domenica 27 gennaio 2013

EFPania#1

Buona EFPania a tutti!

Che cos'è EFPania? È una rubrica in cui potrete leggere le nostre recensioni di racconti letti su EFP e che ci hanno colpito. Certo, EFP nasce come sito per fanfiction, ma vi assicuro che raccoglie moltissime storie piacevoli ed interessanti.

Proprio come Alchemy di Thid. Ambientata a Torino, la narrazione si svolge in prima persona plurale ed è proprio questa caratteristica che ha attirato la mia attenzione. Consapevole della difficoltà di quella che credevo una semplice scelta stilistica, sinceramente non mi aspettavo affatto di avere a che fare con una storia così originale. Sì, l'aggettivo più appropriato per Alchemy è senza dubbio questo e non mi sento a disagio a utilizzarlo, benché sia spesso abusato.
Vi stavo spiegando che la prima persona plurale non è solo una scelta stilistica; infatti, proseguendo nella lettura, diventa sempre più evidente che è totalmente funzionale alla storia. Dubito che sarebbe riuscita altrettanto bene optando per le più usuali prima o terza singolari.
Come vi avrà suggerito il titolo, la storia ha una connotazione fantasy: l'alchimia, seppur fondamentale, non viene approfondita né è accostata ad altri elementi tipici del genere, tanto che inizialmente credevo si trattasse di un'immagine allegorica e descrivesse semplicemente l'intenso legame tra i due soggetti narranti, di cui è impossibile definire un'identità.
Da subito mi sono sentita coinvolta emotivamente in un crescendo di intensità che mi ha portato a leggere il racconto tutto d'un fiato e a rileggerlo più volte nel tentativo di cogliervi tutti i significati, perché la sensazione che resta, alla fine, è di dover scoprire ancora qualcosa tra le righe. Non voglio cedere al facile entusiasmo e continuo a ripetere a me stessa che si tratta di una one-shot, ma l'ho trovata geniale. Vi faccio un esempio cinematografico per essere più chiara: Donnie Darko è un film che ho riguardato tantissime volte e che riguardo senza annoiarmi. Ogni volta vi scorgo messaggi e arrivo a soluzioni diverse, eppure ho sempre la stessa sensazione di non aver afferrato tutto e, proprio per questo, lo adoro.
D'acchito ho pensato a una storia romantica travolgente e un po' morbosa, ma mi sbagliavo perché si tratta piuttosto di un racconto introspettivo. L'atmosfera è permeata dall'inquietudine e da un'inevitabile alone di mistero fino a incupirsi in una drammatica angoscia. Lo scioglimento finale, necessariamente idilliaco, è raggiunto quasi con trepidazione. La complessità del racconto è bilanciata da uno stile estremamente semplice e contenuto.
Ehi, ma la trama? Io ancora non ho capito di che parla. Lo so, vi sento e mi dispiace dovermi limitare alle suggestioni della lettura e alle caratteristiche stilistiche, ma il racconto è così breve e intenso che sarebbe come spoilerarvi anche il finale.

Ricordiamo bene quando iniziò.
Fu una serata d’inverno, a Torino. Allora eravamo una cosa sola col nostro corpo. Eravamo soli nella nostra mansarda, ubriachi. Avevamo guardato qualche telefilm per spegnere la mente, poi eravamo andati a letto per leggere qualcosa. Invece, annebbiati dall’alcol, iniziammo a pensare.
I primi mesi facevamo l’amore in continuazione, non riuscivamo a separarci, volevamo stare sempre uno dentro l’altra.

Amaranth

2 commenti:

  1. Sono davvero commossa da questa recensione. Grazie infinite, e complimenti per la bella iniziativa.
    Offrite un grande aiuto, e un enorme sprone, agli aspiranti scrittori (e lo posso dire per esperienza!!) che combattono con la quotidianità per trovare il tempo e l'energia di costruire storie. Di certo leggere un post come questo fa venire voglia di prendere carta, penna, e scrivere!!
    Un grande abbraccio,
    Elisa/Thid

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    1. L'intento è proprio questo: spronare e appoggiare tutti gli aspiranti scrittori. Con le vostre storie ci fate emozionare e viaggiare; riconoscervelo e darvi uno spazio in più è quello che meritate.
      Un abbraccio, cara, e grazie per la tua Alchemy!

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