mercoledì 12 settembre 2012

Gocce di magia

Ogni libro è una successione di immagini e parole. Spesso alcune di queste colpiscono più di altre, lasciandoci del libro quei ricordi che poi restano anche a distanza di anni. Questi piccoli frammenti di storie possono ricreare atmosfere ed emozioni.
Per questo condivideremo con voi un piccolo frammento di storia, nella speranza che lasci qualcosa anche in chi non l’ha ancora letta.

Un nido di terra per La Donna Cristallo, Margaret Gaiottina

Obbedii porgendo la mano. Preghiere confuse mi si accavallavano in un angolo della mente. Ma cosa ci fosse da sperare o da scongiurare non mi era assolutamente chiaro in quel momento. Qualcosa intanto mi era caduto sul palmo. Sentii che sembravano sassolini freddi. Qualcosa di assolutamente misterioso.
Quando Byron ritirò la mano, la luce della luna mi illuminò il palmo e lo fece scintillare. Sopra, sparse come semi, brillavano delle gemme. Malgrado la poca luce, i colori di cui splendevano erano distinguibili. Una era rossa, una nera, una trasparente e due celesti.
[…]
«Ma, sono per me?», mi uscì un mugolio informe che mi fece pregare di non dover ripetere la domanda una seconda volta, perché non sapevo se sarei riuscita a farlo.
Per tutta risposta mi fissò in silenzio. Teneva la testa inclinata di lato e gli occhi color tabacco erano così intensi che sembravano implorare.
«Sono come i tuoi occhi…» mormorò alla fine «Dico… le acquemarine…», indicò con un gesto del mento il mio palmo ancora steso.
[…]
Byron mi lanciò uno sguardo con la coda dell'occhio e riprese a parlare. Ma era più un mugugno, come se si rivolgesse a sé stesso: «Quella nera è ossidiana come i tuoi capelli. Quella rossa è un rubino come le tue labbra».

Angharad

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