domenica 27 ottobre 2013

Gocce di magia

Ogni libro è una successione di immagini e parole. Spesso alcune di queste colpiscono più di altre, lasciandoci del libro quei ricordi che poi restano anche a distanza di anni. Questi piccoli frammenti di storie possono ricreare atmosfere ed emozioni.
Per questo condivideremo con voi un piccolo frammento di storia, nella speranza che lasci qualcosa anche in chi non l’ha ancora letta.

Apocalypse Kebab, J.Tangerine


L’inizio era chiaro. Catullo amava Lesbia non come si ama la sciacquetta della settimana, ma come un padre ama i figli, con tutto se stesso. Poi lei gli aveva piantato in testa un grazioso paio di corna e lui, soffrendo come un cane, se l’era ripresa e aveva capito che l’amava di più ma le voleva meno bene. Ecco, su questo c’era da spaccarsi il cervello. Com’era possibile?

***
È di questo che parlavi, Catullo, vecchio amico mio? Quando Lesbia ti ha tradito, hai provato un male simile? Anche il tuo cuore si è rotto? Eppure ancora non ti capisco, sai? Come puoi averla amata di più e voluta meno bene? Forse non ci arrivo perché lui non mi ha tradita, voleva che andassi via con lui.

***
Il fatto è che aveva ripensato a Catullo e alla sua poesia sull’amare e il voler bene. E finalmente ci era arrivata. Non era una questione di sesso e di possesso, le corna non c’entravano veramente. Catullo aveva amato Lesbia sentendola una cosa sola con se stesso. Avvertendo la sua essenza in ogni parte di sé. Quando diceva che le voleva bene non intendeva solo che desiderava il meglio per lei, ma che non si aspettava di ricevere da lei alcun male volontario. Catullo aveva creduto che lei non avrebbe mai potuto ferirlo davvero, ecco perché poi quella percezione di essere uno si era rotta. Ecco perché poi l’aveva amata di più ma le aveva voluto meno bene.
Angharad

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