venerdì 25 ottobre 2013

Reached. L'arrivo

Ally Condie

ATTENZIONE: Reached. L'arrivo è l'ultimo libro della trilogia di Ally Condie. La recensione che segue potrebbe contenere dei riferimenti aMatched e a Crossed. (Trovate le recensioni cliccando sui rispettivi titoli).

Titolo: Reached. L'arrivo
Titolo originale:Reached
Autore: Ally Condie
Traduttore: Pamela Ruffo
Editore: Fazi
Prima edizione italiana: 4 luglio 2013
Prima edizione: Dutton Penguin - 13 novembre 2012
Pagine: 436
Prezzo: Rilegato - € 14,90


Ho finito Reached. L'arrivo e il mio responso non può essere netto; non mi sento nemmeno di consigliarne (o sconsigliarne) la lettura senza dilungarmi in qualche osservazione.
Eppure, se non ci fosse il mio amore per i libri a frenarmi, strapperei la prima parte (un po' di più della metà) di questo romanzo. No, non posso dire che sia del tutto inutile, ma è inutilmente lunga e mi ha lasciato una tale confusione sulle vicende da rendersi insopportabile. Ho temuto davvero che avrei abbandonato la lettura per riprenderla chissà quando. Invece, opportunamente incoraggiata, sono andata avanti e, almeno nella seconda metà, la Condie si riprende.
Questa è la mia impressione a caldo, perciò mi scuso di averla messa subito, senza prima addentrarmi nelle riflessioni. Rimedio immediatamente.

Dopo essersi uniti all'Insorgenza, Ky e Cassia vengono separati. Cassia viene inviata a Central e reinserita nella Società come funzionaria. Quando la ribellione avrà bisogno di lei, verrà contattata. In attesa di ordini, Cassia inizia a commerciare con e a nome degli Archivisti ma, nonostante tutti i tentativi, non riesce a rivedere Ky. Il ragazzo è stato, infatti, ritenuto più utile all'interno dell'Insorgenza. Viene addestrato come pilota di aeronavi insieme a Indie, con la quale lega inevitabilmente ogni giorno di più: sono i piloti migliori.
Come si scopre nel secondo libro, Xander ha aderito all'Insorgenza in tempi non sospetti, ma è rimasto nella Società diventandone un funzionario, per la precisione un fisico. Quando la Piaga si diffonde e la ribellione dell'Insorgenza ha inizio, Xander si dedica alla cura dei malati.

