martedì 26 febbraio 2013

Lo Spirito del Vento

Pierdomenico Baccalario

Titolo: Lo Spirito del Vento
Autore: Pierdomenico Baccalario
Editore: Reverdito Editore
Prima edizione: 2010
Pagine: 355
Prezzo: Rilegato - € 18,00

Come quando fuori piove.
O è buio e, magari, fa abbastanza freddo da volersi rifugiare sotto le coperte tutto il giorno. E cosa fare mentre il pc carica le puntate di New Girl? Semplice: leggi Lo Spirito del Vento.
Si tratta di una raccolta di due romanzi, il cui filo d'Arianna è proprio il vento, un elemento che possiamo percepire, ma resta impalpabile.

Il Grigio Cacciatore

Il prologo introduce una narrazione fatta di ombre, magia e antichi equilibri suggellati da alleanze e leggende. La guerra e la devastazione esplodono nella foresta della Silvade con la velocità di un fulmine. Shisaweo, il Corvo, condottiero dei guerrieri dai tatuaggi, ha stretto una pericolosa alleanza con lo Spirito del Vento, il Signore Rinchiuso. Dopo aver distrutto i villaggi degli indiani delle paludi e quelli delle pianure aride, Shisaweo è deciso ad affrontare Guardia d'Inverno e le Piume Veloci di Quilleran per diventare il signore delle tribù.
Il Vento sarà suo alleato: devierà le frecce, guiderà i loro corpi, porterà storie e notizie lontane, ma il Corvo deve combattere Awatha, re di Fogli, sterminare la sua tribù e prendere la sua unica figlia Neveriene.
La notte dell'attacco a Fogli, la fanciulla riesce a fuggire grazie al provvidenziale incontro con Cickmaq, un uomo giovane, ma con i capelli bianchi e gli occhi chiarissimi, tanto da sembrare privi di colore. Cickmaq sta scappando da Fogli, dove ha trascorso una sola notte dopo tanto tempo passato lontano dagli uomini. Con sé porta un prezioso e fedele compagno: Sisikapi, uno scoiattolo al quale, vi assicuro, è impossibile non affezionarsi.
Non mancano colpi di scena, corse rocambolesche, battaglie e rivelazioni, ma la narrazione tarda a prendere un ritmo coinvolgente, forse per via di uno stile distaccato che conferisce alla storia il tono di una favola o, più appropriatamente, di una leggenda.
Non vi nascondo che per quanto piacevole, non è stata una lettura particolarmente appassionante; nondimeno mi sono sorpresa, di tanto in tanto, a stringere i denti con i protagonisti e sono rimasta incantata da alcune poetiche descrizioni.

Pelle di Serpente

Ho trovato certamente più accattivante il secondo romanzo, probabilmente perché vi scorre un vento che trasporta amore, ma dà voce anche all'attualissimo tema del pregiudizio verso ciò che è o sembra diverso.
Francesco si è trasferito a Montemarone con il padre Asquin. Sono originari della Francia e hanno strane conoscenze: preparano infusi e preparati capaci di guarire dalla febbre e di curare i ponfi delle punture di insetto. In paese sono additati come stregoni: ecco perché nessuno è disposto ad aiutare il ragazzo, quando in una notte tempestosa il padre si sente male.
Dopo la morte di messer Asquin, si verificano incidenti inquietanti, strane coincidenze: tutti si convincono che lo "stregone" sia tornato per vendicarsi o, peggio, il figlio lo stia vendicando. Quando Tameo, figlio del podestà del paese, scopre che la sua amata Fabrizia ha una relazione con Francesco, concepisce un piano per smascherare il ragazzo e sbarazzarsi di lui.
Pur mantenendo uno stile asciutto, con questa narrazione Pierdomenico Baccalario rinuncia al tocco poetico per dare spazio a una trama più complessa e interessante, funzionale a portare il lettore in un intreccio fitto come il bosco di Francesco, stimolandolo a scoprire la verità.

Il mio voto

3 specchi

Quando ho preso questo libro non conoscevo Baccalario, ma ho scoperto che è autore di romanzi famosi anche all'estero, che mi incuriosiscono molto e spero di leggere prossimamente (partirò per una spedizione di recupero, probabilmente in biblioteca): Ulysses Moore, Century e Il Principe della Città di Sabbia.

Qualcuno di voi li ha letti? Che ne pensate? Sono in cerca di notizie: fatemi sapere.

Amaranth

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