martedì 13 agosto 2013

Enders

Lissa Price

Titolo: Enders
Titolo originale: Enders
Autore: Lissa Price
Traduttore: Gloria Pastorino
Editore: Sperling & Kupfer
Prima edizione italiana: maggio 2013
Prima edizione: gennaio 2014
Pagine: 265
Prezzo: Rilegato - € 16,90


Finalmente è finito. Davvero, ho dovuto costringermi a prendere in mano Enders e a concluderlo. Era l’unico modo per porre fine alle mie sofferenze. Dire che sono rimasta delusa è un eufemismo. Starters mi era piaciuto molto, sebbene non mancassero i difetti, ma essendo il primo di una duologia mi aspettavo un miglioramento nel seguito. Invece, è andata decisamente in modo diverso. Cercherò di evitare spoiler, nel caso li segnalerò in modo da poterli evitare. Per chi invece non ha letto il primo romanzo saranno inevitabili.

Dopo la distruzione della Prime Destinations, azienda che affittava i corpi degli Starters agli Enders benestanti in modo che potessero assaporare di nuovo la giovinezza, Callie può finalmente riprendere la sua vita con il fratellino Tyler e ora che Helena, la sua Ender ricevente, l’ha nominata sua erede, ha detto addio anche ai suoi problemi economici.
Tuttavia i giochi sono ancora aperti, perché il Vecchio, capo della Prime Destinations, è ancora vivo e del tutto intenzionato a riprendersi lei e il suo chip. Così Callie deve trovare un modo per proteggere suo fratello e se stessa.
Gli eventi si susseguono uno dopo l’altro e non mancano i colpi di scena, o almeno quelli che dovrebbero essere tali. Ecco, partiamo dal primo punto debole di questo romanzo: la trama. L’ho trovata banale e piuttosto superficiale, anche poco coerente talvolta (e questo è dovuto anche ai personaggi, su cui tornerò dopo). Non è tanto la velocità con cui avvengono le vicende, ma il fatto che siano buttate lì; non presentano sviluppo alcuno e si susseguono così, perché devono accadere, senza un reale filo logico. E ogni volta che i personaggi sono in una situazione critica, improvvisamente ricevono aiuto o comunque trovano una soluzione quasi senza doversi impegnare. E il Grande Colpo di Scenabeh, lo avevo intuito fin dall’inizio.

La mia reazione

Sono una lettrice a cui piace essere sorpresa e in genere non capisco dove voglia andare a parare l’autore, anche perché raramente mi metto a far caso a tutti i particolari che mi permetterebbero di scoprire il mistero (soprattutto perché mi faccio prendere dalla lettura e la mia attenzione viene deviata). Ma in questo caso non ho dovuto nemmeno sforzarmi, me lo aspettavo e mi ha disturbato non poco questa cosa. SPOILER Insomma, non so voi, ma il personaggio che più mi aveva intrigato nel primo era proprio il Vecchio, e appena è apparso Hyden non ho potuto fare a meno di pensare fosse lui, i presupposti c’erano tutti. Ho letto il libro aspettandomi la rivelazione e francamente mi sono chiesta per quale motivo non sia mai venuto in mente a Callie. FINE SPOILER

I personaggi, poi, sono macchiette. Callie mi era piaciuta in Starters, l’avevo trovata combattiva e aveva dato prova di avere un minimo di intuito. Qui è una ragazza che si lascia sballottare dagli eventi, passa il tempo a pensare che deve aiutare e salvare tutti, senza focalizzarsi su niente in particolare. Ed è affetta da un brutto caso di Acuta Fiducia: ad esempio si fida immediatamente di un personaggio che la rapisce. Ah, già, ma lui le spiega tutte le sue buone intenzioni, quindi deve per forza essere una brava persona…
Ha passato tutto il primo romanzo a essere diffidente, a ragione visto il suo passato da fuggitiva, e ora di punto in bianco è un’idiota che non sospetta di nessuno?
Inoltre è una banderuola sul piano amoroso. Premetto che non è che abbiano tutto questo spazio le vicende romantiche, ma il punto è che non hanno nemmeno lo spazio necessario a svilupparsi. Anche in questo caso sono buttate lì, perché sembra sia necessario l’interesse amoroso.
Sinceramente ne avrei fatto a meno, esattamente come in Starters, perché era ben altro a interessarmi. Secondo me, la Price avrebbe fatto meglio a concentrarsi sulle questioni più importanti e dar loro uno sviluppo decente, invece di inserire mille cose e arrancare per far succedere tutto.
Quando poi mi fa saltellare Callie da uno all’altro senza motivo, mi sono venuti i cinque minuti. Micheal è il suo amico inutile. Sta lì perché deve creare quello che credo sia un triangolo, ma che di fatto non ha senso né modo d’esistere. Ah, e deve essere materiale da ricatto per far sì che i cattivoni di turno possano obbligare Callie a far quello che vogliono. Un vertice del triangolo (inconsistente) e ostaggio: ecco la sua grande utilità.
E Callie ha questa indecisione che mi ha lasciata perplessa. All’inizio ha pure dubbi su Blake, tanto che ho temuto per un quadrilatero, ma dopo averlo baciato si accorge che non è il Blake che ha conosciuto e che non può esserci nulla tra loro.
Nooo?! Davvero?! E hai dovuto baciarlo per capirlo? Sai che era stato controllato dal Vecchio e che quindi non è lui con cui hai avuto a che fare prima e ti sorprendi se non senti nessun feeling?