Dopo averlo sperimentato in Crossed, la Condie ha scelto di adottare il multi pov anche per il terzo libro della serie inserendo tra le voci narranti anche quella di Xander. Forse mi sono lasciata influenzare dalla mia preferenza per il personaggio, ma ho trovato che le sue parti fossero le più interessanti e le più chiare. A differenza di Cassia e Ky, che affrontano delle prove anche fisiche, Xander è costretto ad affrontare dissidi interiori e una realtà in cui è difficile distinguere bene e male praticamente da solo.
In ogni capitolo, però, cambia il narratore e le pagine lasciate a ogni personaggio sono troppo poche non solo per entrarci in sintonia, ma anche per riallacciare tra loro gli eventi. Penso che sia proprio questo a suscitare confusione, una sensazione che non ho apprezzato. Quando la narrazione è ben gestita, ci sono intrighi da risolvere, il lettore è incentivato a proseguire la lettura. In questo caso ci sono molte domande che rimangono senza risposta troppo a lungo; gli eventi che si susseguono appaiono privi di rilevanza e generano solo perplessità. A mio avviso, la Condie non è riuscita a dipanare compiutamente i temi che ha inserito nei suoi romanzi.
Inoltre, diventa difficile comprendere come l'Insorgenza si sia sostituita alla Società: sì, porta la cura alla Piaga, ma tutto qui? Non ci sono scontri o eventi davvero significativi; persino la promiscuità tra Insorgenza e Società, per quanto si possa sospettare, viene rivelata soltanto dalle conversazioni. In questo senso, ho trovato più efficaci i fatti narrati nel secondo volume della serie.
Fin dal primo volume si parla di un Nemico contro cui la Società è in guerra. Esiste questo Nemico? Ha un volto? Sinceramente non lo so. Mi potrebbe essere sfuggito, ma ciò vorrebbe dire che è stato affrontato in modo frettoloso e inadeguato. In un distopico, per quanto la distopia sia concretizzata dalla struttura sociale stessa, un Nemico (tanto importante da avere una maiuscola) non può sparire e basta, essere ridotto al ruolo di minaccia esterna e nulla più.
Probabilmente avrei sorvolato su questo particolare, se la Società e l'Insorgenza fossero stati sviluppati completamente, ma nelle pagine di Reached rimangono qualcosa di vago e inconsistente. Si percepisce la minaccia che deriverebbe dal successo dell'una o dell'altra, ma risulta difficile definirle.
Fin dall'inizio compare il Pilota, la guida dell'Insorgenza. In Crossed rimane una figura quasi mitologica, vagheggiata, rincorsa; nel terzo volume della saga si incarna in diverse persone, rappresentando ciò che ognuno dei protagonisti cerca. Tutta la popolazione ne ha sentito la voce, ma nessuno dei protagonisti ha avuto contatti diretti con lui.
Quando succede, ci si ritrova davanti a una persona debole, disperata (quasi isterica) e, proprio per questo, potenzialmente pericolosa. Non mi aspettavo che il leader della rivolta fosse un personaggio del genere: non ho trovato sufficiente la narrazione delle sue imprese per apprezzarlo.
A proposito dallo sviluppo che la Condie ha dato a Società, Pilota e Insorgenza, ho trovato inappropriata l'importanza assunta dal sistema (si deve parlare di sistema e chi ha letto la trilogia potrà confermare) delle coppie. Mi piace che ci sia spazio per l'amore nei libri, ma nel caso della distopia non dovrebbe diventare l'oggetto di interesse principale.
In Crossed avevo storto il naso per l'eccesso di miele tra Cassia e Ky (e io sono romantica). Anche nella conclusione i due protagonisti continuano il loro zuccheroso idillio, ma viene in un certo senso posto in secondo piano e maggior rilevanza viene data alle complicazioni sentimentali tra loro e gli altri personaggi.
Non tutti potranno accettarle (penso alla mia dongsaeng Angharad, per esempio), ma io penso che la vita sia anche questo: si possono amare due persone altrettanto intensamente, ma è solo una quella a cui si appartiene totalmente, senza riserve. Non credo sia impossibile da comprendere e da accettare. Se Cassia non avesse mai incontrato Ky, avrebbe scelto Xander. Non parlo delle altre coppie che riprendono i vertici di questo triangolo, ma il discorso si applica più o meno allo stesso modo, basandosi sul principio del What if…?
Il mondo creato dalla Condie, con gli elementi che vengono gradualmente introdotti, aveva davvero molto potenziale, ma credo che l'autrice non sia stata in grado di gestirlo e si sia persa negli intrecci amorosi. Tirando le somme mi sono resa conto che non ci sono stati colpi di scena che mi abbiano sorpreso: li ho trovati piatti, prevedibili.
Reached doveva risollevare le sorti della trilogia, ma ha finito con l'affossarla: lo stile e le idee di fondo mi erano sembrate promettenti, la lettura rimane scorrevole e a livello superficiale piacevole, ma ho avuto l'impressione che la Condie si sia dimenticata di sviluppare la trama che aveva progettato e invece di un distopico si sia ritrovata a gestire un altro genere.

Il mio voto

2 specchi

Amaranth
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

4 commenti:

  1. Concordo!
    Un pessimo finale, dove non riuscivo più a capire dove volesse andare a parere l'autrice.
    La storia d'amore in sé non mi ha dato tanto fastidio visto che tra una cosa e l'altra i due si vedono insieme si è no per una ventina di pagine.
    Comunque, la cosa del virus non l'ho proprio digerita. Sarebbe stato interessante se sviluppata con più calma e nel corso dei tre libri, così l'ho vista solo come una trovata per occupare pagine e piuttosto noiosa.
    Scoprire il Pilota è stata una cosa deprimente e ogni volta mi chiedevo perché nessuno avesse mai pensato di sparare a un leader del genere e trovarne un altro -_-
    Niente non mi è piaciuto.

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    1. SPOILER ALERT
      Il finale non l'ho trovato così incomprensibile e pessimo. È riparatore e forse un po' scontato.
      La storia d'amore mi ha infastidito sia perché troppo sdolcinata sia perché diventa più importante dei temi distopici, motivo per cui hai avuto l'impressione che la Piaga venisse affrontata solo nel terzo. Hai ragione comunque nell'osservare che viene tratta troppo velocemente in Reached. Doveva essere tra i tempi principali comunque e non risultare come uno stratagemma per riempire i buchi.
      Sono d'accordo:il Pilota è davvero deprimente e poco curato: insomma hai capito da che parte sta?

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  2. Eh immaginavo non ti sarebbe piaciuto... ci sono rimasta molto male pure io :/
    Mi aspettavo un libro capolavoro e invece è stata una brutta delusione :(

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    1. Poteva essere un capolavoro e questo è l'aspetto peggiore: un grande esordio, un finale deludente.

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