lunedì 4 febbraio 2013

Terrestre

Jean-Claude Mourlevat

Titolo: Terrestre
Titolo originale: Terrienne
Autore: Jean-Claude Mourlevat
Traduttrice:Bérénice Capatti
Editore: Rizzoli
Prima edizione italiana: 19 settembre 2012
Prima edizione: Gallimard Jeunesse - 16 gennaio 2011
Pagine: 359
Prezzo: Brossura- € 15,00





PASSO.

PASSO DA UN MONDO

ALL’ALTRO PER QUESTA STRADA.

QUESTA UNICA STRADA.

QUELLA CHE HA IMBOCCATO

MIA SORELLA.


Quando ho visto la quarta di copertina, lo ammetto, ho avuto un brivido. E il libro ha mantenuto la promessa della trama.
Étienne Virgil è un vecchio scrittore che un giorno si ferma per dare un passaggio ad Anne Collodi, una ragazza dai modi gentili, tranquilli. Fin dall’inizio tra i due si instaura un dialogo particolare, fatto di nulla e di tutto. Étienne non sa ancora perché Anne vuole essere lasciata sulla strada per Campagne, una frazione che fino a quel momento non aveva mai notato. Ci vorrà ancora un incontro e la richiesta di aiuto da parte di Anne perché l’anziano scrittore si lasci trascinare in una delle folle vicende che una volta esistevano solo nei suoi libri.
Anne cerca sua sorella, sparita un anno prima subito dopo il matrimonio e che non aveva più fatto avere sue notizie. Anne ha trovato un indizio, uno spiraglio che la porta in un mondo diverso, lontano, dove respirare è inutile, peggio, spaventoso. Un mondo dove non c’è vento, né pioggia, dove il cibo non ha sapore e le persone non ridono, al massimo ticchettano. Anne segue le orme della sorella per riportarla a casa, ma non sa ancora quanto questo la metterà in pericolo. Ad aiutarla personaggi imprevedibili, come la signora Stormiwell, che a differenza dei suoi simili adora il respiro di Anne, o come Bran, l’ibrido per metà terrestre che un anno prima ha contribuito a portar via sua sorella.
Tutta la narrazione è portata avanti da diversi punti di vista che si intrecciano a formare un racconto a più voci, quasi corale. Le parti che ho trovato più interessanti sono quelle narrate dal punto di vista di Bran Ashelbi. Nonostante sia solo un ibrido, Bran è il più terrestre di tutti i suoi compagni e vedere il loro mondo attraverso i suoi occhi è stato sconvolgente. Un mondo dove gli ibridi vengono addestrati in basi speciali per imparare la cultura terrestre, la lingua, i sentimenti. E proprio riguardo i sentimenti, un dialogo tra Bran e il suo compagno di stanza, Torkensen, mi ha davvero colpita. (Cliccate qui per leggerlo).
Il compito degli ibridi, una volta superate le prove di adattamento, è quello di andare sulla Terra e riportare indietro le catturate, donne terrestri il cui destino è finire nelle case dei potenti governanti di questo mondo.
Durante tutto il racconto sono rimasta letteralmente col fiato sospeso. I dialoghi tra i personaggi sono forse la parte riuscita meglio e mi sono spesso trovata a saltare delle righe per scoprire cosa avrebbe risposto un certo personaggio nella discussione. Nel libro c’è tutto. Amicizia, amore, ma soprattutto c’è l’affetto che spinge Anne a rischiare tutto per la sorella, il senso del dovere, la paura e la speranza.
L’alternarsi di punti di vista diversi permette di dare più spessore a tutti i personaggi e anche lo stile narrativo, piano e scorrevole, permette di immedesimarsi negli eventi, senza essere distratti da descrizioni superflue.
Tra i personaggi, oltre a Bran, è stato Torkensen a conquistarsi un posto speciale nel mio cuore. Alto quasi due metri e goffo come pochi, Torkensen è fonte di guai dall’inizio alla fine, ma è lui a salvare Anne e sua sorella. Se non ci fosse stato, la storia avrebbe avuto un’altra fine. Questo mi è molto piaciuto perché sembra che non ci siano personaggi secondari nel libro. Ognuno ha un ruolo, per quanto piccolo, e senza di esso la storia prenderebbe strade completamente diverse.
Il finale, poi, è lontano dall’essere il classico lieto fine. La vita dei personaggi che riescono a tornare non potrà più essere la stessa e alcuni segreti non potranno essere svelati. Io l’ho trovato un libro spiazzante. L’idea di un mondo dove non c’è pioggia, né vento, dove non si conoscono i sentimenti e dove tutto è bloccato in un’atmosfera asettica è quanto di più lontano dalla Terra si possa immaginare. Eppure anche gli abitanti di quel mondo provano qualcosa. La guardia che tiene prigioniera la sorella di Anne, una volta toccata la terrestre, non riesce a smettere di pensarci. Ne è disgustato, ma anche attratto. Così come gli uomini potenti che mandano gli ibridi a rapire le catturate. Il fascino che esercita la vita riesce a colpirli anche all’interno del loro guscio sterile.
È un libro che mi ha commosso e che consiglio!

Il mio voto

4 specchi e mezzo

Alaisse
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

4 commenti:

  1. Bellissima recensione. :D
    Questo libro è davvero carino ma mi sono accorta che non lo conoscono in molti; è un vero peccato perchè merita davvero molto. :/

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  2. Sono d'accordo^^
    L'ho trovato molto particolare... diverso dai soliti ya!

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  3. Ecco un altro buon suggerimento!!!
    xoxo

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  4. se ti interessa continua a seguirci... potresti avere una sorpresa ;)

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