mercoledì 24 aprile 2013

EFPania#4

Buona EFPania a tutti!
Che cos'è EFPania? È una rubrica in cui potrete leggere le nostre recensioni di racconti letti su EFP e che ci hanno colpito. Certo, EFP nasce come sito per fanfiction, ma vi assicuro che raccoglie moltissime storie piacevoli ed interessanti.

È passato diverso tempo dall'ultimo appuntamento di questa rubrica, ma i racconti non mancano mai, per fortuna. Questa sera vi voglio proporre una sci-fi che ho trovato sconvolgente, ma davvero molto meritevole.

2140. In seguito alla Rivoluzione robotica del 2087, gli esseri umani sono ritornati ad usare la tecnologia dei primi anni del 2000. Guidata da un super computer governativo che si era evoluto senza controllo, la popolazione robotica si rivoltò contro quella umana. Sedata la ribellione, il governo aveva bandito ogni tecnologia consentendo di utilizzare solo i computer e gli elettrodomestici del secolo precedente.
In campo medico gli effetti furono devastanti: le protesi bioniche furono distrutte e gli studi sulla biotecnologia vennero vietati. Tuttavia un medico, tale dottor Mason, riuscì ad ottenere il permesso del governo per poter ricominciare a impiantare protesi bioniche. Tra i primi pazienti vi è Bellatrix Pencrow, una ragazza vittima di un incidente stradale che, oltre a causarle la perdita del braccio destro, ha provocato la morte dei genitori e della sorella.
Il braccio bionico di Bellatrix spaventa le persone, nelle quali è ancora viva la paura dei robot.


Il racconto di Jules non è privo di difetti (qualche svista formale) e, inoltre, è molto breve. Ciononostante è una lettura estremamente piacevole e, per quanto mi riguarda, rappresenta sotto molti aspetti una novità.
Lo stile è molto semplice, ma gli incastri temporali tra i momenti narrativi conducono senza intoppi a un finale inaspettato. E a questo proposito non nascondo che mi piacerebbe leggere un romanzo con la stessa prospettiva, ma non voglio svelarvi niente, nel caso decidiate di leggere questo racconto.
La narrazione è alternata a un ricordo doloroso: forse senza averne le intenzioni, ma con poco tatto, Lee ha ferito i sentimenti di Bellatrix. Sulle prime, la loro appare come un'amicizia tenera e spensierata tra due bambini.

«C-cosa vuoi fare oggi?»
Bellatrix sorrise di nuovo, radiosa.
«Tutto quello di cui abbiamo voglia. Come sempre.»

Eppure Lee è riuscito a colpire dolorosamente Bella: quell'arto artificiale gli fa paura e lui non può nasconderlo.

Ma cosa c'è di diverso in lei? Non è la stessa ragazzina con la quale giocava prima?
Possibile che nessuno riesca a capire?
Tutti hanno paura: quel tragico incidente l'ha resa diversa.
O forse è quel braccio bionico?

Sarebbe troppo facile adesso, soffermarsi sulle discriminazioni che ogni giorno trovano spazio. Forse l'autrice ha voluto nel suo piccolo esprimere il suo pensiero a proposito, ma io ho preferito dar importanza al racconto in sé, al suo aspetto formale e alla trama. Spero che la stessa Jules abbia voglia di approfondire alla sua storia che, a mio avviso, offre già diversi spunti interessanti.

Amaranth

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