sabato 5 ottobre 2013

Il Grande Gatsby

F. Scott Fitzgerald

Titolo: Il Grande Gatsby
Titolo originale: The Great Gatsby
Autore: F. Scott Fitzgerald
Traduttore:Bruno Armando
Editore: Newton Compton Editori, marzo 2013
Prima edizione italiana: Mondadori, 1936
Prima edizione: 1925
Pagine:125
Prezzo: 0,99 euro

Quand’ero più giovane e indifeso, mio padre mi ha dato un consiglio che ho fatto mio da allora.
«Tutte le volte che ti viene da criticare qualcuno», mi ha detto, «ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu».


Questo l’inizio de Il Grande Gatsby.
A riferire la vicenda è un narratore esterno, Nick Carraway, che si trova per caso ad abitare vicino alla grande villa di Gatsby e che, sempre per caso, verrà lentamente a conoscenza di tutta la sua storia.
Nick viene invitato a cena a casa di Daisy, sua cugina di secondo grado, e del marito Tom Buchanan. Qui conosce anche Jordan Baker, famosa giocatrice di golf con cui intesserà una relazione. Il matrimonio tra Daisy e Tom sembra tranquillo e felice, ma posa su basi incerte. Tom ha infatti un’amante di cui non fa mistero arrivando persino a presentarla a Nick.
Intanto il nostro narratore assiste ogni sera, dalla sua modesta abitazione, alle grandiose feste che avvengono nella tenuta del suo vicino, il misterioso Gatsby. Finché una sera viene invitato a cena proprio da quest’ultimo e Nick si trova a ricoprire un ruolo particolare, quasi di confidente, per questo enigmatico personaggio.

Solo Gatsby, l’uomo che dà il nome a questo libro, fu per me un’eccezione – Gatsby, che rappresentava tutto ciò per cui io provavo un disprezzo totale. Se la personalità è un ininterrotto susseguirsi di successi, allora c’era qualcosa di magnifico in lui, una sorta di elevata sensibilità alle promesse della vita, come se fosse collegato a uno di quei complicati strumenti che registrano i terremoti a migliaia di chilometri di distanza.

Tra una festa e un invito a cena, quindi, veniamo a conoscenza del passato di Jay Gatsby, il cui vero nome è in realtà James Gatz, ex soldato arricchitosi grazie al contrabbando e altre attività illecite di cui ci viene detto poco.
Prima di partire per la guerra, James Gatz aveva conosciuto Daisy e se ne era perdutamente innamorato. Anche la ragazza, al tempo diciannovenne, sembrava contraccambiare questo sentimento, ma dopo la partenza dell’uomo finisce per sposare Tom Buchanan.
Venuto a conoscenza del matrimonio, Gatsby decide di ritrovarla e di conquistarla di nuovo. Di qui le numerose feste e i tentativi di farsi notare dalla donna.
Grazie a Nick e Jordan, riesce infine a incontrare di nuovo Daisy e tra i due sembra nascere nuovamente qualcosa. Ma quando si arriva infine a un confronto diretto tra Tom e Gatsby, Daisy si tira indietro.
Dato che vorrei parlarvi anche del finale, se non volete avere spoiler saltate le prossime righe.
Il romanzo si conclude infatti con la morte di Gatsby che viene assassinato dal marito dell’amante di Tom, a cui lo stesso Tom ha detto che la morte della donna è stata colpa di Gatsby. Naufraga così, letteralmente, il sogno di Gatsby di diventare degno di Daisy e di poterla riconquistare.
Fine spoiler

Era gente sbadata, Tom e Daisy – rompevano cose e persone e poi si ritiravano nei loro soldi e nella loro enorme noncuranza o qualunque cosa fosse che li teneva insieme, e lasciavano che fossero altri a pulire lo sporco che lasciavano…

Dopo averne sentito tanto parlare, ero piuttosto curiosa di leggere questo romanzo ed ero anche preoccupata che potesse rivelarsi una delusione. Invece mi è piaciuto molto, anche se ho odiato molti personaggi, o forse proprio per questo.
Quando si parla del Grande Gatsby si sente spesso dire che tratta il crollo del sogno americano. Oltre a questo tema, però, a mio parere ce n’è un altro altrettanto forte che è quello della solitudine. Gatsby per primo è un uomo solo, e lo vediamo fin dall’inizio. Nonostante le feste che organizza nella sua casa, appare sempre come fuori luogo, isolato nella folla che lui stesso ha raccolto attorno a sé.
Ma anche gli altri personaggi sono soli. Daisy, sposata con un uomo che non la considera veramente, e infatti ha l’amante da cui andare, è sola anch’essa.
Gatsby concentra tutta la sua vita e tutte le sue speranze nel ritrovare Daisy e nel farsi amare da lei, ma si scontra con la dura realtà di un mondo che non concede spazio ai desideri. Vi ho detto che ho odiato alcuni personaggi e la prima è proprio Daisy. L’ho odiata perché, nonostante il marito la tradisca e nonostante la sua evidente infelicità, non riesce a trovare il coraggio di tornare da Gatsby e diventa invece la causa della sua rovina. Se avessi potuto prenderla a schiaffi, l’avrei fatto con molto gusto.
Anche Tom l’ho trovato odioso, con il suo modo di fare incurante e irrispettoso avrebbe meritato una ripassata di frusta anche lui. Peccato non poter entrare nei libri per rimettere in riga qualche personaggio ogni tanto.
Lo stile mi è piaciuto molto: diretto e scorrevole, senza troppi appesantimenti ma allo stesso tempo completo. In particolare ho trovato i dialoghi ben strutturati, complementari alla parte narrativa.
Soddisfatta della lettura, sicuramente è un romanzo che consiglio di leggere.

Il mio voto

4 specchi

Alaisse
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

4 commenti:

  1. Bella recensione :)
    Anch'io il personaggio di Daisy proprio non sono riuscita a sopportarlo!!

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    1. Sì, l'ho trovato irritante oltre ogni dire >.<

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  2. Purtroppo io ho intereotto la lettura dopo solo venti pagine! Non credo che la colpa fosse del libro, che in realtà non mi dispiaceva, ma mia. Questa recensione però mi ha fatto venire voglia di prenderlo nuovamente in mano e di finirlo :)

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    1. Meno male, sono contenta di averti convinto a dargli una seconda chance ;)

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