mercoledì 30 gennaio 2013

Touched

Elisa S.Amore

Titolo: Touched
Autore: Elisa S.Amore
Editore: autopubblicato
Prima edizione: 8 novembre 2012
Dimensioni:1101 KB
Pagine: 425
Prezzo: Kindle - € 2,99

Gocce di Magia

Ogni libro è una successione di immagini e parole. Spesso alcune di queste colpiscono più di altre, lasciandoci del libro quei ricordi che poi restano anche a distanza di anni. Questi piccoli frammenti di storie possono ricreare atmosfere ed emozioni.
Per questo, ogni settimana, condivideremo con voi un piccolo frammento di storia, nella speranza che lasci qualcosa anche in chi non l’ha ancora letta.

Il canto delle parole perdute, Andrés Pascual

Saliva l'ultimo tratto della collina con l'eleganza di una principessa del Giappone medievale. I capelli di ebano raccolti in un improvvisato chignon con le punte verso l'altro, la pelle di farina di riso, le ciglia interminabili abbassate in un gesto di seduzione. Junko significava bambina pura. Il nome l'aveva scelto sua madre, una donna giovane che si dedicava all'ikebana, l'arte di confezionare delicate composizioni floreali per le case dei quartieri eleganti. Sapeva qual era il nome che meritava sua figlia: Junko era come un fiore di loto che emergeva dal fango in tutta la sua purezza, un'adolescente dolce e vivace che cresceva luminoso tra l'immondizia della guerra.

Amaranth

martedì 29 gennaio 2013

Nuova Terra. Gli occhi dell'erede

Dilhani Heemba

Titolo: Nuova Terra. Gli occhi dell'erede
Autore: Dilhani Heemba
Editore: autopubblicato
Prima edizione: 2011
Pagine: 586
Prezzo: € 9,95 presso l'autrice - € 16,93 su Lulu.com

È difficile per me recensire Nuova Terra. L’ho amato molto e ho tante, troppe cose da dire e il mio timore è di delirare senza riuscire a dire qualcosa di sensato.
L’ho letto con calma e poco per volta, costretta dagli esami imminenti, e sono contenta di averlo fatto, ho potuto centellinare le pagine e dilatare le emozioni. Se c’è una cosa di cui mi pento, è di non averlo letto prima.
È di certo un romanzo complesso, innanzitutto perché Dilhani ha attinto da diversi generi, tanto che non è possibile definirlo esattamente: ha elementi di un paranormal romance, ma vi sono anche avventura, fantascienza e un’ambientazione post-apocalittica.
E quest’ultima è incredibilmente realistica e ben costruita: il mondo come lo conosciamo noi ha avuto fine nel 2012, quando una serie di stravolgimenti, climatici e non, ha modificato profondamente il nostro pianeta, a tal punto che dopo tale data sarà chiamato Nuova Terra.
Gli Umani non sono più la Razza dominante. Infatti, ad abitare il pianeta troviamo anche i Bamiy, i Lupi Grigi, e i Tiouck, le Tigri Bianche; due Razze di mutaforma, che sono state create proprio dagli Umani prima del 2012 col preciso intento di creare una specie forte e resistente.
E la storia inizia duecento anni dopo a Roma, che si trova in una Nuova Eyropa sotto il giogo dei Bamiy.
A narrare le vicende in prima persona è Shayl’n Til Lech, un’orfana cresciuta in una creche, convinta di essere solo una dei tanti Umani abbandonati a se stessi.
L’unico particolare indicativo della sua diversità sono gli occhi: neri, ma con un cerchietto verde intorno alla pupilla. Sembrerebbe un insignificante dettaglio, se non fosse che in tutta Nuova Eyropa gli Umani hanno gli occhi scuri, sono invece le due Razze di mutaforma ad avere una colorazione chiara, verde per i Lupi e azzurra o grigia per le Tigri. Shay viene rapita dalle Tigri Bianche ed il loro Capo Branco, Ahilan Dahaljier Aadre, le rivela che nelle sue vene scorre il sangue delle tre Razze e il suo ruolo fondamentale nella guerra che ormai si combatte da duecento anni tra Bamiy e Tiouck.
A partire dal loro incontro, vi sarà un susseguirsi di eventi ininterrotto. Ci sono pochi attimi di respiro, in cui crogiolarsi nella calma e tranquillità, seguiti da vicende che susciteranno rabbia, disperazione, tristezza e tutta un'incredibile serie di emozioni.
Nel suo essere fantasy, nell’accezione più ampia del termine, riesce anche ad essere estremamente realistico. E mi riferisco a particolari come i bambini soldato, o alla creche, piccole realtà che esistono oggi nel mondo e che hanno composto il mosaico che è Nuova Terra rendendolo più vivo e vero. Tasselli importanti sono anche i personaggi, che sono ben caratterizzati e credibili, anche quando hanno solo un piccolissimo spazio, nessuno è privato di una propria personalità.
Shay è sicuramente quella che conosciamo meglio, dato che è lei a narrarci gli eventi. È una ragazza forte e combattiva, ma che ha i suoi momenti di fragilità; cerca sempre di comportarsi seguendo ciò in cui crede, tanto da mettersi nei guai più e più volte; si arrabbia, commette errori, ma si rialza sempre.
Shay sarà legata fin dall’inizio a Dahal, il Capo Branco. I due si innamorano e il loro rapporto è il filo d’Arianna del romanzo, ciò che condiziona le parole e le azioni di Shay, nel bene e nel male. Ho apprezzato particolarmente il loro amore perché vi è una vera e propria evoluzione: nasce come attrazione, come passione, per poi diventare qualcosa di più forte e duraturo.
E ovviamente ho apprezzato (per dirla in termini soft) Dahal, non poteva essere altrimenti. Forte e leale, dolce e passionale… spesso mi sono ritrovata a parteggiare per lui, più che per Shay.
Tanti altri personaggi sono riusciti a conquistarmi, anche se si incontrano poche volte e per breve tempo, nessuno è rimasto privo del mio affetto. Mi sono affezionata a molti di loro, tanto che per coloro che hanno avuto un triste destino ho anche versato lacrime, tante lacrime, e il mio cuore si deve riprendere dai colpi.
Dilhani mi ha trascinata con le sue parole su Nuova Terra, fra i suoi ghiacci, i suoi deserti e le sue battaglie. Mi sono trovata a viaggiare insieme a Shay, a imprecare contro di lei e Dahal, a esultare, ridere, piangere. È stata una lettura intensa e che mi ha lasciata sotto shock, non solo per gli eventi finali (grazie ai quali ho seriamente meditato di fare una visitina a Dilhani… si è salvata con le ultime pagine!), ma perché mi sono ritrovata all’improvviso di nuovo a casa mia, nella mia stanza, senza aver la più pallida idea di cosa ci facessi qui. Tanti saluti, Viandanti, io me ne torno a Nuova Terra!

