martedì 16 luglio 2013

Il Dardo e la Rosa

Jacqueline Carey

Titolo: Il dardo e la rosa
Titolo originale: Kushiel's Dart
Autore: Jacqueline Carey
Traduttore: E. Villa
Editore: TEA
Prima edizione italiana: 1 gennaio 2007
Prima edizione: Tor Fantasy, 15 marzo 2002
Pagine: 888
Prezzo: Brossura - € 12,00
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Ho rimandato questa recensione a lungo, cercando di pensare alle cose che avrei voluto dire, ma alla fine ho capito che avrei bisogno di troppe pagine e almeno una settimana della mia vita per dirle tutte, perciò mi sono rassegnata a riassumere in modo vergognoso il mio pensiero.

Affinché nessuno possa pensare che io sia un’illegittima – la figlia bastarda di qualche contadino lussurioso, venduta con contratto a termine in un periodo di magra – devo chiarire di essere nata in una Casa e cresciuta in modo appropriato alla Corte della Notte, per quel che mi è servito.
Mi è difficile provare risentimento verso i miei genitori, anche se invidio la loro ingenuità. Nessuno li aveva neppure avvertiti, al momento della mia nascita, di avermi fatto dono di un nome infausto: Phèdre, così mi hanno chiamata, senza sapere che si tratta di un nome elleno… e maledetto.


Finito l’incipit di questo romanzo ero già stregata. Due trilogie dopo, il mondo creato dalla Carey è ancora perfetto in ogni suo dettaglio, sempre più ricco e meraviglioso, e i personaggi da lei creati continuano ancora a tormentarmi.
Ma torniamo a parlare di questo primo libro.
Phèdre porta il marchio delle anguisette, coloro che trovano piacere nel dolore e che sono per questo segnate dal Dardo di Kushiel. A Terre d’Ange, dove vivono gli eredi del Beato Elua e dei suoi compagni, esiste un solo comandamento vincolante: Ama a tuo piacimento.
Il marchio di Kushiel non passa inosservato e Anafiel Delaunay, nobile della corte angeline, paga il prezzo di servaggio della giovanissima Phèdre e la accoglie nella propria casa. Ma Delaunay non intende servirsi dei talenti della giovane nel modo tradizionale. L’addestra infatti a osservare e pensare. Le insegna le lingue e la passione per gli intrighi, facendo di lei un’abile spia in grado di raccogliere le confessioni sussurrate nelle camere da letto dei suoi patroni. Insieme a lei ci sarà Alcuin, il giovane dai capelli candidi e lo sguardo dolce, suo compagno di studi e di complotti. E ci sarà Joscelin Verreuil, il cassiliano incaricato di proteggerla e che per salvare entrambi sarà pronto ad affrontare le lande gelate della Skaldia.
Il regno è infatti in tumulto e i complotti mirano a far cadere la giovanissima erede al trono.

In realtà, c’era ben poco che non fosse bello in Joscelin Verreuil: aveva i lineamenti antichi e nobili di un signore di provincia e il cupo abito grigio cenere che caratterizzava i confratelli cassiliani avvolgeva una figura alta e proporzionata, simile alle statue degli antichi atleti elleni. Gli occhi erano dello stesso azzurro chiaro del cielo d’estate e i capelli, raccolti sulla nuca, erano del colore di un campo di grano al momento della mietitura.

Dirvi altro sulla trama sarebbe spoiler punibile con la morte, o peggio (tanto per citare qualcuno), perciò mi fermo qui.
Si tratta di un volume di più di ottocento pagine perciò metto subito in guardia coloro che sono abituati a letture più leggere.
Lo stile della Carey è di una ricchezza impareggiabile, ma non per questo troppo pesante. Le descrizioni sono particolareggiate, vivide, i dialoghi spesso sono di un’intensità che difficilmente mi è capitato di trovare in altri romanzi.
Inutile girarci intorno. La Carey è ad un livello a cui pochi possono aspirare.

