domenica 6 ottobre 2013

Le Figlie di Ananke. Black Light

Dilhani Heemba

Titolo: Le Figlie di Ananke. Black Light
Autore: Dilhani Heemba
Editore: selfpublishing
Pagine: 143
Prezzo: Brossura - € 4,33* ; Ebook - scaricabile GRATUITAMENTE

Ho rimandato consapevolmente la lettura di questo romanzo breve (scaricabile gratuitamente qui). Volevo tenere da parte qualcosa di Dilhani da leggere, fino a che, qualche giorno fa, scorrendo la lista dei libri sul kindle, ho deciso che non avrei aspettato ancora.
Ero certa che non sarei rimasta delusa, ci sono casi in cui un lettore sa di potersi fidare di un autore, e questo è uno di quelli. Sono bastate poche righe, perché mi ritrovassi catapultata in una Roma teatro di scontri demoniaci.

Ryker Mancini intravede una figura mentre fa visita alla tomba della madre insieme alla sorellina…

Deglutì e si trovò a fissare gli occhi profondi di una ragazzina, mezza nascosta da una colonna in marmo bianco. Occhi neri come la notte, come un tuono, come un ultimo respiro. Neri come la morte.

Più volte nel corso della sua vita la vede, bambina prima e ragazza poi, senza riuscire a capire chi sia. E non sa che è proibito per un essere umano anche solo poterla guardare e che per questo si troverà in pericolo.
Lei è Thari, la figlia di un umano e di Ananke, la dea personificazione del destino. Le figlie di Ananke sono chiamate Moire e hanno il compito di far rinascere gli uomini, ovvero ucciderli perché passino a nuova vita. E il loro mondo e quello degli esseri umani non devono mai entrare in contatto: è la legge. Eppure Thari è sempre stata incuriosita dal ragazzo, tanto da mettere in pericolo se stessa e Ryker.

L’amore. Oltre la logica delle leggi universali, e parte di esse.

Non posso rivelare di più, perché data la brevità del romanzo, finirei sicuramente per rivelare troppo e togliervi così il gusto di scoprire come si concluderanno le vicende di Thari e Ryker.
Togliamo subito il dente: avrei voluto avere ancora pagine da leggere. Dopo aver avuto tra le mani Nuova Terra e la sua mole, ritrovarsi alla fine dopo sole 148 pagine è stato destabilizzante (*scuote il fratello* «Dove sono le altre pagine? Le hai rubate tu, vero?! Tirale fuori!»).
Sì, beh, delirio a parte, sono rimasta soddisfatta. Il rischio, quando si ha a disposizione poco spazio, è di essere frettolosi o superficiali, ma non è il caso de Le Figlie di Ananke. Black Light. Per quanto mi sarebbe piaciuto fosse più lungo, Dilhani è riuscita a sviluppare le vicende e i personaggi, a dar loro la giusta profondità.
I protagonisti si muovono nella Città Eterna e noi con loro. Ho trovato splendide le descrizioni di Roma, evocative al punto tale da consentirmi di abbandonare per qualche ora Torino e camminare nelle strade romane. Non è mancata la voglia incredibile di farlo sul serio, di prendere e tornare a visitare i luoghi di queste pagine.
Ho ritrovato la cura per il dettaglio già osservata in Nuova Terra. Nulla è lasciato al caso, le parole sono scelte con cura e danno vita a metafore, emozioni e immagini intense ed eloquenti.

Roma sembrava un animale in collera, una districata distesa di vene pulsanti, dal respiro spezzato; giaceva turbolenta nel prato verde, e tutt’intorno la neve. La neve dei monti laziali, silenzioso guanto a cingere la rabbia.

I punti di vista di Thari e Ryker si alternano e permettono di seguire e comprendere entrambi; si dispiegano i frammenti del loro passato e i segreti di Thari e del suo mondo vengono rivelati poco a poco. Mi sono molto piaciuti entrambi i personaggi, ma dato che mi sono immedesimata particolarmente in Thari, ho decisamente una predilezione per lei. Si tratta di un personaggio femminile forte e combattivo, e non solo caratterialmente: non mancano scene d’azione che la coinvolgono, infatti il suo ruolo la porta a scontrarsi con gli angeli, che vogliono difendere gli esseri umani dalle Moire, e inoltre deve proteggere più volte Ryker dalle sue sorelle con cui non esiterà a lottare.
Il mio personaggio preferito in assoluto, però, resta Iside. Sorella, madre e amica di Thari, è eccentrica e ha un modo antiquato di parlare, che ho trovato adorabile.

«Mi impossesserò di cotali scarpe, ranocchietta.» Indicò un’antenna poco distante da sé. «Che quell’immondo pentacolo mi sia testimone, saranno mie.»

Demone o essere umano, l’amore di una donna per le scarpe è sempre lo stesso.


p.s. Leggete anche le note d’autore: sono molto interessanti e forniscono anche spiegazioni e informazioni su alcune scelte di Dilhani.

Il mio voto

4 specchi

Angharad

*EDIT 19/07/2014
dal 13 giugno è disponibile il formato cartaceo del romanzo su Amazon.

6 commenti:

  1. Che bella recensione...complimenti Angharad! Traspare tutto il tuo amore per questa storia ^-^ comunque, già scaricata e pronta per essere letta dalla sottoscritta! ;-)

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    1. Grazie, Monia! <3
      Sono contenta che tu l'abbia scaricato! ;) Non vedo l'ora di conoscere il tuo parere! :3

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  2. Mooolto interessante, devo dirlo!! *__* Amo leggere i romanzi brevi, anche se poi finiscono troppo presto, soprattutto se la storia ti prende e sono scritti bene!

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    1. Sono contenta che ti ispiri! :D
      Se poi ti piacciono i romanzi brevi, te lo consiglio proprio. :3

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