Angharad
Questa recensione partecipa a Hogwarts Reading Challenge.
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

lunedì 28 gennaio 2013

Shadowhunters - Città di ossa

Cassandra Clare

Titolo:Shadowhunters, Città di ossa
Titolo originale: Shadowhunters, City of bones
Autore: Cassandra Clare
Traduttore: Fabio Paracchini
Editore: Mondadori
Prima edizione italiana: ottobre 2007
Prima edizione: Margaret K. McElderry - 27 marzo 2007
Pagine: 525
Prezzo: Rilegato - € 17,00

Quando ho scoperto che sarebbe uscito il film di Shadowhunters ( 23 agosto 2013) non ho avuto scelta: ho dovuto rileggere subito il libro e prepararmi così all’evento.
Nonostante sapessi già la storia, sono riuscita a stupirmi e divertirmi come e più della prima volta in cui l’ho letto. La Clare ha uno stile davvero scorrevole, senza troppi fronzoli a rallentare la narrazione incalzante, ma con un velo di sarcasmo nei dialoghi a dir poco irresistibile. Alcuni discorsi tra i protagonisti sono delle vere perle di ironia e non mi stanco mai di rileggerli.
Una sera come le altre. Clary si trova al Pandemonium, un locale dove girano personaggi interessanti, coi capelli colorati, piercing e strani gusti in fatto di vestiario, ma dove lei si sente stranamente a suo agio. Lì assiste a qualcosa di inspiegabile, due ragazzi e una ragazza, tutti con strani tatuaggi sulla pelle, uccidono quello che sembra un ragazzo indifeso, ma che si rivela essere un demone a caccia di prede. Ma la cosa più strana è che lei non dovrebbe vederli, nessun umano può. Si lascia così riaccompagnare a casa da Simon, il suo migliore amico, chiedendosi se non stia diventando pazza. Ma questo è solo l’inizio. Jace, il ragazzo biondo che ha ucciso il demone davanti ai suoi occhi, si rifà vivo e le svela un mondo popolato da creature magiche, pericolose e letali, e dai Nephilim, i figli degli angeli che da secoli proteggono il mondo da queste creature.
La Clare ha saputo mescolare in modo perfetto diverse figure della mitologia, come fate e stregoni, aggiungendo vampiri, licantropi e angeli. Potrebbe sembrare un guazzabuglio caotico, invece tutte queste creature si mescolando alla perfezione creando un mondo dentro il mondo, in perfetto stile Harry Potter.
Ma a portare avanti la storia sono soprattutto i personaggi, ironici, divertenti e soprattutto credibili. A cominciare dalla protagonista. Appena quindicenne e alle prese con tutti i problemi legati alla sua età, Clary riesce ad essere allo stesso tempo forte e testarda, mostrando anche il suo lato fragile, la paura davanti al mondo ignoto che si trova ad affrontare, il senso di tradimento perché la madre glielo ha tenuto nascosto, e molto altro. Accanto a lei troviamo immancabilmente l’eroe maschile, bello e tormentato. Verrebbe da chiedersi “Ancora?”, ma Jace non è solo il bello di turno, senza macchia e senza paura. Ironico e saccente, riesce ad essere irritante e adorabile allo stesso tempo, con un colpo di scena finale che mi ha lasciato sconcertata. Intorno a lui ci sono Alec e Isabelle, altri due Shadowhunters con cui vive nell’Istituto e che sono di fatto la sua unica famiglia. Anche il rapporto tra loro tre non è perfetto. Combattono insieme contro i demoni ma ci sono tensioni, incomprensioni, e sentimenti inconfessabili.
Alec è stato, in particolare, uno dei miei personaggi preferiti fin dall’inizio. La sua ostilità verso Clary è incomprensibile finché non scaviamo più a fondo e, una volta fatto, non si può non tenere in parte anche per lui.
Un altro personaggio che ho amato è Luke, amico intimo della madre di Clary e che le ha fatto da padre per tutti quegli anni. Quando la madre di Clary sparisce improvvisamente è a lui che si rivolge la ragazza, trovandolo però sordo alla sua richiesta di aiuto. Andando avanti nella storia si scoprono i motivi del suo comportamento e il racconto del suo passato, legato strettamente a quello della madre di Clary, fa luce sul motivo per cui il mondo degli Shadowhunters le è stato tenuto nascosto.
Ultimo personaggio da tenere d’occhio, soprattutto in vista degli altri libri della trilogia, è Magnus Bane, Sommo stregone di Brooklyn. Nonostante in questo libro compaia poco, è sicuramente un personaggio di impatto e vi preannuncio già che nei prossimi libri, con mia grande soddisfazione, sarà ancora più presente.
Personaggi, trama, ambientazione, la Clare ha saputo rendere ogni dettaglio in modo mirabile. I dialoghi sono divertenti, originali e ben inseriti nel contesto. Spesso non è solo la frase in sé a dover essere divertente, deve esserlo in rapporto a cosa succede intorno, e la Clare lo ha saputo fare decisamente bene.
Uno spazio particolare va poi al cattivo. Ovviamente non vi svelo di chi si tratta, ma voglio comunque dire che è uno dei migliori antagonisti di questo genere. Il racconto di come sia diventato tale, visto attraverso le parole di Luke, lascia spazio alla comprensione. Certo, lo vorrete uccidere più o meno con la stessa intensità degli altri personaggi, ma allo stesso tempo lascia lo spazio per chiedersi: “È davvero del tutto sbagliato?”.

Il mio voto

4 specchi e mezzo

Alaisse
Questa recensione partecipa a Hogwarts Reading Challenge.
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domenica 27 gennaio 2013

Hex Hall Read Along

Dopo mesi di indecisioni, finalmente parteciperemo alla nostra prima Read-along e, tanto per iniziare alla grande, leggeremo un libro in lingua: Hex Hall di Rachel Hawkins.
Questa bella iniziativa è stata organizzata da Juliette di Sweety Readers, che ha deciso di dividere i partecipanti in quattro gruppi di creature paranormali (le stesse di Hex Hall), formando delle squadre per i contest settimanali. In più fornirà una copia ebook a quelli che vorrebbero partecipare, ma non hanno mai letto Hex Hall.
Vi state chiedendo come funziona una Read-along? Tutti i partecipanti leggono insieme un libro scelto. Nella Read organizzata da Juliette si leggerà un certo numero di capitoli a settimana e poi ci si ritroverà sul suo blog per discuterne con quiz, sondaggi e diversi giochi.
La Read-Along inizierà l'11 febbraio e finirà il 18 marzo: siete ancora in tempo per iscrivervi, dunque! Cliccate sul banner qui sotto e arriverete direttamente al post di iscrizione, dove trovate altre informazioni.

