venerdì 22 giugno 2012

Gridare amore dal centro del mondo

Kyōichi Katayama

Titolo: Gridare amore dal centro del mondo
Titolo originale: Sekai no chūshin de ai wo sakebu
Autore: Kyōichi Katayama
Traduttore: Marcella Mariotti
Editore: Salani Editore
Prima edizione italiana: 2006
Prima edizione: Shogakukan - aprile 2001
Pagine: 162
Prezzo: Brossura – € 10,00
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Non amo le storie tristi, principalmente perché mi faccio commuovere al primo accenno di morti tragiche e vado avanti stile Fontana di Trevi. Tuttavia ho amato molto questo libro.
La vicenda si apre con Sakutarō, in viaggio verso l’Australia per spargere le ceneri di Aki, la ragazza di cui era innamorato e con la quale aveva condiviso tante gioie e momenti di vita quotidiana. Un inizio che rischia di cadere subito nei sentimentalismi e nel patetismo facile, invece è lo spunto da cui parte una serie di ricordi della loro vita, con momenti di toccante tenerezza.
Il sentimento che lega Sakutarō ad Aki è profondo, e la disperazione che prova quando scopre della malattia di Aki è totale.
Quello che ho apprezzato di più di tutto il romanzo è l’attenzione che viene dedicata anche agli altri personaggi, a partire dal nonno del protagonista, la cui storia è una sorta di parallelismo con quella del nipote. L’uomo infatti ha amato per anni una donna da cui è stato costretto a separarsi, senza mai dimenticarla. Nipote e nonno hanno sofferto entrambi per un amore che non sono riusciti a vivere appieno, ma allo stesso tempo le loro storie non potrebbero essere più diverse, così come il loro modo di reagire. Ed è il nonno stesso ad aiutare Sakutarō a realizzare l’ultimo desiderio di Aki: vedere l’Australia.
Se dovessi scegliere una categoria per questo libro, però, non sceglierei il genere romantico. Certo, la storia è incentrata sui due ragazzi e i sentimenti che li uniscono, ma è molto più di questo. La delicatezza con cui vengono narrati gli episodi della loro vita insieme sanno commuovere anche nei dettagli più piccoli. Inoltre la conclusione del libro ci mostra un Sakutarō più maturo, anni dopo la storia narrata nei capitoli precedenti. Grazie a questo salto temporale possiamo vedere l’evoluzione di questo personaggio e dei sentimenti così assoluti di un tempo. Penso che proprio questo capitolo sia il più significativo di tutto il romanzo.
Un libro che consiglierei a tutti, perché l’innocenza di Sakutarō, soprattutto all’inizio del libro, è qualcosa che in fondo tutti abbiamo provato, anche se per poco, anche se non lo ammettiamo.

Il mio voto

4 specchi

Alaisse

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