Liquidato Blake appare all’orizzonte un altro personaggio: Hyden SPOILER il tipo che la rapisce di cui ho detto sopra FINE SPOILER. Non credo di fare spoiler dicendo che anche in questo caso in pochi giorni si innamorano e lei si butta tra le sue braccia senza esitazione. Callie, tesoro, hai qualche problema.
Consideriamo poi che la psicologia dei personaggi è praticamente inesistente, non hanno uno sviluppo e sono piuttosto banalizzati.
E la conclusione… di nuovo succede tutto in fretta e furia e in modo piuttosto, ehm, poco credibile. Senza contare che ho ritenuto una scena in particolare piuttosto senza senso, ma come avrete capito il senso si era perso già da un po’ in questo romanzo.
Lo stile è molto scorrevole, anche se risulta un po’ appiattito, perché in molti casi ho riscontrato l’uso di un lessico inadatto soprattutto nel caso di Enders, che finivano per usare espressioni tipiche di un adolescente. Faccio un esempio:
«Avevo quasi portato a termine il lavoro, poi ho tagliato un filo per staccarlo e… » Scosse la testa. «Bum.»
A dire questo è un medico Enders, quindi una persona anziana e laureata in medicina. Bum. Per quanto possa essere sotto shock, trovo poco credibile possa dire una cosa del genere. (Tra l’altro mi ha fatto venire in mente Shaggy nel film Scooby Doo 2, qui c’è il video se volete farvi quattro risate, minuto 2:48 http://www.youtube.com/watch?v=TPG5ZUWlOzg).
Sostanzialmente trovo che il problema fondamentale del romanzo sia la superficialità nel trattare le vicende e i personaggi.

Una chicca: sul retro della cover è riportato
«Il degno erede di Hunger Games.» - Los Angeles Times.

Evitate certi paragoni, please. Non sono mai credibili e sono decisamente irritanti.


Il mio voto

2 specchi

Angharad
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

6 commenti:

  1. Mi hai appena fatto passare la voglia di leggere questa duologia ._.
    Se mi dici così, credo proprio che non me la comprerò! Al massimo la prenderò in prestito, non vorrei buttare dei dindini nel cesso << (scusa la parola D:)


    http://libridicristallo.blogspot.it

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    1. Eh, hai capito perfettamente dove finirebbero i soldi spesi per questa duologia. XD Il primo mi era davvero piaciuto, anche se era tutt'altro che perfetto, aveva degli spunti originali. Ma non li consiglierei come lettura proprio a causa di Enders. Quindi, sì, se proprio la vuoi leggere non stare a spendere i soldi, il prestito è un'ottima soluzione. u.u

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  2. Ahhhh i paragoni sono la passione delle CE per vendere!!!! Pochi libri ormai non ne hanno. Starters credo proprio che lo leggerò. Per Enders..ci penesrò! Se inizierò la serie, quasi sicuro che vorrò finirla...

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    1. I paragoni non li sopporto. Anche perché, nel mio caso, l'effetto è quello opposto, mi indispongono e mi fanno sospettare della qualità del romanzo.
      Beh, Starters non si conclude, quindi sarà un po' inevitabile leggere Enders. XD

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  3. Enders ha perso moltissimo rispetto a Starters..non che Starters fosse un capolavoro, ma era godibile, originale, carino..Enders gli ha dato una mazzata..

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    1. Sono d'accordo su tutto! U.U Starters non era al livello di altri romanzi, però mi era piaciuto e se ben sviluppato avrebbe potuto essere interessante. E invece... D:

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