Amaranth e Angharad

EFPania#1

Buona EFPania a tutti!

Che cos'è EFPania? È una rubrica in cui potrete leggere le nostre recensioni di racconti letti su EFP e che ci hanno colpito. Certo, EFP nasce come sito per fanfiction, ma vi assicuro che raccoglie moltissime storie piacevoli ed interessanti.

Proprio come Alchemy di Thid. Ambientata a Torino, la narrazione si svolge in prima persona plurale ed è proprio questa caratteristica che ha attirato la mia attenzione. Consapevole della difficoltà di quella che credevo una semplice scelta stilistica, sinceramente non mi aspettavo affatto di avere a che fare con una storia così originale. Sì, l'aggettivo più appropriato per Alchemy è senza dubbio questo e non mi sento a disagio a utilizzarlo, benché sia spesso abusato.
Vi stavo spiegando che la prima persona plurale non è solo una scelta stilistica; infatti, proseguendo nella lettura, diventa sempre più evidente che è totalmente funzionale alla storia. Dubito che sarebbe riuscita altrettanto bene optando per le più usuali prima o terza singolari.
Come vi avrà suggerito il titolo, la storia ha una connotazione fantasy: l'alchimia, seppur fondamentale, non viene approfondita né è accostata ad altri elementi tipici del genere, tanto che inizialmente credevo si trattasse di un'immagine allegorica e descrivesse semplicemente l'intenso legame tra i due soggetti narranti, di cui è impossibile definire un'identità.
Da subito mi sono sentita coinvolta emotivamente in un crescendo di intensità che mi ha portato a leggere il racconto tutto d'un fiato e a rileggerlo più volte nel tentativo di cogliervi tutti i significati, perché la sensazione che resta, alla fine, è di dover scoprire ancora qualcosa tra le righe. Non voglio cedere al facile entusiasmo e continuo a ripetere a me stessa che si tratta di una one-shot, ma l'ho trovata geniale. Vi faccio un esempio cinematografico per essere più chiara: Donnie Darko è un film che ho riguardato tantissime volte e che riguardo senza annoiarmi. Ogni volta vi scorgo messaggi e arrivo a soluzioni diverse, eppure ho sempre la stessa sensazione di non aver afferrato tutto e, proprio per questo, lo adoro.
D'acchito ho pensato a una storia romantica travolgente e un po' morbosa, ma mi sbagliavo perché si tratta piuttosto di un racconto introspettivo. L'atmosfera è permeata dall'inquietudine e da un'inevitabile alone di mistero fino a incupirsi in una drammatica angoscia. Lo scioglimento finale, necessariamente idilliaco, è raggiunto quasi con trepidazione. La complessità del racconto è bilanciata da uno stile estremamente semplice e contenuto.
Ehi, ma la trama? Io ancora non ho capito di che parla. Lo so, vi sento e mi dispiace dovermi limitare alle suggestioni della lettura e alle caratteristiche stilistiche, ma il racconto è così breve e intenso che sarebbe come spoilerarvi anche il finale.

Ricordiamo bene quando iniziò.
Fu una serata d’inverno, a Torino. Allora eravamo una cosa sola col nostro corpo. Eravamo soli nella nostra mansarda, ubriachi. Avevamo guardato qualche telefilm per spegnere la mente, poi eravamo andati a letto per leggere qualcosa. Invece, annebbiati dall’alcol, iniziammo a pensare.
I primi mesi facevamo l’amore in continuazione, non riuscivamo a separarci, volevamo stare sempre uno dentro l’altra.

Amaranth

venerdì 25 gennaio 2013

Il bacio della morte

Marta Palazzesi

Titolo: Il Bacio della morte
Autore: Marta Palazzesi
Editore: Y Giunti
Prima edizione: 16 gennaio 2013
Pagine: 383
Prezzo: Rilegato - € 12,00

giovedì 24 gennaio 2013

La bambina col falcone

Bianca Pitzorno

Titolo: La bambina col falcone
Autore: Bianca Pitzorno
Editore: Salani - maggio 2003
Prima edizione: Mondadori Bruno Scolastica - 1982
Pagine: 245
Prezzo: Brossura - € 13,00

