lunedì 25 marzo 2013

Il Messaggero

Lois Lowry

Titolo: Il Messaggero
Titolo originale: The Messenger
Autore: Lois Lowry
Traduttore: S. Congregati
Editore: Giunti Y
Prima edizione italiana:8 febbraio 2012
Prima edizione: Ember - 26 aprile 2004
Pagine: 208
Prezzo: 14,50


Ho appena finito di leggere questo libro e sono ancora attonita. Prima di tutto per il finale che non mi aspettavo assolutamente, e in secondo luogo per la rapidità con cui l’ho letto. Complice la brevità del romanzo ho impiegato meno di un giorno per finirlo e uscirne così presto mi ha un po’ scombussolata.

Ricordo che si tratta del terzo libro della serie iniziata con The Giver, perciò la trama è a rischio spoiler!

Sono passati alcuni anni dalla fine del secondo libro, La Rivincita, che ci aveva raccontato le vicende di Kira e Thomas. Con mia grande gioia in questo capitolo della saga ritroviamo Matt, il ragazzino già presente ne La Rivincita. Adesso si chiama Matty e vive con il Veggente, il padre di Kira ritenuto morto per buona parte del secondo libro. I due conducono una vita serena e pacifica all’interno del Villaggio, un luogo dove chiunque viene accolto e tutti si impegnano nell’aiuto reciproco. Ma non ci vuole molto perché qualcosa cominci a cambiare. Strane cose succedono al Mercato del Baratto e alcuni non sembrano più così felici di accogliere gli stranieri che minacciano di togliere risorse agli altri. Matty nota strani cambiamenti nelle persone a cominciare dal Mentore, l’uomo paziente che si è preso cura di lui nell’educarlo fin da quando era un monello di strada, la Belva delle Belve.
Il Capo capisce che qualcosa non funziona nel Villaggio, ma nonostante il suo potere di vedere oltre non è in grado di intervenire direttamente. Non sarà difficile, per chi ha letto il primo libro, riconoscere nel Capo niente meno che Jonas, il Donatore fuggito dalla sua Comunità per liberarla dal male che l’affliggeva: la mancanza della memoria.
Quando viene votato di chiudere il Villaggio agli stranieri, il Veggente chiede a Matty un’unica cosa: portare al villaggio Kira prima che sia troppo tardi. Così Matty, abituato a viaggiare nella Foresta, unico intoccabile dai suoi oscuri segreti, si metterà in cammino in quello che sarà il viaggio più importante di tutta la sua vita.
Se La Rivincita non mi aveva soddisfatto del tutto, questo capitolo della serie mi ha di nuovo emozionato come il primo. Quando ho riconosciuto Jonas ho avuto un attimo di tenerezza, nonostante il ragazzino di The Giver sia ormai cresciuto e sia diventato uomo.
Mi hanno colpito in particolare l’atmosfera serena che si respira all’inizio del libro e come la Lowry è riuscita a rendere inquietante la trasformazione che avviene al Villaggio. È come un tarlo che comincia a corrodere dall’interno le persone, a cominciare proprio da quelle più insospettabili. Inizia da piccole cose, piccoli dettagli, per poi ingrandirsi e invadere tutto il Villaggio e tutta la Foresta. Ho trovato che fosse una perfetta metafora di come l’egoismo e le piccole meschinità possano ingrandirsi fino a divorare tutto, ogni cosa buona e ogni dolcezza. Perché è proprio dalla coscienza delle persone che partono i terribili stravolgimenti della Foresta e sarà proprio Matty, col suo dono meraviglioso, a dare una speranza.
Con il suo stile sobrio ma incisivo la Lowry ha saputo rendere perfettamente l’intensità delle paure che avvolgono i personaggi, le loro piccole gioie e le debolezze. Come con The Giver, l’autrice usa i toni e lo stile del fantasy per parlare di cose molto più concrete, profonde. Non parla di battaglie se non quelle che avvengono nel cuore delle persone, e nel farlo è riuscita a trasmettermi moltissimo.
Il finale è di nuovo sfumato, ma non così indefinito come nel secondo. Se La Rivincita era un interludio necessario, Il Messaggero sembra esserne il giusto seguito.
A questo punto spero di trovare ancora questi personaggi speciali ne Il Figlio, l’ultimo libro della quadrilogia.
Voi l’avete già letto?
Devo preparare i fazzoletti di carta?

Il mio voto

4 specchi

Alaisse
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

4 commenti:

  1. Penso di essere l'unica persona che non riesce a finire nemmeno il primo :/ Lois Lowry non è proprio il mio genere eppure piace a tutti...forse dovrei darla un'altra chance ^^

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    1. Non è nemmeno il genere che leggo di solito io... anzi, più che genere, è proprio lo stile ad essere particolare. Però il libri che ho letto finora mi sono piaciuti molto^^ Prova a darle una seconda chance ;)

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  2. fazzoletti..no dai..mettialmola così..tienine qualcuno a tiro per ogni evenienza. Nel figlio troverai tutte le risposte a cui neanche il messaggero ha risposto:) per me è il più bello dei 4

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    1. U.U sono contenta! Speravo che non mi deludesse. L'ho già iniziato e per ora mi piace molto^^

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