martedì 22 gennaio 2013

Il canto delle parole perdute

Andrés Pascual

Titolo: Il canto delle parole perdute
Titolo originale: El haiku de las palabras perdidas
Autore: Andrés Pascual
Traduttore: Silvia Bogliolo
Editore: Corbaccio
Prima edizione italiana: 20 settembre 2012
Prima edizione: Plaza y Janés - 6 ottobre 2011
Pagine: 388
Prezzo: Rilegato - € 16,40

Era un po' che non provavo un simile senso di soddisfazione alla fine di un libro. È come la sensazione di sazietà, quella piccola vibrazione che mi tiene ancorata alle pagine del romanzo di Andrés Pascual.
Mi sono innamorata de Il canto delle parole perdute fin dalla nota dell'autore, ma davvero non immaginavo che sarei arrivata a sentirmi così emotivamente coinvolta. Spero scoprirete, leggendolo, che è inevitabile rimanere toccati dalle vicende storiche che non fanno solo da sfondo alla narrazione, ma reclamano a viva forza il primo piano.
I capitoli si alternano su due storie: quella di Kazuo e Junko a Nagasaki e quella di Emilian Zäch tra Tokyo e Ginevra. Sebbene, in un primo momento, l'unico elemento comune sembri essere il famigerato e discusso nucleare, sono molti gli anelli di giunzione che legano la vita di Kazuo e Junko a quella di Emilian.
Nagasaki è una città provata dalla guerra, ma innegabilmente vitale; sembra quasi di sentirne i rumori e le voci seguendo Kazuo per le strade, tra le bancarelle del mercato. Figlio di commercianti olandesi, ma cresciuto da una coppia giapponese, Kazuo non passa certo inosservato con la sua chioma bionda e gli occhi azzurri. La sua è, però, una diversità che non ha bisogno di nascondere. Sulla cime di una collina Kazuo osserva il campo dei pow (prisoners of war) e attende Junko, la sua principessa. Sulle colline i due adolescenti iniziano un gioco, un primo esperimento dell'amore: Junko porta a Kazuo un haiku al giorno fino a darsi appuntamento per leggere assieme l'ultimo. È la mattina del 9 agosto 1945 e una luce più intesa del sole spazzerà via ogni cosa, lasciandoli nella disperata ricerca l'uno dell'altra.
La storia di Emilian inizia, invece, a Tokyo nel febbraio 2011. La sua vita è vicina a una svolta: il progetto a cui ha dedicato tutto se stesso sta per essere approvato dal governatore in persona. Il Carbon Neutral Japan Project consiste in un'isola urbanizzata, autoalimentata da un reattore nucleare sottomarino di ultima generazione, con zero emissioni di CO2. Energia nucleare in un Paese molto sensibile in materia di nucleare e che, come ricorderete, sta per vivere una delle più grandi tragedie della storia recente: il disastro di Fukushima.
La vita di Emilian sta per essere stravolta, ma tra gli eventi inaspettati vi è anche l'incontro con Mei, un'affasciante gallerista, il cui più grande desiderio è ritrovare il primo amore della nonna. Sarebbe riduttivo affermare che Il canto delle parole perdute parla d'amore, perché sono affrontati altri temi: dal nucleare, presentato criticamente nella sua doppia faccia, alla guerra, raccontata con un focus particolare di pochi giorni. L'amore abbraccia, tuttavia, l'intero svolgimento, offrendosi nelle sue molteplici forme, dall'amore adolescenziale a quello più maturo, non trascurando lo spazio per gli affetti familiari e amicali.
L'accuratezza dell'ambientazione storica e la crudezza delle descrizioni sono potenti strumenti di riflessione e di conoscenza. Le parole di Andrés Pascual scivolano seguendo un ritmo poetico che avviluppa la storia passata, annacquandosi nel presente.
È un romanzo di quasi 400 pagine intensissime, che mi hanno spinta a un'appagante lettura. Non credevo di essere così coinvolta finché non mi sono ritrovata in lacrime, commossa dall'intensità delle emozioni che non sono mai rivelate platealmente.
Ancora prima di finirlo ne ero convinta ed ora, a ragion veduta, lo ribadisco: leggetelo! Vorrei che tutti leggessero questo libro tanto che, se non mi fosse stato prestato da un'amica (grazie, tesoro) e fosse mio, ve lo presterei immediatamente.

Il mio voto

5 specchi

Amaranth
Questa recensione partecipa a Hogwarts Reading Challenge.
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

2 commenti:

  1. Stupenda recensione *O* Avevo visto questo libro un pò di tempo fa su anobii e l'avevo messo in wishlist, soprattutto peché mi piaceva tantissimo la copertina. Spero di leggerlo presto :-)

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    1. Grazie! ❤ Anch'io ero stata colpita dalla cover, ma ti assicuro che è anche un bellissimo romanzo. Ti auguro una buona lettura! Sono curiosa di leggere le tue impressioni! ^^

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