A dispetto della mia scarsa passione per lo studio scolastico della materia, amo i romanzi storici. "E va be', facile: sei una lettrice onnivora!" direte voi. Non ho alcuna intenzione di discolparmi e, a riprova di quanto ne sia orgogliosa, vi invito ad avventurarvi con me in un libro non solo storico, ma rivolto innanzitutto ai ragazzi. Inutile girarci attorno: gran parte della letteratura per giovani lettori merita di essere letta a qualsiasi età e, dopo averlo letto, sono convinta che anche La bambina col falcone faccia meritatamente parte del gruppo.
Se alle medie mi avessero messo in mano questo romanzo, forse avrei avuto un'altra considerazione dei capitoli sulle crociate e vi avrei visto un po' più di un esercizio mnemonico di date.
Siamo ai tempi di Federico II di Svevia, uno dei sovrani che amo di più (Non sono l'unica che si è presa delle sbandate per personaggi storici, vero?). Il romanzo si apre nel giorno dell'incoronazione del giovane Federico: Costanza, la nostra protagonista, ha tre anni e sta per avere una sorellina, Melisenda. Sono le figlie di Rinaldo Rufo, falconiere imperiale, e di Madonna Yvette, nobildonna scampata alla strage degli albigesi. Ogni personaggio rappresenta uno spaccato storico: la Pitzorno non manca, infatti, di riferire particolari sulle condizioni e sulle abitudini sociali e, come se avesse affidato a ognuno un compito didattico preciso, si sofferma sulle loro vite passate così da consentire al lettore un piacevole excursus che solidifica l'ambientazione storica.
Così accanto a Madonna Yvette e alle nostre giovani protagoniste, compare Alienor, una ragazza che ha partecipato alla Crociata degli Innocenti, perdendovi il fratello e diventando schiava. Nel racconto della sua disavventura vengono nominati Guglielmo Porco e Ugo da Fer, i mercanti marsigliesi che, secondo la tradizione, offrirono un passaggio ai piccoli crociati. Questo è solo un assaggio dell'accuratezza storica; a casa Rufo non mancano precettori, servi cristiani, schiavi saraceni e altre sorelle più piccole.
Crescendo, però, Costanza e Melisenda rivelano attitudini e desideri davvero inimmaginabili per delle fanciulle dell'epoca. La più giovane, Melisenda, desidera e ottiene un falcone: inizierà così il suo apprendistato da falconiere. Costanza, invece, è una vera sognatrice. Dopo aver letto delle avventure in Outremer, desidera imbarcarsi per la Terrasanta, liberare il Santo Sepolcro e ritrovare Honfroi, il fratello di Alienor. Spirito focoso, Costanza non esita a travestirsi da ragazzo pur di partire, ma un'improvvisa malattia la costringe a casa. Nel frattempo la crociata è stata annullata; sarà Melisenda, anni dopo, ad imbarcarsi per Outremer in quella che sarà la più pacifica delle crociate. L'imperatore, infatti, non spargerà una sola goccia di sangue e grazie alle parole, riuscirà a stringere un'alleanza con il sultano del Cairo.
Non mi aspettavo nulla di diverso dalla penna di Bianca Pitzorno che non si è limitata a una lezione di storia, ma ha arricchito la narrazione di quei valori che da sempre contraddistinguono i suoi romanzi. Il tono è giocoso e quasi spensierato, ma non banalizzato. La Pitzorno sembra ricordarci che per parlare ai bambini, ai ragazzi e farsi capire non occorre abbassare il registro ed appiattire il lessico, caratteristiche che –ahimé- spesso si ritrovano in romanzi di altro genere e rivolti ad un pubblico più maturo. Freschezza e uso appropriato della parola fanno dei libri della Pitzorno, come quelli di altri autori italiani (penso alla De Mari), dei romanzi capaci di emozionare anche i più grandi.

Il mio voto

3 specchi e mezzo

Amaranth
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mercoledì 23 gennaio 2013

The Giver. Il donatore

Lois Lowry

Titolo: The giver. Il donatore
Titolo originale: The giver
Autore: Lois Lowry
Traduttore: Sara Congregati
Editore: Y Giunti - febbraio 2010
Prima edizione italiana: con il titolo di "Il mondo di Jonas", Mondadori - 1995
Prima edizione: Bantam Books - 1993
Pagine: 256
Prezzo: Rilegato - € 14,50

Gocce di Magia

Ogni libro è una successione di immagini e parole. Spesso alcune di queste colpiscono più di altre, lasciandoci del libro quei ricordi che poi restano anche a distanza di anni. Questi piccoli frammenti di storie possono ricreare atmosfere ed emozioni.
Per questo, ogni settimana, condivideremo con voi un piccolo frammento di storia, nella speranza che lasci qualcosa anche in chi non l’ha ancora letta.

Nuova Terra, Dilhani Heemba

martedì 22 gennaio 2013

EFPania #0

Benvenuti all'inaugurazione della nostra nuova rubrica!

Qualche giorno fa una nostra lettrice (grazie, Clelia) ci ha lanciato il suggerimento che noi, entusiaste, abbiamo colto pensando di rimandare tutto alla fine del prossimo mese. E, invece, eccoci qui a spiegarvi di che si tratta.
EFP raccoglie le fanfiction (racconti scritti dai fan di opere originali) e moltissime storie originali. È un sito che frequentiamo spesso e, perciò, abbiamo pensato di proporvi quelle che troveremo più meritevoli. Ognuna di noi leggerà e recensirà autonomamente racconti diversi, senza scadenza fissa.
Sapete bene, ormai, che appoggiamo di cuore tutti gli autori esordienti italiani e non; per questo motivo abbiamo trovato l'idea molto interessante. A voi piace?
Diteci che cosa ne pensate, per noi è molto importante. Se avete qualche storia da proporci, scriveteci un'e-mail.
Ci ritroviamo prestissimo con la prima review "efpaniana"!

Buona EFPania a tutti!

Le Belle

Il canto delle parole perdute

Andrés Pascual

Titolo: Il canto delle parole perdute
Titolo originale: El haiku de las palabras perdidas
Autore: Andrés Pascual
Traduttore: Silvia Bogliolo
Editore: Corbaccio
Prima edizione italiana: 20 settembre 2012
Prima edizione: Plaza y Janés - 6 ottobre 2011
Pagine: 388
Prezzo: Rilegato - € 16,40

Era un po' che non provavo un simile senso di soddisfazione alla fine di un libro. È come la sensazione di sazietà, quella piccola vibrazione che mi tiene ancorata alle pagine del romanzo di Andrés Pascual.
Mi sono innamorata de Il canto delle parole perdute fin dalla nota dell'autore, ma davvero non immaginavo che sarei arrivata a sentirmi così emotivamente coinvolta. Spero scoprirete, leggendolo, che è inevitabile rimanere toccati dalle vicende storiche che non fanno solo da sfondo alla narrazione, ma reclamano a viva forza il primo piano.
I capitoli si alternano su due storie: quella di Kazuo e Junko a Nagasaki e quella di Emilian Zäch tra Tokyo e Ginevra. Sebbene, in un primo momento, l'unico elemento comune sembri essere il famigerato e discusso nucleare, sono molti gli anelli di giunzione che legano la vita di Kazuo e Junko a quella di Emilian.
Nagasaki è una città provata dalla guerra, ma innegabilmente vitale; sembra quasi di sentirne i rumori e le voci seguendo Kazuo per le strade, tra le bancarelle del mercato. Figlio di commercianti olandesi, ma cresciuto da una coppia giapponese, Kazuo non passa certo inosservato con la sua chioma bionda e gli occhi azzurri. La sua è, però, una diversità che non ha bisogno di nascondere. Sulla cime di una collina Kazuo osserva il campo dei pow (prisoners of war) e attende Junko, la sua principessa. Sulle colline i due adolescenti iniziano un gioco, un primo esperimento dell'amore: Junko porta a Kazuo un haiku al giorno fino a darsi appuntamento per leggere assieme l'ultimo. È la mattina del 9 agosto 1945 e una luce più intesa del sole spazzerà via ogni cosa, lasciandoli nella disperata ricerca l'uno dell'altra.
La storia di Emilian inizia, invece, a Tokyo nel febbraio 2011. La sua vita è vicina a una svolta: il progetto a cui ha dedicato tutto se stesso sta per essere approvato dal governatore in persona. Il Carbon Neutral Japan Project consiste in un'isola urbanizzata, autoalimentata da un reattore nucleare sottomarino di ultima generazione, con zero emissioni di CO2. Energia nucleare in un Paese molto sensibile in materia di nucleare e che, come ricorderete, sta per vivere una delle più grandi tragedie della storia recente: il disastro di Fukushima.
La vita di Emilian sta per essere stravolta, ma tra gli eventi inaspettati vi è anche l'incontro con Mei, un'affasciante gallerista, il cui più grande desiderio è ritrovare il primo amore della nonna. Sarebbe riduttivo affermare che Il canto delle parole perdute parla d'amore, perché sono affrontati altri temi: dal nucleare, presentato criticamente nella sua doppia faccia, alla guerra, raccontata con un focus particolare di pochi giorni. L'amore abbraccia, tuttavia, l'intero svolgimento, offrendosi nelle sue molteplici forme, dall'amore adolescenziale a quello più maturo, non trascurando lo spazio per gli affetti familiari e amicali.
L'accuratezza dell'ambientazione storica e la crudezza delle descrizioni sono potenti strumenti di riflessione e di conoscenza. Le parole di Andrés Pascual scivolano seguendo un ritmo poetico che avviluppa la storia passata, annacquandosi nel presente.
È un romanzo di quasi 400 pagine intensissime, che mi hanno spinta a un'appagante lettura. Non credevo di essere così coinvolta finché non mi sono ritrovata in lacrime, commossa dall'intensità delle emozioni che non sono mai rivelate platealmente.
Ancora prima di finirlo ne ero convinta ed ora, a ragion veduta, lo ribadisco: leggetelo! Vorrei che tutti leggessero questo libro tanto che, se non mi fosse stato prestato da un'amica (grazie, tesoro) e fosse mio, ve lo presterei immediatamente.

