certo senso mi ha fatto pensare a quanto è frivola la società il più delle volte e forse è proprio questo che l'autice vuole sottolineare in alcuni punti). Per quanto riguarda invece lo scontro vero e proprio che porta 24 ragazzi a combattere tra loro per lottare e sopravvivere, è tutta una finzione. La società cerca di punire la popolazione attraverso dei giochi, promettendo vittoria e gloria al vincitore, quando invece il solo scopo è punire chiunque si ribelli alle autorità. Questo un po' mi ha fatto pensare al passato della nostra storia, a Stalin, Hitler, Mussolini. In quei periodi la violenza non era nascosta, era una violenza gratuita. Qui invece è camuffata dal divertimento e non c'è poi molta differenza, il risultato è lo stesso, la popolazione ci rimette comunque, ed è costretta a subire.

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  6. Grazie a tutte per i commenti. Sappiamo che non vi aspettavate una nostra risposta, ma era stata prevista e pian piano cerchiamo di star dietro a tutto.
    È giusto, dopo che avete condiviso con noi le vostre idee, che anche noi facciamo altrettanto. Cosa sono gli Hunger Games per Amaranth e Angharad?
    In parte siamo d'accordo con voi e probabilmente ripeteremmo quanto avete espresso. Vorremmo aggiungere questa riflessione.
    I ludi romani già si basavano sull'intrattenimento spettacolare e agghiacciante del popolo. Oggi non abbiamo più le arene con i gladiatori, ma abbiamo le case dell'inciucio, l'isola dei noti sopravvissuti, le fiction di sangue e i tg dell'orrore. Non è possibile accorgersene appieno, ma ci siamo assuefatti alla violenza esattamente come avviene per il pubblico degli Hunger Games.
    Ecco che forse non sono davvero inconcepibili nella nostra società, hanno una forma diversa, anche se potrebbero fare meno paura.

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