Ero imperfetta.
Ovviamente non mi mancava la bellezza, neppure da piccolissima. Dopotutto sono di Terre d’Ange e, sin dal giorno in cui il Beato Elua posò il piede sul suolo della nostra incantevole nazione e la considerò la sua casa, il mondo ha saputo cosa significa essere angeline. I miei lineamenti delicati rispecchiavano quelli di mia madre, come una miniatura perfettamente intagliata. L’incarnato – sebbene troppo chiaro per i canoni di casa Gelsomino – era tuttavia di una sfumatura d’avorio più che accettabile. I capelli, che crescevano in una piacevole profusione di ricci, erano più neri del nero: in alcune Case questa era vista come una caratteristica affascinante. I miei arti erano dritti e flessuosi; le ossa, una meraviglia di delicato vigore. No, il problema era altrove.
In verità, si trattava degli occhi… e neppure tutti e due, bensì uno soltanto.
Un particolare così piccolo per stabilire un tale destino! Nulla più che una pagliuzza, una screziatura, una minuscola macchiolina. Se fosse stata di un altro colore, forse, le cose sarebbero andate diversamente. I miei occhi, una volta raggiunta la tonalità definitiva, erano della stessa sfumatura che i poeti chiamano «bistro»: una tinta intensa, profondo e luminosa, simile a quella di uno stagno nel cuore di una foresta, ombreggiato da antiche querce. Forse fuori da Terre d’Ange li si sarebbe potuti definire marroni, ma la lingua che si parla oltre i confini della nostra nazione è davvero inadeguata al fine di descrivere la bellezza. Bistro, quindi, intenso, liquido e scuro; tranne che nell’occhio sinistro , nella cui iride brillava una macchia di colore diverso… Rosso, per quanto dire «rosso» non sia sufficiente a descriverne la brillantezza: meglio definirlo scarlatto o cremisi, più rosso dei bargigli di un galletto o della mela glassata in bocca a un maialino arrosto.
Fu così che feci il mio ingresso nel mondo: con un nome infausto e una puntura di spillo color sangue nello sguardo.


Non è una lettura leggera e nemmeno facile. Posso assicurarvi però che è una delle autrici migliori in questo genere e non mi stancherò mai di ripeterlo.
I personaggi prendono letteralmente vita davanti agli occhi del lettore, con mille sfumature e mille dettagli che li rendono così verosimili da spezzare il cuore. Non potrete fare a meno di amare Hyacinthe, lo tsingano chiamato «Principe dei Viaggiatori», col suo sorriso candido e la sua allegria intramontabile, amico e compagno di viaggio di Phèdre. Così come amerete la dolcezza di Alcuin e la mente acuta di Delaunay. Quest’ultimo, in particolare, è sempre stato uno dei miei personaggi preferiti. Uno stratega astuto, un fine cortigiano in grado di ordire un complotto nel tempo che una persona normale impiegherebbe per pensare a cosa indossare per la cena. Nulla di strano se la prima infatuazione di Phèdre è proprio per un uomo del genere.
L’uomo che, però, non potrete dimenticare è Joscelin Verreuil. Cresciuto all’interno della Confraternita Cassiliana, i suoi voti sono di proteggere e servire. Nessuno più di un cassiliano potrebbe disprezzare le cortigiane della Corte della Notte e, per suo enorme disappunto, gli viene affidato il compito di proteggere proprio lei, Phèdre no Delaunay, anguisette del regno.
Non credo di fare spoiler dicendo che tra i due non potrà che nascere qualcosa… anche se all’inizio si tratta di tolleranza reciproca piuttosto traballante. Il loro rapporto evolverà all’interno di tutto il libro, anzi di tutta la trilogia, e se non vi conquisterà… beh, tanto meglio. Ne avrò di più per me!

Avrebbe potuto darmi sui nervi con quel suo continuo inchinarsi, se ogni suo gesto non fosse stato così esteticamente piacevole.

Ho letto alcuni commenti critici a questo libro in cui lo si paragonava a degli Harmony e – per non essere volgare – mi sono cascate le braccia. È vero, in questo libro ci sono molte scene di sesso e l’argomento è trattato più volte. Il motivo è semplice e si richiama all’ambientazione che la Carey ha dato per la sua trama. La religione su cui si fonda Terre D’Ange è il precetto che ho già citato: Ama a tuo piacimento.
A Città di Elua esistono infatti Tredici Case del piacere dove questo concetto viene declinato in tutte le sue forme e dove gli adepti (uomini e donne senza distinzioni) usano le proprie arti per rendere omaggio a Elua e a Naamah. Si tratta di una visione in cui il rapporto carnale è visto come qualcosa di sacro e di puro, e come tale viene descritto, soprattutto nel periodo di apprendistato di Phèdre. Il modo in cui viene trattato questo argomento non è mai banale e non è privo di confronti con altre culture, il che arricchisce enormemente la narrazione e dà, a mio parere, maggiore profondità alla concezione di “amore” che hanno gli angeline.
A tutto questo si legano complotti, battaglie e leggende antiche che affondano le proprio radici in secoli di storia.
L’ambientazione è accurata, studiata in ogni dettaglio e riesce a dare ai personaggio il giusto scenario in cui muoversi.
Per me questo libro ha un unico difetto: come tutte le cose belle, finisce.