Il mio voto

5 specchi

Amaranth
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venerdì 18 gennaio 2013

In attesa di: Cloud Atlas. L'Atlante delle Nuvole

YEEEEEEEAP! Hello everybody!

Come posso contenere il mio entusiasmo? La risposta è semplice: non posso!
Non sarebbe da me, ormai lo sapete. E volete sapere perché sono così contenta? A giorni &#40spero siano proprio pochi&#41 mi arriverà L'Atlante delle nuvole, il romanzo di David Mitchell.
Premetto che prima dell'uscita del film non sapevo nemmeno esistesse e non posso far altro che dispiacermene perché, dopo essere stata al cinema ma soprattutto dopo essermi informata, sono davvero impaziente.
Nell'attesa voglio parlarvi del libro. L'Atlante delle nuvole è stato pubblicato in Italia nel 2005 dalla Sperling, dopo aver vinto il Literary Fiction Award ai British Book Awards e il Richard&Judy Book of the Year Award.

giovedì 17 gennaio 2013

Innamorarsi a New York

Melissa Hill

Titolo: Innamorarsi a New York
Titolo originale: Before I forget
Autore: Melissa Hill
Traduttore: Lucilla Rodinò
Editore: Newton Compton Editori
Prima edizione italiana: 14 giugno 2012
Prima edizione: Hodder Paperbacks Published -
9 luglio 2009

Pagine: 343
Prezzo: Rilegato - € 9,90

Quando ho finito di leggere questo libro avevo gli occhi a cuoricino, e non solo per modo di dire. Se mi avessero scattato una foto avrebbero potuto basare un nuovo Stregatto su di me, tanto era ampio il mio ghigno soddisfatto.
Ma andiamo alla storia.
Abby è appena uscita da una relazione molto intensa e molto soffocante con Kieran, l’uomo della sua vita, l’uomo che non potrà dimenticare finché ops, non le cade una tegola in testa. E no, in realtà di lui non si dimentica, ma si dimentica di molte altre cose. La sua memoria a breve termine è infatti compromessa e rischia di perdere tutti i nuovi ricordi. Dopo i primi momenti di sconforto, però, Abby riesce a risollevarsi con un nuovo scopo: raccogliere più ricordi possibile e dare una svolta alla sua vita. È questa l’occasione per riallacciare i rapporti con amiche e famiglia, e il primo passo è un viaggio a New York per andare a trovare la sorella che ha appena avuto una bambina. Proprio qui, nella magia della Vigilia di Natale, incontrerà Finn, dolce e gentile, saprà fare breccia nel suo cuore, ma riuscirà a lasciare una traccia anche nella sua memoria?
Non svelo altro perché il romanzo va gustato senza sapere prima troppi dettagli.
Galeotta fu New York e chi la visitò, ma di lei c’è veramente poco e ne sono rimasta un po’ delusa. Dal titolo e soprattutto dalla trama mi sarei aspetta più scene in questa città e quando ho capito che non ci sarebbe più stata ci sono rimasta male. Sono stata invece piacevolmente colpita dall’originalità di alcune scene, in particolare quelle in cui vengono presentati i due personaggi principali: Abby e Finn. La prima volta che entrano in scena, l’autrice ha saputo creare un gioco molto divertente che mi ha sorpresa. Purtroppo in altre scene, invece, è caduta in alcuni schemi un po’ triti che a volte hanno reso la lettura più lenta. Apprezzo i romanzi che sanno indagare i sentimenti dei personaggi, ma in alcuni casi la Hill ha esagerato, privilegiando l’aspetto dei ragionamenti interni (spesso un po’ banali) invece dell’azione e della dimostrazione da parte loro di cosa pensavano.
Non so se sono riuscita a spiegarmi.
Diciamo che più di un brano in cui un personaggio elenca gli stati emotivi in cui si trova, dicendoti anche che gli prude il naso, preferisco una scena in cui posso vedere cosa pensano dal loro atteggiamento e dalle loro parole. Questo secondo me è quello che è mancato del romanzo, dove tutti parlando di cosa provano ma, appunto, restano più parole che fatti.
Nonostante questo dettaglio il libro mi è piaciuto molto in particolare la scena finale che non può mancare di lasciare soddisfatte le eterne romantiche … tra cui temo di dovermi annoverare.

