mercoledì 6 febbraio 2013

Gocce di magia

Ogni libro è una successione di immagini e parole. Spesso alcune di queste colpiscono più di altre, lasciandoci del libro quei ricordi che poi restano anche a distanza di anni. Questi piccoli frammenti di storie possono ricreare atmosfere ed emozioni.
Per questo, ogni settimana, condivideremo con voi un piccolo frammento di storia, nella speranza che lasci qualcosa anche in chi non l’ha ancora letta.

Terrestre, Jean-Claude Mourlevat

Vuotò i polmoni, si bloccò in apnea espiratoria, petto cavo, e aspettò lo scatto della gola. Questo sopraggiunse dopo qualche secondo. Aveva fatto spesso l’esperimento di tapparsi le orecchie per sentire quel leggero schiocco dentro di sé, all’altezza della laringe. Non gli piaceva l’istante in cui diventava un altro, una creatura senza fiato. Gli sembrava di rinunciare non soltanto all’aria, ma a molto di più: a un modo di avvertire il mondo intorno a sé. Era come se a un tratto la sua vita perdesse un po’ del suo spessore e della sua sostanza. Come se, con il respiro, si privasse anche di una parte dell’anima.

Alaisse

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