Il mio voto

5 specchi e lode

Alaisse
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

18 commenti:

  1. Bella recensione *-* ho amato un sacco questa trilogia, e mi sono divertita come una cretina a cercare di identificare tutte le culture XD
    Non vedo l'ora che la Tea finisca di pubblicare in economica il seguito :D

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    1. Sì *^* Questo libro è stupendo! Prima o poi dovrò comprarli tutti. Per adesso me li faccio passare da Angharad, anche lei un'appassionata della saga :3

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  2. Davvero una bella recensione!
    Anche a me è piaciuta tanto questa trilogia! *_* La Carey scrive proprio bene!


    Joscelin ♥_♥... basta, non aggiungo altro! XD

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    1. Joscelin è l'ammmore *^* Non si può aggiungere altro. La Carey è sicuramente una delle mie autrici preferite!

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  3. Ho letto la prima trilogia qualche anno fa, purtroppo però le mie finanze non andavano troppo bene, perciò per la seconda decisi di aspettare la versione economica.. e alla fine non l'ho più iniziata :/
    Anche a me è piaciuto molto il modo in cui viene trattato il tema del rapporto carnale, visto da un punto di vista "oggettivo", con tutte le variazioni relative a ciascuna Casa (alla faccia degli Harmony, che fanno risaltare solo il sentimento).
    All'inizio la lettura mi è risultata un po' difficoltosa, ma una volta entrata nello stile, il resto del libro è filato liscio come l'olio :)
    Prima o poi però ci ritornerò, una volta finita la mia attuale wishlist (un tantino lunga, ma dettagli u.u)
    PS Pure io al tempo mi sono terribilmente innamorata di Joscelin^^
    Ma d'altra parte, ho sempre detto di avere un debole(eufemismo) per i "biondi con gli occhi azzurri" ;)

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    1. XD I biondi con gli occhi azzurri sono un punto debole comune...
      Cmq ti consiglio assolutamente anche la seconda trilogia. Forse non è propriamente al livello della prima, ma è splendida lo stesso. Senza contare che si rivedono sia Phèdre che Joscelin, perciò non si può non leggerla XD

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  4. Lo sto leggendo *w*
    Ho rimandato a lunghissimo la lettura di questo romanzo, ma complice un Kindle quasi sempre scarico e il crollo di parte dei libri nella mia libreria...me lo sono trovata davanti e non ho più resistito.
    Certo, sono ancora ad un decimo del romanzo, ma mi aspetto grandi sorprese :D

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    1. Fai bene, il Dardo e la Rosa è uno dei miei romanzi preferiti! Vedrai che non ti deluderà: è semplicemente stupendo.
      Mi spiace solo che sia dovuta crollare una libreria per fartelo iniziare XD
      Quando sarai andata avanti fammi sapere come ti sembra! =)

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  5. Adoro anch'io questo romanzo e lo stile della Carey ^-^ uno dei più bei libri che abbia mai letto!

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    1. Sono d'accordo^^ Uno dei più belli di sempre!

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  6. lei è una delle mie autrici preferite purtoppo non ho trovato più questo libro

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    1. è anche una delle mie autrici preferite, anche se ho solo un suo romanzo... gli altri me li sono fatti prestare. Purtroppo i prezzi sono sempre alti =(

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  7. Ho letto tutti i romanzi della Carey...io la adoro, la amo!

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    1. Come si potrebbe fare altrimenti? *^*

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  8. Ho sentito parlare molto bene dei libri di quest'autrice e, leggendo le trame, ne sono rimasta molto affascinata. Mi sembra qualcosa di molto originale il mondo da lei creato e, anche se non amo troppo le descrizioni sessuali, sono sicura che non mi "turberanno" troppo. La recensione, poi, aumenta la mia curiosità e la voglia di scoprire molto di più su questo mondo, sui vari personaggi, e sugli intrighi e le leggende presenti! Insomma, è uno di quei libri che desidero da tempo e spero di poterlo avere presto! :)

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    1. Questo è uno dei miei romanzi preferiti... ha tutto quello che cerco: misteri, intrighi, passione e avventure. Senza dimenticare spunti di riflessione molto interessanti.
      Se non ti piacciono i libri troppo espliciti, però, forse potresti avere qualche problema. Le scene erotiche sono funzionali alla trama e non le ho mai trovate "posticce", ma se a uno non piacciono c'è poco da fare. In ogni caso fammi sapere che ne pensi^^

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  9. Complimenti per la recensione! Ho sempre avuto una voglia matta di leggere questi libri ma non li ho mai presi. Se non dovessi vincerlo col giveaway lo prenderò ugualmente! Mi hai proprio convinto!!

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    1. Ne sono felice^^ Questo è un libro che merita, sia per stile che per trama. Con la Carey ormai compro i libri senza nemmeno sapere di che parlano. Vado sulla fiducia!

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