Il mio voto

3 specchi e mezzo

Alaisse
Questa recensione partecipa a Hogwarts Reading Challenge.
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

mercoledì 16 gennaio 2013

Tributes Reading Challenge

Che giornate pigre, Viandanti! Capita anche a voi? Chissà, magari è colpa ancora delle feste o del fatto che siamo costrette a passare le giornate a studiare…Ah, ma questi esami s'hanno da fare!
Per fortuna ci siete voi e i nostri amici libri a rischiarare questi giorni e in cambio noi vi invitiamo a partecipare alla Tributes Reading Challenge organizzata dalla nostra amica Veronica del blog On the read.
La Reading Challenge è ispirata, come avrete intuito, ad Hunger Games, trilogia che Amaranth ha molto amato e che vi invita a leggere.
Cosa dovete fare? Semplicemente leggere e scrivere la vostra recensione, ma per togliervi ogni dubbio vi rimandiamo al post di iscrizione: troverete tutte le spiegazioni.

Le Belle

Gocce di Magia

Ogni libro è una successione di immagini e parole. Spesso alcune di queste colpiscono più di altre, lasciandoci del libro quei ricordi che poi restano anche a distanza di anni. Questi piccoli frammenti di storie possono ricreare atmosfere ed emozioni.
Per questo, ogni settimana, condivideremo con voi un piccolo frammento di storia, nella speranza che lasci qualcosa anche in chi non l’ha ancora letta.

The giver, Lois Lowry

«Be’...» Jonas dovette soffermarsi a riflettere. «Se è tutto uguale, non c’è possibilità di scelta. Ma io voglio svegliarmi la mattina e scegliere! Per esempio... metterò una tunica azzurra ? una rossa?»
Abbassò lo sguardo sulla stoffa incolore della propria veste. «Invece è tutto uguale, sempre». Poi rise imbarazzato. «So che non è importante cosa indossi, però...»
«Però è importante poter scegliere, giusto?» lo aiutò a concludere il Donatore.
Jonas annuì. «Il mio fratellino... Cioè, no, non è esattamente mio fratello, non proprio» si corresse subito. «Insomma il neobimbo di cui la mia famiglia si prende cura, Gabriel...»
«Sì, so di Gabriel».
«Be’, ora è nell’età in cui si apprende di più. Afferra i giocattoli quando glieli mettiamo davanti... mio padre dice che sta imparando a coordinare i muscoli secondari. Ed è così carino».
Il Donatore annuì.
«Adesso che vedo i colori, sia pure di tanto in tanto, non posso fare a meno di pensare: e se gli mettessimo davanti oggetti d’un rosso vivido, ? d’un giallo acceso, e lui potesse scegliere... non sarebbe meglio dell’Uniformità?»
«Potrebbe fare la scelta sbagliata».
«Oh». Jonas restò in silenzio per un minuto intero. «Capisco. Non avrebbe importanza nel caso di un giocattolo, però ne avrebbe in seguito, non è così? Non possiamo permettere che ciascuno faccia delle scelte per conto proprio».
«Non sarebbe sicuro?» suggerì il Donatore.
«Assolutamente no» disse Jonas, convinto. «Che accadrebbe se fosse permesso scegliere il proprio compagno? E se la scelta si rivelasse sbagliata? O se...» proseguì, quasi ridendo per l’assurdità dell’idea «se fosse permesso scegliere il proprio lavoro?».
«Inquietante, vero?»
Jonas ridacchiò. «Altroché. Neanche riesco a immaginarmelo. Dobbiamo proteggere la gente dalle scelte sbagliate».

Alaisse

lunedì 14 gennaio 2013

Io e te oltre le stelle (Across the Universe #1)

Beth Revis

Titolo: Io e te oltre le stelle*
Titolo originale: Across the Universe
Autore: Beth Revis
Traduttore: Gloria Pastorino
Editore: Piemme Freeway*
Prima edizione italiana: Piemme Freeway - 9 ottobre 2012 (già Across the Universe)*
Prima edizione: Razorbill, Peguin - 11 gennaio 2011
Pagine: 414
Prezzo: Rilegato - € 17,00
Link d'acquisto

venerdì 11 gennaio 2013

I passi dell'amore. Giveaway

Viandanti, il 16 gennaio si avvicina. Come? Non sapete cosa succede?
Esce Il Bacio della Morte di Marta Palazzesi! E vi segnaliamo uno splendido giveaway organizzato da Giovanna del blog Reading at five o’clock e Monia del blog The Secret Door, che hanno messo in palio proprio una copia di questo romanzo.
Il tutto si svolgerà in una serie di tappe ogni giovedì, fino al 7 febbraio. Il tema sarà l’Amore e dovrete trovare una citazione per il tipo di amore scelto per la tappa. Per esempio protagonista del post di ieri è l'Amore proibito!
Non è finita qui, seguendo questo percorso si avrà anche la possibilità di vincere degli ebook. Quindi, che aspettate a partecipare?

Amaranth eAngharad

giovedì 10 gennaio 2013

Un classico al mese

Come molti di voi dovrei essere alle prese con lo studio pre-esame, invece come al solito mi sono trovata a vagare senza meta tra un blog e l’altro scoprendo questa interessante iniziativa del blog Storie dentro storie: la sfida di lettura un classico al mese.
Nonostante sia una lettrice accanita e dai gusti piuttosto eclettici devo ammettere che, ahimè, i classici non sono in testa alla mia lista di letture. Proprio per questo penso che sia una sfida interessante e l’unico dubbio è scegliere quale leggere.

Voi avete qualcosa da suggerirmi?

Per adesso, ecco la mia lista. Probabilmente la aggiornerò durante l’anno, soprattutto se vorrete darmi qualche consiglio ;)

  1. L’ultimo giorno di un condannato a morte, Victor Hugo
  2. L’idiota, Fedor Dostoevskij
  3. La casa dei melograni, Oscar Wilde
  4. Otello, Shakespeare
  5. Vent’anni dopo, Dumas
  6. Le affinità elettive, Goethe
  7. Le Metamorfosi, Ovidio

Per adesso questi sono i libri che mi propongo e a cui aggiungerò altri titoli appena mi giungerà qualche dritta!

