mercoledì 30 gennaio 2013

Gocce di Magia

Ogni libro è una successione di immagini e parole. Spesso alcune di queste colpiscono più di altre, lasciandoci del libro quei ricordi che poi restano anche a distanza di anni. Questi piccoli frammenti di storie possono ricreare atmosfere ed emozioni.
Per questo, ogni settimana, condivideremo con voi un piccolo frammento di storia, nella speranza che lasci qualcosa anche in chi non l’ha ancora letta.

Il canto delle parole perdute, Andrés Pascual

Saliva l'ultimo tratto della collina con l'eleganza di una principessa del Giappone medievale. I capelli di ebano raccolti in un improvvisato chignon con le punte verso l'altro, la pelle di farina di riso, le ciglia interminabili abbassate in un gesto di seduzione. Junko significava bambina pura. Il nome l'aveva scelto sua madre, una donna giovane che si dedicava all'ikebana, l'arte di confezionare delicate composizioni floreali per le case dei quartieri eleganti. Sapeva qual era il nome che meritava sua figlia: Junko era come un fiore di loto che emergeva dal fango in tutta la sua purezza, un'adolescente dolce e vivace che cresceva luminoso tra l'immondizia della guerra.

Amaranth

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Ammetto di essere stata attirata proprio dalla cover, ma la lettura si è rivelata anche migliore!

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