Alaisse

Il bacio del demone

Eve Silver

Titolo:Il bacio del demone
Titolo originale: Demon's Kiss
Autore: Eve Silver
Traduttore:
Editore: Leggereeditore
Prima edizione italiana: 1 settembre 2011
Prima edizione: Grand Central Publishing - 1 ottobre 2007
Pagine: 298
Prezzo: Brossura - € 5,00

Ciarran D'Arbois è l'aitante Sommo stregone, Custode del muro tra le dimensioni e di tutto il regno umano. In parole povere? "Sconfigge i demoni e protegge il mondo" dalle invasioni demoniache. I demoni possono, infatti, attraversare le dimensioni sfruttando le debolezze umane e nutrendosi non solo delle loro paure, ma anche del loro sangue. Si tratta di una lotta continua, in cui Ciarran non è solo: fa parte di una confraternita di stregoni guardiani, altrettanto attraenti.
E ora si trovano ad affrontare una nuova minaccia: qualcosa non va nel continuum, qualcuno sta tramando per portare il Solitario, il più potente dei demoni, tra gli umani. Lo strumento per aprire un portale sufficientemente grande è Clea Masters, una ragazza che solo in apparenza è come tutte le altre.
Coinvolta nell'incidente stradale, in cui i suoi genitori persero la vita, Clea riuscì a salvarsi sottraendo la magia di Ciarran, intervenuto per chiudere lo squarcio tra le dimensioni. L'incidente era stato infatti provocato da Asag, il demone della Peste. Quel primo incontro non cambiò soltanto la natura di Clea, ma anche quella di Ciarran, creando un fortissimo legame tra i due.
Il bacio del demone è scritto bene, forse merito di una brillante traduzione. Ho trovato lo stile così congeniale che è stato la motivazione principale per cui ho proseguito la lettura. Non posso dire di non essere stata incuriosita fin dalle prime pagine dal racconto di Eve Silver, ma l'attrazione fulminea, intensa, quasi corrosiva e, soprattutto, apparentemente immotivata tra Ciarran e Clea mi ha fatto cascare le braccia. Chi mi conosce lo sa bene: non sono una bacchettona e non arrossisco se si parla di sesso, ma ho avuto dei seri problemi a digerire i momenti erotici tra i due protagonisti. Per quanto siano doviziosamente particolareggiati e guidino la fantasia del lettore, mi hanno creato delle perplessità di non poco conto.
Vi faccio un esempio per tutti: dopo aver sconfitto ben tre ibridi, Ciarran è quasi prosciugato del potere ed è per di più ferito gravemente. E cosa combinano i due? Si imboscano ai margini di un burrone e ci danno dentro. Ma sì, in fondo perché fermarsi davanti a un demone ricoperto di sangue e visceri? Non so voi, ma io, fossi stata in Clea, sarei stata un tantino terrorizzata.
Va be', parlo proprio io che mi sono "innamorata" (chiedete ad Alaisse) di Ciarran a pagina 2, quando il sexy demone era apparso in scena praticamente da solo un capoverso. Ho anche pensato di farvi una lista delle 100 e 1 (magari un po' meno) ragioni per amarlo… che dite faccio ancora in tempo?
Anche i tentativi di dare profondità al loro rapporto mi sono sembrati poco efficaci. Insomma, non sono il tipo che si accontenta del "Clea mia" e del "Si stava innamorando di lui. Intensamente". Probabilmente sono diventata troppo esigente. In ogni caso non vorrei essere sembrata troppo critica, anche perché il romanzo mi è piaciuto e nel complesso il mio giudizio è positivo.
Infatti la Silver si riprende egregiamente; le descrizioni sono cariche di elettricità, un po' smielate in alcuni passaggi, ma senz'altro apprezzabili. Di certo, non è la relazione tra Ciarran e Clea a portare avanti il racconto, quanto piuttosto l'attesa dell'inevitabile scontro. I personaggi sono tutti, compreso Asa (questo il nome di Asag dopo il primo scontro con lo stregone), ben caratterizzati, con una storia alle spalle e dei sentimenti propri.
È una narrazione che non pecca in grinta e non difetta nei tempi di azione. Le rivelazioni non tardano ad arrivare e il lettore fa davvero in fretta a mettere insieme i tasselli: i protagonisti sono gli unici che devono capire cosa sta succedendo.
Il bacio del demone è un paranormal romance per adulti, il primo di una serie che per ora conta due titoli, ma posso assicurarvi che la conclusione è molto soddisfacente e che il seguito, Le ombre del demone, pur essendo incentrato sulla confraternita dei guardiani, narra un'altra storia.

Il mio voto

3 specchi e mezzo

Amaranth
Questa recensione partecipa a Hogwarts Reading Challenge.
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

mercoledì 9 gennaio 2013

La figlia dello zar

Rosemary Rogers

Titolo: La figlia dello zar
Titolo originale: Bound by love
Autore: Rosemary Rogers
Traduttore: Graziella Reggio
Editore: Harlequin Mondadori
Prima edizione italiana: 1 maggio 2010
Prima edizione: HQN Books - 1 Agosto 2009)
Pagine: 375
Prezzo: Brossura - € 6,40

Era da un po’ di tempo che volevo leggere un libro sul genere harmony e finalmente ho colto l’occasione. Iniziandolo non avevo grosse aspettative, sapendo già a cosa andavo incontro, e devo dire che non sono stata smentita.
Leonida è la figlia illegittima dello zar (bellissima, intelligente, il ritratto dell’innocenza e bla bla bla) e accetta di compiere una missione per conto della madre: infiltrarsi nella casa del Duca di Huntley (bellissimo, intelligente - dove ho già sentito questa descrizione? - Ah, e ovviamente ardimentoso e irresistibile) per rubare delle lettere che potrebbero minare il regno stesso dei Romanov. I due si incontrano e sono scintille fin dal primo sguardo, nonostante il focoso Stefan capisca subito che Leonida è lì per un motivo diverso dalla semplice visita di cortesia. Non ci vorrà molto perché tra i due inizi una relazione (in effetti passano così poche pagine che l’autrice poteva farli finire a letto mentre si presentavano e la trama non sarebbe stata sostanzialmente modificata).
L’intreccio è fin troppo semplice, con cattivi brutti e perversi, senza sfumature che li approfondiscano, e i buoni sono bellissimi, intelligenti e –oh, ma perché mi sembra di aver già scritto queste cose?- tremendamente sfortunati. Nonostante la facile ironia, la mia opinione non è del tutto negativa. Iniziando questo libro sapevo il genere a cui andavo incontro e non mi aspettavo nulla di eccezionale, come infatti si è rivelato. Devo ammettere però di averlo finito in pochissimo tempo, come di solito mi capita solo coi libri che apprezzo di più. Forse proprio perché non era nulla di eccezionale, sono andata avanti fino alla fine in attesa di un momento culminante, che però non c’è stato. Anche le scene tra loro due non sono state svolte al meglio, ma forse è solo perché sono abituata a libri di ben altro livello, dove i personaggi sono più approfonditi e quindi anche le scene hanno più intensità e spessore.
Un personaggio che invece mi ha intrigata, e non poco, è Dimitri Tipov, Zar dei Miserabili. A differenza degli altri personaggi, in lui ci sono molte sfumature e nonostante compaia poco, ha saputo stuzzicare la mia curiosità, molto più del Duca di Huntley che, malgrado le indubbie qualità, resta dello spessore di una figurina. Mi piacerebbe leggere un seguito su Tipov, se esistesse, perché come personaggio promette molto di più del protagonista maschile di questo libro.
Consiglio questo libro se si vuole passare un pomeriggio immersi nei paesaggi della Russia e dell’Inghilterra, ma senza troppe pretese di trame elaborate.

Il mio voto

2 specchi e mezzo

Alaisse
Questa recensione partecipa a Hogwarts Reading Challenge.
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.

Gocce di Magia

Ogni libro è una successione di immagini e parole. Spesso alcune di queste colpiscono più di altre, lasciandoci del libro quei ricordi che poi restano anche a distanza di anni. Questi piccoli frammenti di storie possono ricreare atmosfere ed emozioni.
Per questo, ogni settimana, condivideremo con voi un piccolo frammento di storia, nella speranza che lasci qualcosa anche in chi non l’ha ancora letta.

Nuova Terra, Dilhani Heemba

martedì 8 gennaio 2013

Il bacio e il sortilegio

Jacqueline Carey

Titolo:Il bacio e il sortilegio
Titolo originale: Kushiel's Justice
Autore: Jacqueline Carey
Traduttore: G.Zuddas
Editore: Nord
Prima edizione italiana: 27 ottobre 2011
Prima edizione: Warner Books - 14 June 2007
Pagine: 375
Prezzo: Brossura - €18,00

È veramente difficile parlare di un’autrice come la Carey e non solo perché è in assoluto una delle mie preferite, ma anche perché non riesco a trovare parole adeguate per renderle giustizia.
Prima di darvi la mia opinione su Il bacio e il sortilegio, vorrei parlarvi brevemente degli altri libri di questa meravigliosa serie. Infatti questo è solo il penultimo libro della saga concentrata su Imriel, personaggio presente anche nella prima trilogia di questa autrice. I primi tre titoli della Carey, incentrati sulla figura sensuale e travolgente di Phèdre nò Delaunay, anguisette e spia della regina, sono: Il dardo e la rosa, La prescelta e l’erede, La maschera e le tenebre. La seconda trilogia concentrata, come ho già scritto, sul personaggio di Imriel è stata inspiegabilmente divisa a metà nella versione italiana, dando origine così a ben sei libri, di cui Il bacio e il sortilegio è il penultimo. Tutta questa introduzione non era per tediarvi a morte e scoraggiarvi dal leggere questi libri meravigliosi, ma per spiegarvi la mia difficoltà nel parlarvi dei libri senza fare spoiler. Un consiglio che mi sento in obbligo di darvi, nel caso foste interessati a leggerli, è quello di non leggere le quarte di copertina originali, soprattutto della seconda trilogia. Quello che svelano è al limite della denuncia per spoiler reiterati.
Ma arriviamo finalmente a parlare del libro! (Pericolo spoiler)
Inutile dire che mi ha catturata dall’inizio, come e più degli altri. Nonostante il personaggio di Imriel non possa essere paragonato a quello di Phèdre, ho sempre apprezzato la capacità della Carey di rendere i suoi conflitti interiori con disarmante semplicità. Imriel sa bene di non essere all’altezza dei suoi genitori adottivi, Phèdre nò Delaunay e Joscelin Verreuil, eroi del regno di Terre d’Ange, e la sua unica aspirazione è fare ammenda per le terribili azioni della madre naturale, colpevole di aver tradito la propria patria e averla gettata sull’orlo dell’invasione Skaldi. Ma il fato decide di gettare ancora scompiglio nella sua vita facendolo innamorare dell’unica ragazza a lui preclusa: la delfina di Terre d’Ange, Sidonie. In questo libro finalmente i due rendono pubblica la relazione ottenendo reazioni violente e contrastanti. Ysandre, regina e madre di Sidonie, dà un ultimatum a Imriel: se vorrà sposare Sidonie, dovrà prima riportare in patria sua madre perché venga giustiziata.
Non mi sento di svelarvi altro della trama, soprattutto perché vi rivelerei colpi di scena che meritano di essere assaporati senza anticipazioni. Ho già detto che questo libro mi è piaciuto più degli altri, e il motivo è l’incredibile complessità delle trame che si dipanano dall’inizio alla fine, lasciando sempre la sensazione che ci sia qualcosa che sfugge. Ma, soprattutto, sono rimasta ammaliata dalla forza dei personaggi e dai risvolti imprevisti. Un personaggio che mi ha sorpreso è stata proprio la madre di Imriel, Mélisande. Nella prima trilogia è la cattiva della situazione, priva di scrupoli e ambiziosa, riesce a sconvolgere l’intero regno con le sue trame. Ne Il bacio e il sortilegio diventa una madre preoccupata per la sorte del figlio (metamorfosi che era già avvenuta ne La maschera e le tenebre, ma che ora raggiunge una profondità nuova e inaspettata). Nonostante sappia che il figlio vuole la sua morte, o almeno è rassegnato a riportarla in patria perché venga eseguita la condanna, il suo intervento nella vicenda sarà essenziale per la salvezza della stessa terra che ha tradito.
Come negli altri libri della Carey, anche in questo è sempre presente il fulcro di tutta la vicenda: il precetto del Beato Elua e dei suoi compagni. Elua era il figlio di dio che camminò tra gli uomini diffondendo un unico insegnamento: Ama a tuo piacimento. Tutta Terre D’Ange segue questo insegnamento, ognuno a modo proprio, e il rapporto sessuale è vissuto come qualcosa di sacro, tanto che nel regno novizi di tutte le età e si dedicano a servire le arti di Naamah, giacendo con chi chiede i loro servigi. Trovo che proprio questo sia il punto di forza delle due trilogie. Il mondo creato dalla Carey non è solo incantevole, ma indaga aspetti profondi e oscuri della personalità umana, ignorando i tabù e riuscendo a creare personaggi che restano nel cuore. Ancora adesso, nonostante abbia letto la prima trilogia diversi anni fa, ogni volta che leggo il nome di uno di personaggi mi commuovo.
Come avrete intuito, ho già iniziato a leggere l’ultimo libro e sono sull’orlo della disperazione, sapendo che presto dovrò abbandonare personaggi che mi hanno tenuto compagnia per tanti anni.
Se volete iniziare questa saga siete avvisati: crea dipendenza!

Il mio voto

5 specchi

Alaisse
Questa recensione partecipa a Hogwarts Reading Challenge.
Questa recensione partecipa a Tributes Reading Challenge.